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Costruire un programmato piano di sviluppo e lavoro laziale

Lavoro e Società

"..uscire dall'emergenza e porre le basi di una stagione nuova.."

di Donato Galeone
Risalire e costrure uno sviluppo certo ed equilibrato per tutti minIl nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con il suo messaggio di fine anno 2020 ci ha detto - sottolineandolo - che “il piano europeo per la ripresa e la sua declinazione nazionale deve essere concreta, efficace, rigorosa, senza disperdere risorse” ed ha voluto rilevare che “la solidarietà è tornata a mostrarsi, come abbiamo visto, base necessaria della convivenza nella società: solidarietà internazionale; solidarietà europea e solidarietà all'interno delle nostre comunità”.
Il nostro Vescovo di Roma, Papa Francesco, all'inizio del nuovo anno 2021 - Giornata Mondiale per la Pace - ha osservato che “se il tempo è la ricchezza che tutti abbiamo, sarebbe bello trovare tempo per qualcuno” ed ha aggiunto di trovare: “tempo per chi è solo, per chi soffre, per chi ha bisogno di ascolto e cura”.

Il Presidente Mattarella - esaltando il valore umano universale della solidarietà e rivolgendo l'augurio più sincero di buon anno a Papa Francesco - ha ringraziato il Pontefice “per il Suo Magistero e per l'affetto che trasmette al popolo italiano, facendosi testimone di speranza e di giustizia” aggiungendo che l'anno 2021 “è il tempo dei costruttori”.
Per il Governo del Paese - ha sottolineato Mattarella - “i prossimi mesi rappresentano un passaggio decisivo per uscire dall'emergenza e porre le basi di una stagione nuova. Non sono ammesse distrazioni. Non si deve perdere tempo. E' questo quel che i cittadini attendono”.

E il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, pur rilevando che “il 2020 non lo dimenticheremo” ha aggiunto in conferenza stampa di fine anno 2020 che “ora però è arrivato il momento di riprenderci le nostre vite, di lavorare per reinventare una società migliore. Ciascuno di noi farà la sua parte e tutti insieme lavoreremo alla ripresa e al rilancio dell'Italia”.
Ma se il 2021 “è il tempo dei costruttori” come sottolineato da Mattarella e da Conte con gli annunci - ripetuti - di “lavorare insieme alla ripresa per il rilancio dell'Italia” dovremmo pensare a condividere l'appello solidale del Capo dello Stato – nel considerare - che i “prossimi mesi rappresentano un passaggio decisivo per una stagione nuova”.
Certamente appare indispensabile nel costruttivo confronto democratico il superare narcisismi e infantilismi politici con distrazioni o perdite di tempo e convenendo, invece, con Papa Francesco che “il tempo è la ricchezza che tutti abbiamo”.

Così come ripartire e costruire - approvato nella sede parlamentare il Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e per il triennio 2021/2023 - constatato che la Corte dei Conti anche per le “Misure Lavoro” ha osservato con favore la decretazione di urgenza del Governo che ha contrastato gli effetti della crisi da Covid-19 (d.l. n.18/2020 “Cura Italia); d.l. n.34/2020 “Rilancio”, e il d.l. 104/2020 “Agosto”) mentre per l'anno 2021 ha osservato l' ampio spazio, dedicato e necessario, per mitigare gli effetti negativi sul “piano occupazionale” dovuti all'emergenza sanitaria che continua.

Si tratta, ora, di proseguire nel segno della solidarietà, non tanto e non solo con il rifinanziamento degli ammortizzatori e degli altri sostegni al reddito - comprese le risorse di 180 milioni assegnate nell'ambito del Fondo sociale per l'anno 2021 per il recupero occupazionale nelle “aree di crisi complessa” tra cui l'area di Frosinone-Anagni e Rieti nel Lazio - quali “politiche passive di protezione alle persone” verso la ricollocazione a lavoro, quanto “URGE” ripartire con la “riforma delle politiche attive del lavoro, saldando agli ammortizzatori sociali la semplificazione e la estensione universale del sostegno al reddito” come, peraltro, propone la CISL nella prima delle dieci azioni da confrontare e definire con il Governo unitariamente a GGIL e UIL e altre parti sociali, considerato quanto, da febbraio-ottobre 2020, hanno inciso su milioni di persone gli ammortizzatori sociali, con le casse integrazioni e le crescenti povertà, estensibili anche con lo sblocco dei licenziamenti dopo il 31 marzo 2021.

E' stato rilevato e osservato, nel merito, dalla stessa Corte dei Conti che al 3 novembre 2020 il numero delle integrazioni salariali risultano pari 13.811.862 di cui 13.604.533 erogate direttamente dall'INPS per un totale di 3.492.329 beneficiari. I lavoratori pagati sono stati 3.480.213 pari al 99,65% e sono in attesa di pagamento 12.116 beneficiari, di cui 6.151 domande sono state presentate in settembre 2020.

Questa realtà sociale e del lavoro che manca a fine anno 2020, con una Italia e un Lazio in sofferenza sia in difesa dal virus e sia con la metà delle attività produttive a ritmo ridotto, non escludendo la cessazione di rapporti di lavoro, impone la urgenza di “riavviare” dal gennaio 2021 una “ripartenza” visibile - con la Regione Lazio - “sulla scelta della strada su cui camminare verso il futuro prossimo non sprecando l'occasione proveniente dai miliardi di euro della Unione Europea" (Zingaretti luglio 2020).
Mi permetto sottolineare le due parole “riavviare e ripartire” in quanto e purtroppo rilevo che la Regione Lazio ritardava al 30 ottobre 2018 la delibera di avvio dell'iter per la istituzione della Zona Logistica Semplificata (ZLS) misura parallela alla Zona Economica Speciale/ZES) di cui al d.l. 30.6.2017 n. 91 e convertito in legge 3.8.2017 n. 123 con modificazioni.

E' apparso chiaro che a seguito della sollecitazione del 21 gennaio 2020 - con l'ordine del giorno approvato alla unanimità dal Consiglio Regionale - la Giunta deliberava il 29 gennaio 2020 la nomina di un “gruppo di lavoro” per redigere una proposta di “Piano Strategico di Sviluppo” quale documento propedeutico e obbligatorio che è stato inviato alla Regione Lazio il 13 luglio 2020. (1)

Dopo oltre cinque mesi, da luglio, anche per il Lazio l'anno 2021 - con la istituzione della ZLS/ZES regionale - si debba conoscere e crono programmare, nei tempi certi, la nuova proposta del “Piano Strategico di Sviluppo” partendo dalle aree portuali e retro portuali di Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta coinvolgendo una grande parte delle aree interne laziali sino ai confini limitrofi regionali, raccogliendo una grande opportunità di crescita e lavoro non solo laziale.

Ripartire, quindi, con Regione Lazio, aggiornando e recuperando tempi mirati verso la istituzione operativa della ZLS/ZES per rilanciare sia la economia portuale e del mare che le aree interne laziali considerando, peraltro, il sostegno delle politiche europee oltre le risorse destinate al Lazio con il “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza 2021-2027 documento di confronto vivace.

Sappiamo che anche e non solo già il “Documento di economia e finanza 2018” tracciava gli obiettivi della politica infrastrutturale del nostro Paese sullo stato di attuazione e degli interventi nei “settori dei porti e degli interporti” nel quadro degli incentivi. Ma ancor di più - con la istituzione delle ZES/ZTL - saranno favoriti e valorizzati gli insediamenti imprenditoriali innovativi tanto nella economia circolare che nei progetti di investimenti di ricerca, capaci di rendere trainanti, dalle casse integrazioni alla massima occupazione, tutti quei settori di punta dell'economia italiana e laziale, nella dimensione europea, quali l'auto e trasporti, la chimica-farmaceutica, le produzioni agroalimentari e quelle tipiche qualitative-innovative di ricerca artigianale e industriale locale.

Roma, 11 gennaio 2021

(1) Considerato che la pandemia ha prodotto e sta producendo rilevanti effetti depressivi nella intera economia mondiale, europea e nazionale, nonché, in tutte le strutture produttive - compreso quelle del Lazio - in particolare nelle attività collegate al turismo e al commercio oltre che ai trasporti - settori in cui si concentra circa il quinto della occupazione regionale - la Regione Lazio coerentemente e subito dovrebbe deliberare:
di prendere atto ed assumere lo studio denominato “La Zona Logistica Semplificata (ZLS/ZES) del Sistema Portuale del Mare Tirreno” quale documento propedeutico e quale base di confronto istituzionale tra Enti Locali e parti sociali territoriali più rappresentative per definire i contenuti proposti e redigere il documento finale del “Piano di Sviluppo Strategico” della ZLS del Tirreno Centro Settentrionale da inoltrare, come da leggi vigenti, alla Presidenza del Consiglio.

 

 

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