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Frosinone, i giovani e l'assessore ombra

  • Scritto da  Daniele Riggi

PalazzoComunaleFrosinone 350 260di Daniele Riggi, consigliere comunale di Frosinone - Durante lo scorso Consiglio comunale del comune capoluogo, tenutosi il 4 luglio, ho avuto l'onore di rappresentare alcune istanze formulate dalla Rete degli Studenti Medi di Frosinone, sotto forma di interpellanza rivolta all'Amministrazione.

I giovani studenti del territorio nel maggio dello scorso anno avevano convocato tutti i candidati sindaco di Frosinone in un incontro, durante il quale hanno esposto i problemi maggiormente avvertiti dagli studenti nella città capoluogo: trasporto pubblico insufficiente a coprire le esigenze; mancanza di spazi di aggregazione in ambito sociale, culturale e sportivo; mancanza di eventi culturali rivolti ai giovani; mancanza di aule studio; welfare scolastico carente. Ad un anno dall'incontro hanno constatato amaramente che l'Amministrazione Ottaviani non è intervenuta su nessuno dei suddetti punti di criticità. Per questo motivo hanno deciso di riproporre le loro richieste al Sindaco e alla Giunta.

Va detto che anche questa volta, purtroppo, dall'Amministrazione comunale non c'è stato alcun segnale di apertura verso le richieste degli studenti, che, tra l'altro, sono ampiamente condivisibili, specialmente da parte delle generazioni più giovani della città. Sui trasporti l'assessore di riferimento si è limitato a dire che i fondi provenienti dalla Regione Lazio sono diminuiti e che il Comune non ha investito risorse limitandosi a gestire il bando solamente con fondi regionali. Un'amministrazione attenta alle necessità dei cittadini quantomeno avrebbe dato filo da torcere alla regione per ottenere dei fondi supplementari e avrebbe messo qualche risorsa propria in più su un servizio strategico come il trasporto pubblico. Ma di tutto ciò nulla all'orizzonte. Sugli spazi di aggregazione e sulle aule studio si è registrata la stessa indifferenza, nonostante abbiamo una biblioteca comunale che ha spazi largamente insufficenti per le aule studio e un centro storico letteralmente svuotato e riempito di finte vetrine con tanto di manichini esposti. La cosa più grave che ho voluto sottolineare però è stata la mancanza in aula dell'assessore alle politiche giovanili. L'anno scorso avevo interpretato come un segnale positivo la creazione di un assessorato alle politiche giovanili, certamente come un'opportunità per i giovani della città.

Raccogliendo l'invito dell'Amministrazione a condurre un'opposizione propositiva e non solo all'insegna della polemica, mi sono messo a disposizione dell'assessore. Il primo risultato di questa collaborazione è stata la riapprovazione della delibera sul “consiglio dei giovani” nel dicembre 2017, con l'intenzione di dotare la città di uno strumento di dibattito e confronto tra i giovani e l'Amministrazione comunale. Ho creduto, forse ingenuamente, che per la prima volta nella storia politica recente di questa città fosse possibile incominciare a invertire la tendenza sulle politiche giovanili, invece, il tutto si è rivelato un grande bluff, come al solito.

Sono passati ben sette mesi, il consiglio dei giovani non si è mai realizzato, e l'Amministrazione Ottaviani ha destinato ai giovani e alle politiche giovanili uno 0 tondo tondo durante l'approvazione del bilancio, roba che avrebbe dovuto far dimettere qualsiasi assessore al ramo. Tuttavia, va detto che in sette mesi un risultato è stato raggiunto: un pulsante virtuale sul sito del comune che segnalava la presenza del consiglio dei consiglio dei giovani. Peccato che questo consiglio nella realtà non è mai stato realizzato!

A questo punto, colto dalla disperazione, ho voluto lanciare un'ultima proposta all'Amministrazione e all'assessore che non c'era: se l'assessorato non è stato in grado in sette mesi di fare nulla per i giovani, realizzate almeno un tavolo di discussione permanente con le associazioni e le organizzazioni politiche giovanili della città. Fatelo seriamente, però, perché in una città inclusa fra i 50 Comuni italiani che ha perso più giovani di età compresa fra i 18 e i 30 anni fra il 2008 (le statistiche parlano dell'11,59% di giovani emigrati) il problema giovani non è un problema ordinario ma straordinario. Qualche volta ascoltiamoli i giovani, dopo tutto non costa nulla!

 

 

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