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Ragazzi in piazza

  • Scritto da Loredana Ferri

Ragazzi giocano in piazzaDai, passa la palla, corri, forza, tira, ma che fai! No!!!
È lo schiamazzare di un gruppetto di adolescenti mentre giocano a pallone, animando la piazzetta affianco a casa mia. A guardarli affiatati, mi provocano un sentimento di tenerezza e rimpianto e, tra me dico: «giocate perché tra pochi anni diventerete dei giovani uomini con degli ideali, mettendo in un angolo il pallone per giocare un altro gioco. Ad aspettarvi, ci sarà una piazza più grande per difendere i vostri diritti che come al solito non vi saranno concessi, calcherete le stesse piazze dove hanno dimostrato i loro disappunti: i ragazzi della rivoluzione francese, del risorgimento ecc...».
Nella storia italiana hanno manifestato la loro rabbia, contro il regime fascista altri ragazzi, uomini e donne. Ad accoglierli non c'erano le piazze ma, boschi e nascondigli segreti di campagne, paesi e città. Queste persone erano i partigiani. Tra loro un giovane, Francesco Bruni di Ceccano, menzionato da Angelino Loffredi in un articolo di questo stesso sito del 23 febbraio 2013. A solo 19 anni nell'ottobre 1944, fu ferito da due colpi di pistola da un ufficiale tedesco. Imprigionato e torturato morì il 9 maggio dello stesso anno dopo atroci sofferenze.
Oggi la sua figura è più che mai presente, lo vedo in mezzo alla folla inferocita e indignata mentre combatte nelle piazze siriane contro il regime di Assad, e in altre strade del mondo dove le ingiustizie sociali padroneggiano.Pellizza da Volpedo: Quarto statoPellizza da Volpedo: Quarto stato
Lui sta lottando tra loro pronto a morire per la libertà.
C'e' un famoso quadro di Pellizza da Volpedo, "Il Quarto Stato". Vedo chiaramente degli uomini e delle donne che avanzano in prima fila, ad un certo punto i piani si sovrappongono e si distinguono solo le teste. In fondo al quadro c'e' un uomo, la sua testa è coperta da una cesta che ha sulle spalle.
Quell'uomo mi ricorda Francesco Bruni, lui è li a lottare ma non si vede, non ha un volto per poterlo riconoscere.
Il giovane partigiano nel 1945 non festeggiò la fine della guerra sulla piazza di Ceccano, insieme ai suoi concittadini. Diamogli l'opportunità di essere ricordato.
Come quei ragazzi della piazzetta, voglio dare un calcio a quella palla che Angelino Loffredi mi ha passato leggendo il suo articolo, sperando che ci sia qualcuno a prenderla per fare un bel gol!

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Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

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