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Storia di Gatta e altre avventure... cap 6

  • Scritto da Loredana Ferri

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GOOFY E LA STATUA DI MELEAGRO

Dovete sapere che io a Roma abito vicino al Vaticano la sede dove vive il Papa ed é tempio della cristianitá. La piazza del Vaticano si chiama piazza San Pietro dove porto spesso a spasso il mio Goofy. Piazza San Pietro che tutto il mondo ci invidia fu costruita d’architetto Lorenzo Bernini. Al centro della piazza ci sono due grandi fontane. Goofy scappa dalla finestraUn giorno mi venne voglia di visitare i famosi musei vaticani che si trovano a fianco alla piazza; ma con Goofy non potevo entrare, cosí decisi di lasciarlo a casa. Noi abitiamo al piano terreno, per una mia distrazione, uscendo lasciai una finestra aperta. Goofy vedendomi uscire con un balzo la scavalcò e senza che me ne accorgessi mi seguì. Arrivata ai musei, una guida insieme con un gruppo di persone ci accompagnò nelle svariate stanze, dove sono raccolti moltissimi dipinti e sculture di varie epoche: romana, greca, egiziana. Insomma tutto era molto interessante. In una di quelle sale c’erano dei restauri e degli imbianchini stavano imbiancandoo le pareti. Proprio mentre il mio gruppo stava passando, da un’impalcatura si rovesciò un barattolo di pittura bianca e tutto il gruppo spaventato si voltò. Indovinate su chi cadde la vernice? Su Goofy! Feci finta di nulla in quanto nessuno si era accorto di lui. Dovevate vedere com’era conciato! Impaurito, scappò velocemente per i lunghi corridoi del museo. Nel frattempo proseguimmo la visita entrando nella sala di Pio-Clementino. L’ambiente era un lungo corridoio rettangolare con delle statue chiamate “la galleria degli animali”. La guida ci descrisse la sala e mentre stavo ammirando il bellissimo pavimento in mosaico con raffigurato un falco che divora una lepre, vidi Goofy che indisturbato si aggirava nella sala dove c’era la statua di “Meleagro con cane”. La guida iniziò a descriverci la statua:«Come state vedendo» disse «accanto a Meleagro c’e` il suo cane». Un signore del gruppo disse: «No signora ci sono due cani!».Goofy diventa una statua bianca Ragazzi, non credevo a quello che i miei occhi stavano vedendo: Goofy era lì sotto i piedi di Meleagro, la pittura bianca che si era rovesciata addosso si era seccata facendolo sembrare di marmo e se ne stava lì fermo, immobile come una vera statua. La guida sbigottita aggiunse arrossendo: «Che strano, ero convinta che ci fosse solo un cane!». Avevo voglia di scappare dalla vergogna, ma nello stesso tempo mi veniva da ridere e non sapevo come fare per far uscire Goofy da quel guaio in cui si era messo! Attraversammo le sale di tutti i musei e lui era su tutte le statue perfino sul sarcofago di Santa Elena, senza che mai nessuno si accorgesse di niente fino all’uscita. Solo a quel punto tirai un sospiro di sollievo. Uscendo nella piazza, vidi Goofy dirigersi di corsa verso una delle due fontane e tuffarsi nell’acqua fresca e limpida. Disperata gli corsi dietro. Tornati, entrambi a casa raccontai alle mie figlie l’accaduto e loro ovviamente risero divertite. Intanto attorno al nostro tavolo si erano avvicinate molte persone degli altri tavoli per ascoltare il racconto di Sandrina. I proprietari del ristorante spensero le luci e rimasero accese solo le candele dei tavoli. In questo modo l’atmosfera si fece accogliente. «Anch’io ragazzi, ho una storia da raccontare!». Disse Elena, seduta in fondo al tavolo. «Sentite quest’altra avventura, che ho vissuto con Ruud».

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Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

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