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In una nuova giornata di fine estate

  • Scritto da Loredana Ferri

ArtemisiaGiuditta decapita Oloferne di Loredana Ferri - E' mattina presto, entrando nello studio apro la finestra e respiro una nuova giornata di fine estate.
Mi siedo alla scrivania, prendo un foglio, la punta della matita è pronta a scivolare sulla pagina bianca ma... distolgo lo sguardo dal foglio. Nascosto dietro un vaso, c'è un libro sulla libreria. Incuriosita nel riscoprire la storia del libro mi alzo e scostando il vaso lo sfilo dallo scaffale.
Una volta tra le mani lo riconosco, è una raccolta di opere di Artemisia Gentileschi. Brutta storia la sua, era la figlia di Orazio, entrambi pittori della Roma del 600. Il padre fa conoscere ad Artemisia il collega maestro di disegno Agostino Tassi, sperando che la figlia potesse imparare la prospettiva. Ma le cose si misero male nel 1611 Artemisia è stuprata più volte e picchiata selvaggiamente dal Tassi. Orazio denunciò il fatto dopo un anno, il processo si concluse per Agostino con una condanna lieve. Poteva scegliere l'esilio o cinque anni di galera, ovviamente scelse l'esilio giurando che non si sarebbe mai vendicato di Orazio.
Dunque: 1611-2013 nulla è cambiato, lo stillicidio della violenza contro le donne sembra non avere fine.
Tornando alla pittrice, l'unica cosa che le restava da fare, era urlare silenziosamente la sua rabbia con la sola arma che sapeva usare bene: il pennello. Così nel 1612 dipinge "Giuditta che decapita Oloferne": è furiosa, la condanna che è stata inflitta al Tassi non le rende giustizia, lei lo avrebbe voluto morto come il suo personaggio. Quindi sfogando la sua ira, s'immedesima nella donna che blocca Oloferne, mentre Giuditta lo uccide decapitandolo con la spada. Artemisia però è forte, abbandona l'idea della morte nei confronti di Agostino, Ballo al Bougival - Augusto RenoirBallo al Bougival - Augusto Renoirnon vuole diventare un mostro come il suo carnefice, non si scoraggia, continua con la sua pittura. Molti committenti le affideranno lavori importanti affiancati da artisti noti dell'epoca.
Chiudo il libro pensando ad Artemisia, una violenza immeritata la sua, una ferita così l'avrà portata dentro tutta la vita, nonostante la forza di rialzarsi e ricominciare. La violenza, sia fisica sia verbale, quella cui siamo purtroppo abituali a subirla nel quotidiano è un crimine contro l'umanità. Siamo tutti fragili, sensibili compreso Agostino Tassi intrappolato dalla sua stessa violenza.
Rimetto il libro al suo posto questa volta in bella vista togliendo il vaso che lo nasconde. Affianco a lui c'è un vecchio catalogo di August Renoir, lo sfoglio velocemente, mi scorrono ritratti di belle donne burrose dalla carnagione rosea come bambini. Tra quelle donne c'erano anche delle prostitute, incontrate dal pittore nei caffè parigini. Chi può dirlo che dietro quei candidi sorrisi una volta tornate a casa non ci siano stati ad aspettarle dei protettori, mariti, padri e fratelli violenti?
Vorrei tanto che August avesse fatto ad Artemisia un bel ritratto magari come nel quadro "Ballo a Bougival" mentre danza, spensierata facendo roteare uno di quei vestitini leggeri, abbracciata a un uomo che la ama davvero, respirando una nuova giornata di fine estate.

 

 

 

 

 

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Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

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