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Storia di Gatta e altre avventure... cap 8

  • Scritto da Loredana Ferri

Indice articoli

Capitolo ottavo

Sognando sotto il rosmarino
(storia di Gatta e altre avventure...)

Racconto e disegni di Loredana Ferri

MR. George

LFerri Gatta 225Nel mese di novembre io vado a trovare mia zia Rina a Varazze in Liguria. Varazze si trova nella riviera di ponente un tempo famosa per la costruzione d’imbarcazioni, una tradizione che risale al medioevo e forse all’epoca romana. Detto questo, mia zia a Varazze ha un piccolo ristorante dove la specialità é ovviamente il pesce, anche se per me il piatto migliore che preparava erano i ravioli di patate e pesce con il pesto. Il suo ristorante si trova sul lungo mare e nel mese di novembre il clima é ancora piacevole e si possono mettere i tavolini all’aperto. Quando sono lì mi piace darle una mano sia in cucina che a servire i tavoli. Un giorno si sedette un signore inglese che si fece consigliare il piatto del giorno. Io subito gli consigliai i ravioli di patate con un buon bicchiere di vino. Quel giorno il cielo era limpido e sgombro da nuvole e il mare liscio come l’olio. I clienti cominciavano ad affollare il locale e la gente dopo aver mangiato, se ne andava soddisfatta. Il signore inglese mi chiamó al suo tavolo dicendomi che il piatto da me portato era ottimo, e che sarebbe ritornato. Pagò il conto, si alzò dalla sedia e se ne andò di gran fretta. Il giorno dopo come promesso l’inglese ritornò, si sedette e mi ordinò di servirle il piatto del giorno prima. Andai in cucina e gli preparai una doppia porzione, con il solito bicchiere di vino. Mangiò, pagò e come il giorno prima se ne andò di fretta. Notai che uscendo sotto il braccio partava un sacchetto che prima non avevo notato. La mattina seguente, mi recai al mercato del porto per comprare il pesce fresco da cucinare ai clienti. Per caso vidi l’inglese seduto dentro una barca di legno rossa. Con lui un gatto e un cane ai quali stava dando da mangiare i ravioli di zia Rina. Mi avvicinai salutandolo, lui mi sembrò contento di avermi vista, e mi disse: «Buongiorno, le presento i miei amici: lui è Mustafá, lei la mia gattina Atena». In quel momento mi ricordai del sacchetto e capii che l’inglese portava loro da mangiare ogni volta che veniva al ristorante. A questo punto l’inglese si presentò: «Io sono Mr. George». Gli risposi: «Piacere di conoscerla, io sono Franca». George mi raccontó che lui viaggiava con la sua barca da molti anni e che loro erano dei trovatelli incontrati nei suoi viaggi.

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