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Bollette a 28 giorni: rimborsi ad aprile... forse

telefoni bollette 350 260 minda LaLeggePerTutti* - Rimborso delle bollette con fatturazione a 28 giorni ci sarà e scatterà ad aprile. Ma vediamo, esattamente, in cosa consisterà questo rimborso

La questione della fatturazione a 28 giorni sembra oramai quasi una telenovela senza fine. Nell’ultimo episodio ci eravamo lasciati con la decisione del Tar Lazio (leggi sul punto Bollette a 28 giorni: via ai rimborsi da ottobre) che, pur confermando l’illegittimità del “trucchetto” ideato dalle compagnie telefoniche per lucrare sulle tasche degli utenti, aveva tuttavia “rimandato” la questione rimborsi ad ottobre. (Per leggere l’ordinanza del Tar Lazio, clicca qui: Ordinanza Tar sui rimborsi). Sul punto, infatti, il Tar Lazio ha ritenuto di rinviare la decisione all’udienza di merito (fissata al 31 ottobre), atteso anche che «il carattere, allo stato, indeterminato della somma da corrispondere agli utenti, per effetto dello storno (nella prima fattura emessa con cadenza mensile) dei predetti importi, appare in grado di incidere sugli equilibri finanziario-contabili dell’azienda» [1]. Che tradotto, significa: troppi soldi da mettere sul piatto e nessuna certezza sulle somme da ripagare (che avrebbero potuto mettere a repentaglio i bilanci delle quattro compagnie telefoniche). Tutto rinviato, dunque, quantomeno a fine ottobre.

Non contenta di questa soluzione “dilatoria”, l’Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom) è intervenuta a tutela di utenti e consumatori, imponendo a ciascun operatore (vale a dire Tim, Wind, Vodafone, Fastweb) di procedere immediatamente con i rimborsi spettanti agli utenti. Ma in cosa consisteranno questi rimborsi? Scopriamolo insieme.

Bollette a 28 giorni: il rimborso arriva sotto forma di sconto
Per le bollette a 28 giorni emesse dopo il 23 giugno 2017, l’Agcom impone agli operatori di scontare, dalla prossima fattura, i giorni in più già pagati. Gli utenti, quindi, non riceveranno – almeno per ora – un rimborso in denaro, ma uno sconto.

Ciò in quanto, come anticipato, il Tar Lazio ha manifestato dei dubbi sulla sostenibilità di rimborsi in termini di restituzioni di soldi agli utenti; allora Agcom ha cambiato le carte in tavola, trasformando il tutto in uno sconto sulla prima bolletta, vale a dire la bolletta di aprile.

Lo sconto andrà calcolato in base alla quantità di giorni “erosi” (si legge nei provvedimenti dell’Agcom; ossia “rubati”) agli utenti, per la differenza tra bollette a 28 giorni e mensili, a partire dal 23 giugno 2017 (data in cui scattava il relativo divieto dell’Agcom). I giorni da restituire cambiano quindi da utente a utente (a seconda di quando è partito l’abbonamento) arrivando ad un massimo di 15 giorni. «Nel caso di una fattura emessa ad aprile con decorrenza dal 1° aprile al 30 aprile e in presenza di una erosione pari a 15 giorni, la decorrenza della fattura dovrà essere posticipata al 16 aprile e conseguentemente il periodo fatturato dovrà risultare quello intercorrente dal 16 aprile al 15 maggio», si legge in delibera, per esempio.

Bollette a 28 giorni: giorni gratis per tutti
Dunque, ciò che riceveranno gli utenti sarà una sorta di bonus di giorni gratis nella prima bolletta mensile di telefonia fissa. Attenzione, dunque, il rimborso agli utenti sarà erogato sotto forma di sconto sul canone di casa.

In questo modo i consumatori potrebbero essere risarciti di quanto pagato in eccesso e, contestualmente, gli operatori non dovranno mettere mano al portafoglio e rimborsare i clienti. Una mossa che, quindi, salva cavoli e capre.

Ed infatti, sul punto, non sono mancate le critiche. Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha spiegato che «grazie al meccanismo proposto dall’Agcom le compagnie telefoniche non hanno più scusanti, perché viene meno qualsiasi intoppo burocratico o tecnico per l’elargizione dei rimborsi ai clienti». Il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, invece, ha dichiarato che «in primo luogo i consumatori hanno diritto a riavere i soldi e non un bonus di giorni, ma la cosa più grave è il tetto dei 15 giorni, dato che l’aumento pagato indebitamente dai consumatori è ben superiore ed equivale a 23 giorni. Si regalano, quindi, almeno 8 giorni agli operatori, che sarebbero in tal modo premiati per le violazioni delle delibere dell’Authority, invece di essere puniti».

Continueremo a tenervi aggiornati.

*segnalato dal lettore Vincenzo Grande

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