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Ripristinare la scorta a Capitan Ultimo

Capitan UltimoAntonella Necci - “Oggi 16 ottobre 2019, dopo un coraggioso percorso, il Direttore dell'UCIS Prefetto Alberto Pazzanese e il generale dei carabinieri Giovanni Nistri hanno revocato il servizio di tutela a favore del Capitano Ultimo. Recupereranno due militari. La Mafia di Leoluca Bagarella, Biondino Salvatore e Matteo Messina Denaro brinda felice: hanno vinto tutti . Sì, le Iene festeggiano sul cadavere dei Leoni. Ma le iene rimangono iene e i leoni Leoni. Ultimo”.
Così Sergio De Caprio, noto a tutti come il Capitano Ultimo, sul proprio profilo Facebook. E’ quindi ufficiale: scorta revocata. La mafia non c’è più. E’ stato un gioco. Ma il popolo, quello vero, o ciò che ne rimane, ma, come si dice, meglio pochi ma buoni, non starà a guardare questo scempio.

E’ già in corso una petizione per il reintegro della scorta. Cliccando sul link si legge: “La mafia, prima ti lascia solo, e poi ti uccide. Evidentemente i Superiori del Col. De Caprio, che vogliono dietro ad una scrivania, demansionato, dequalificato e senza giusta tutela, non lo ritengono un bersaglio facile. Ma qui siamo di fronte a colui che ha arrestato un pericoloso latitante esponente di Cosa Nostra. E non solo. Ultimo non è un lacchè, un paggio, o un inserviente. E’ un servitore dello Stato. E la diffidenza che lo circonda, la sfiducia nei suoi confronti, i sospetti fatti circolare ad hoc da troppi anni ci devono preoccupare moltissimo. Essi lambiscono la sua reputazione. Mirano a distruggerlo personalmente e professionalmente. Bisogna sgombrare il campo, liberare da equivoci spiacevoli e insopportabili la sua nobile figura”.

Dietro alla revoca, questa volta, come le precedenti, le fazioni politiche, destra o sinistra o centro, si passano la staffetta per colpire una figura scomoda come il colonnello De Caprio, il quale, sia pur demansionato, non si arrende e indaga.

Indaga sulla ragnatela di corruzione e comportamenti mafiosi che stritolano lo stato e con lui la gente onesta. Un grido rimasto volutamente inascoltato e che ha fatto di questo militare un Robin Hood degli oppressi. Un uomo prima ancora che un militare, o meglio, quello che la gente comune si aspetterebbe di vedere nei militari, servitori di uno stato che invece li usa per mettersi al riparo dalle proprie malefatte. In alcuni casi questi servitori dello stato si trovano aggrovigliati con la paralizzante burocrazia, incapaci di muovere un dito a favore degli oppressi perché inibiti dalle leggi sia civili che militari.
Ciò che Capitano Ultimo ha sempre odiato e ciò per cui ha pagato e sta ancora pagando.
Chi parla chiaro e rifiuta un sistema corrotto è un pericolo invece di essere un esempio. Isolare Ultimo significa fingere di agire per il bene della collettività, nemmeno quell'uomo fosse il peggiore dei criminali.
Ma criminale è lo stato e i suoi rappresentanti che fingono di non saper distinguere il bene dal male.

Criminali sono tutti coloro che fingono di non sapere che la mafia è ovunque e si chiama in mille modi diversi. Criminali sono coloro che pur potendo parlare tacciono. Criminali sono coloro che negano l'esistenza di un passato storico sanguinoso e che vorrebbero annientare tutti coloro che glielo ricordano. Perché ricordano loro le loro stesse origini. I loro stessi peccati.

Il Capitano Ultimo ha adottato, negli anni, dei simboli religiosi. La croce francescana. Il guanto con le mezze dita che Padre Pio indossava per coprire le stigmate. I segni della ricerca di conforto nella fede cristiana sono chiari. Il suo modo di parlare, poi, non lascia dubbi. Parla ai fratelli, ai viandanti, agli straccioni, agli umili. Un combattente che mai nessuno potrà domare. E di cui molti sono orgogliosi.

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