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Una notizia negata

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Raccontiamo ai nostri lettori una notizia mai data

julian carron coron virus corriere della sera 350 minIl 4 maggio inizia una nuova pase di protezione dal covid 19. Chi dice che è troppo presto per avere una maggiore libertà di movimento e chi lamenta che la ripresa delle attività avvenga in ritardo. In ogni caso bisogna ancora essere prudenti e guardinghi e non è ora di bilanci. Ci dà speranza il prossimo arrivo di un vaccino in cui anche un laboratorio italiano è impegnato nella ricerca e realizzazione.

Ma… dal frusinate vogliamo raccontare ai nostri lettori di una notizia mai data. Tutto sommato possiamo dire che qui non abbiamo avuto grandi lutti. Fortuna (non guasta mai), rispetto delle misure di tutela? Chissà? Verrà il momento per capire e sapere.
Tuttavia, anche qui non siamo vissuti nell’attesa del fato e nella distrazione dagli avvenimenti che riguardavano e riguardano il nostro Paese ed il mondo intero.

Un nostro lettore ed amico medico ci ha messo a disposizione un suo carteggio di messaggi con alcune testate giornalistiche e l'Istitutom Superiore della Sanità (che noi qui in frodo vi alleghiamo integralmente)

Era il 26 febbraio scorso quando il dottor Franco De Falco, medico di Cassino oggi in pensione, scrisse «Dall'inizio della vicenda coronarovirus ho cercato di comunicare agli "esperti" alcune mie considerazioni che mi avevano portato ad ipotizzare l’uso del 'tiocilizumab' nella terapia contro il covid19 . Dai primi di Febbraio ho tentato di contattare social o partecipare a forum, ma inutilmente. Infine, mi sono deciso ad inviare dei file a vari indirizzi di posta elettronica (per esempio a La7 il 26 Febbraio e 03/03/20, all’ISS prof. G. Rezza il 2/03/20 etc. che riporto in calce). Tutto ciò, attualmente, risulta superato dagli avvenimenti, ovvero e per fortuna, dalla comunicazione del 07/03/20 dell’inizio dell’uso del tiocilizumab da parte di strutture ospedaliere napoletane.»

Così, amareggiato, il dottor De Falco commenta «Resta il rammarico di non aver potuto, forse, contribuire ad più precoce utilizzo del farmaco se fossi riuscito a comunicare tempestivamente le mie ipotesi a chi dotato di maggiore autorità e competenza specifica medica (virologi, immunologi etc.).
Comunque, vorrei ancora sottoporre al vaglio degli esperti alcune considerazioni:
1) Il tiocilizumab agisce su una citochina, la interleuchina-6. Perché non utilizzare anche il Kineret (anakinra) che agisce sulla interleuchina -1 o ogni altro anticorpo monoclonale utile nella sindrome da rilascio di citochine? Segnalo che gli antimalarici sperimentati nella terapia, sembra con un buon successo, inducono la soppressione di IL-1 (e TNF)
2) Ammesso che la suddetta sindrome sia dovuta ad una reazione anomala delle difese del paziente, ovvero ad un eccesso di reazione immunitaria, questa esagerata risposta potrebbe essere contenuta dall’impiego di antistaminici e cortisonici all’inizio del contagio o, addirittura, in prevenzione?
3) Chiedo se questo sovrabbondante atteggiamento immunitario potrebbe essere correlato
a)con una infezione da helicobacter pylori che può avere un interessamento sistemico mediante una liberazione di citochine. Può essere una coincidenza ma la curva di contagio del batterio/età è sovrapponibile a quella del covid19/età
b) con una recente vaccinazione o altrettanto recente infezione che possa già aver stimolato il sistema immunitario.»

In una stagione in cui si esaltano le “competenze” (di chi?) queste come le chiamano? Infatti dal 26 febbraio bisogna arrivare alla seconda metà di marzo per avere notizia da Napoli (ospedale Cotugno ad opera del prof Paolo Ascierto e colleghi ) che con successo hanno sperimentato il 'tiocilizumab' su pazienti affetti fa coronavirus. Ed è interessante apprendere che l'AIFA (Agenzia italiana del farmaco) ha autorizzata il 29 aprile la sperimentazione utilizzando Kineret (anakinra), come il Dott. De Falco aveva precedentemente indicato.
Un fatto significativo, contenuto, nelle 6 lettere, raccolte integralmente negli allegati che sono state inviate a Tv ed autorità dell’Istituto Superiore della Sanità.

Perché pensiamo che questa vicenda sia degna di essere conosciuta?
Ci sono comportamenti che lasciano perplessi e sbigottiti. Avremo avuto, e abbiamo tutt'ora bisogno, di tutte le energie scientifiche per combatte e sconfiggere il virus. Non sempre è cosi. Il Paese è ricco di intelligenze scientifiche diffuse e di alta professionalità che riguarda tutta la catena sanitaria dai medici agli infermieri, dai ricercatori ai medici di base, operativi in prima fila in modo capillare sul territorio. Sono proprio quest'ultimi ad avere un diretto riscontro dello stato delle condizioni di salute dei loro pazienti. Un lavoro che ha consentito di avvalersi della loro professionalità volto ad approfondire lo studio della struttura del virus. Molti medici, come nel caso del Dott. De Falco, hanno avanzato delle proprie valutazioni scientifiche, con relativa documentazione, che sono state recapitati a enti scientifici, ripetutamente sollecitati, e a organi stampa, che non si sono degnati di dare una risposta, quanto meno come gesto di cortesia. Sorprende ancora di più il silenzio di illustri accademici della ricerca, cui è stata inviata la documentazione scientifica, che non hanno nemmeno dato un segnale di "ricevuto" a un loro collega medico. Questi incresciosi fatti mettono in evidenza comportamenti di indifferenza assoluta e per quanto riguarda quelli del mondo accademico, interpellati e con compiti di responsabilità, hanno assunto un modo di essere che è di chiaro superbo distacco. E' inaccettabile e costituisce un precedente che mette in discussione la corretta informazione e il rispetto di quanti vogliono contribuire in diverso modo e sempre rigorosamente scientifico, a individuare soluzioni a problemi complessi come il nuopvo coronavirus.

Al lettore i commenti che preferisce

Noi facciamo qualche domanda: tutti mettono a disposizione indirizzi email, come l'Istituto superiore della sanità, per ricevere informazioni, ma poi ... nessuno risponde. Almeno una frase di circistanza per educazione di fronte a tante argomentazioni scientifiche e tecniche potevano, o no? Raro è stato il caso dell'AIFA (Agenzia italiana del farmaco) che, su iniziativa del Codacons, aveva organizzato una video-conferenze con il Dott. De Falco, purtroppo rinviata perche tutto lo staff manageriale si era ammalato.

Perché non dare voce all’intelligenza diffusa che è su questo territorio italiano? Solo di nomi famosi  si dà notizia perchè fanno vendere? Ma che editoria dell'informazione è questa italiana?

 

Scarica le lettere integrali del dott. Franco De Falco

Files:
zip.png Carteggio del Dott. De Falco
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Carteggio De Falco-Tv-ISS

Data 2020-05-03 Dimensioni del File 150.66 KB Download 11 Scarica
 

 

zip.png Covid 19 . Decreto in vigore dal 4 maggio '20
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4 maggio: autocertificazione per la fase 2

Data 2020-03-24 Dimensioni del File 780.03 KB Download 12 Scarica

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Pubblicato in Cronache&Cronache
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