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I nuovi contadini

  • Scritto da Loredana Ferri

Van Gogh, i contadiniSulle colline della ciociaria si affacciano paesi dove l'uno è lo specchio dell'altro. Ceccano vede Frosinone, Roccasecca vede Priverno e nelle giornate prive di foschia si vede in lontanaza il mare. Paesi dove la gente, le case, le piazze con le sue viuzze intrinseche, raccontano un passato di una vita prettamente rurale.
Chiudendo gli occhi ho immaginato quel passato. E' mattino presto e il canto dei galli, in ogni pollaio svegliano uomini e donne, pronti a cominciare una nuova giornata di lavoro sui campi, dei loro padroni. Salgono sui loro carri trainati da buoi, mi pare di sentire il cigolio delle ruote, mentre piano si allontanano. Nel 700 i pittori rappresentavano scene di innocenti contadinelle che pascolavano le greggi, aspettando che un bel cavaliere arrivasse e le facesse cambiare vita. Posso citare il Cignaroli, pittore del regno Sabaudo e della nobilta' piemontese. Con l'arrivo della fine dell'800 in tutta Europa il contadino viene finalmente rappresentato nel suo aspetto piu' vero. Pensiamo a Millet, Jules Breton senza dimenticare i nostri macchiaioli Francesco Gioli con le famose "Le boscaiole a San Rossore" e altri ancora. Un esempio sono gli schizzi che Van Gogh fa ai contadini incontrati nelle campagne Olandesi e Francesi, li ritrae curvi mentre vangano, Van Gogh, I contadiniVan Gogh, I contadinifalciano, seminano, raccolgono patate e frutti dagli alberi. I volti sono maschere di terra nel periodo di siccita', le crepe si trasformano in rughe profonde. Il sole e il vento ha forgiato la loro pelle facendola somigliare a un duro cuoio. Ma nell'inverno del 1890 Van Gogh dipinge un olio "Contadini in siesta" dove ritrae due contadini, un uomo e una donna che riposano distesi all'ombra di un covone. Il loro faticoso lavoro e' finito, il cappello di lui e' scivolato sugli occhi, gli zoccoli e le falci riposano anch'essi affianco a lui. Mi chiedo cosa sognano, forse un lavoro e un padrone meno duro, un futuro migliore per i loro figli. Il 900 era dietro l'angolo e parte dei loro sogni si sono avverati. Qualcuno invento' il trattore e altre macchine per aiutare l'uomo nei campi. Oggi i loro pronipoti si sono laureati in agraria alla ricerca di antichi frutti da seminare, lo chiamano biologico, per ritrovare un po' di passato che tanto ci manca! Non mi resta che riaprire gli occhi, il carro che ritorna dai campi non passa piu', ma autobus carichi di extracomunitari che ritornano dalla raccolta dei pomodori. Intanto i due contadini di Van Gogh continuano a dormire sotto il covone, non me la sento di svegliarli per dire loro che il padrone dei campi c'e' ancora.

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Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

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