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Storia di Gatta e altre avventure... cap 7

  • Scritto da Loredana Ferri

Indice articoli

Capitolo settimo

Sognando sotto il rosmarino
(storia di Gatta e altre avventure...)

Racconto e disegni di Loredana Ferri

RUUD E IL MISTERO DEI TORTELLINI

LFerri Gatta 225Tre anni fa nel mese di dicembre mio marito dovette assentarsi per un paio di giorni per lavoro, così decisi di passare una fine settimana in qualche località d’arte con i ragazzi e con il nostro cane Ruud che allora era un simpatico cucciolo. La meta che scegliemmo fu l’Emilia precisamente Modena, così quel sabato mattina partimmo tutti insiemi. Decisi di percorrere strade secondarie per dare modo ai i ragazzi di osservare la campagna circostante. Stavamo per raggiungere la meta prevista, quando a un tratto l’auto si fermò nei pressi di un paese di nome Nonantola. Era quasi l’imbrunire e ci trovavamo in aperta campagna. Per non spaventare i bambini dissi loro che sicuramente qualcuno sarebbe passato per auitarci a far ripartire l’auto e per distrali cominciaiammo a cantare dei canti di Natale visto che mancavano solo due settimane alle feste natalizie. Ruud ci accompagniava con ululati strani e scodinzolava felice. Cominciava a fare freddo e non avevo da mangiare con me, solo qualche croccantino per Ruud. Fra Bartolomeo i cucina prepara i tortelliniMi accorsi che a pochi metri dalla mia auto si trovava un’Abbazia, a un certo punto dal suo portone si aprì e da li, uscì un frate. Si avvicinò bussando al mio finestrino e disse: «Signora, sono Fra Guido, ha bisogno di una mano?»
Risposi «Grazie la mia auto si è fermata». Il frate continuò dicendomi: «quella è l'Abbazia di San Silvestro, sono lieto, se volete di ospitarvi». Accettai l’invito senza pensarci due volte, lasciando la mia auto sul ciglio della strada. Durante il breve percorso Fra Guido cominciò a raccontarci la storia dell’Abbazia: ci disse, che fu fondata da Sant`Anselmo che era un cognato del re longobardo Astolfo e che era stata costruita tra Modena e Ferrara per controllare il confine con i possedimenti bizantini. Ruud che cominciava ad avare fame, entrando nel chiostro fu subito attratto dal profumo che arrivava dalla cucina.


Il Frate disse: «Tra poco noi ceniamo, non potete perdervi i favolosi tortellini in brodo di Fra Bartolomeo!» Ruud ci seguì scodinzolando fino alla cucina e quando finalmente ci accomodammo, sentimmo gridare: «I tortellini sono spariti!». Vidi gli occhi di Ruud rattristarsi e appoggiò affranto dalla fame il muso sul tavolino. «Sono spiacente» disse Fra Guido «vi dovrete accontentare del brodo». Io e ragazzi ringraziammo lo stesso. Dopo cena fummo accompagnati in una celletta scaldata da un caminetto quel tepore in poco tempo ci fece addormentare. L’indomani mattina guardando fuori dalla piccola finestrina che dava al chiostro, ci accorgemmo che aveva nevicato. Elia, Edo e ovviamente Ruud uscirono immediatamente a giocare, io intanto telefonai al meccanico del paese.

Con l’auto riparata potevamo continuare il nostro viaggio fino a Modena. Come sapete io adoro i libri gialli e tutto quello che é avvolto nel mistero, mi affascina, cosí chiesi a Fra Guido se i tortellini erano stati ritrovati. «Purtroppo no» mi disse e aggiunse che non era la prima volta che i tortellini sparivano. Per Fra Bartolomeo stava diventando un vero tormento oltre che un mistero. Nel pomeriggio arrivò il meccanico e finalmente la mia auto fu riparata, ma quando tutti eravamo pronti per salire in auto ci accorgemmo che Ruud non c’era; lo chiamammo a lungo, ma niente. Elia cominciò a piagnucolare ed io, non sapevo, dove cercarlo. Anche i frati si misero alla ricerca di Ruud. Fra Bartolomeo gridò: «Venite, ci sono le orme di Ruud sulla neve, seguendole di sicuro ci porteranno da lui.» Le orme ci fecero arrivare fino al paese, davanti ad un portone, e lì le orme finirono. Fra Bartolomeo busso, tre volte; nessuno ci aprì, eppure Ruud era sicuramente dentro quella casa! Mentre aspettavamo, ci passò vicino una donna che portava sulle braccia un vassoio coperto da una tovaglia e con nostra meraviglia, era seguita da Ruud.


A un certo punto da sotto il vassoio cadde un tortellino che prontamente Ruud mangiò in un boccone. Fra Bartolomeo e tutti noi seguimmo in fila indiana quella donna che alla fine entró in un negozio dove si produceva pasta fresca. La donna adagió con cura il vassoio di tortellini e li mise in bella mostra in vetrina con tanto di prezzo! Fra Bartolomeo non credette ai suoi occhi e disse: «Volete sapere cosa penso? Penso che quei tortellini sono i miei e che quella donna me li a rubati!»

Trovati i tortellini rubati e la ladra

Detto questo entró furiosamente in negozio e disse alla donna se produceva lei quei tortellini. Lei arrossí e con la voce tremante rispose di si. Allora il frate le chiese perché era cosí agitata e come mai le tremava la voce. Si vedeva chiaramente che stava raccontando una bugia.
Fra Bratolomeo dona i tortellini a RoodLa donna dopo tanti tentennamenti confessò dicendo: «In paese non si fa che parlare dei tortellini di Fra Bartolomeo e di quanto sono gustosi e raffinati e così io ho pensato di rubarveli e rivenderli nel mio negozio.»
«Ma brava, lo sai che non si deve rubare? Ora vado dai carabinieri! » La signora piagnucolando rispose: «No... ti prego non farlo! » Ruud cominciò a leccare la mano del frate come per dirgli di essere clemente con quella donna.
Così, la pietà entrò nel cuore del frate, che gli propose di rivelarle il segreto su come preparava i suoi superbi tortellini in cambio di una parte del guadagno dalla vendita da offrire ai poveri. La donna prontamente accettó promettendo di non rubare mai piu' per tutta la sua
vita.

Ragazzi che dire, grazie a Ruud il segreto dei tortellini fu svelato e noi finalmente proseguimmo il nostro viaggio . Fra Batolomeo per ringraziare Ruud gli fece un regalo: un pacco grossissimo di tortellini da preparare a Natale! Credo che quel Natale se lo ricorderá per tutta la vita.
«Elena ci ha raccontato proprio una storia bellissima» disse Silvia.
«Anch'io ne ho una da raccontarvi!». A quel punto i proprietari del ristorante ci portarono da bere e dei dolcetti, e si sedettero con noi per ascoltarla.

Continua...

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Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

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