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Chiamate l’ambulanza

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L’idea di intitolare una piazza ad Almirante e Berlinguer insieme è di Antonio Padellaro

AntnioPadellaro mindi Aldo Pirone - Oggi “Il Messaggero” riporta a pagina 3 questa notizia:
“Piazza Almirante-Berlinguer, è polemica. Una piazza intitolata, insieme, a Giorgio Almirante e a Enrico Berlinguer: due vite divise dalla politica e dagli opposti ideali che potrebbero ritrovarsi, uno accanto all'altro, sul marmo di una targa di Terracina in provincia di Latina. Una prospettiva che però ha suscitato lo sdegno dell'Anpi ma anche del Pd, erede dei Pci di cui Berlinguer fu segretario; ‘Enrico’, affermano, ‘non può essere accomunato a un ex fascista’. E sia i partigiani che i dem hanno chiesto l'intervento urgente del prefetto. ll Comune di Terracina, amministrato dal centrodestra, ha giá approvato una mozione per la doppia intitolazione, presentata da un consigliere di Fdi. Mozione che avrebbe per finalità ‘la definitiva pacificazione nazionale’. Un argomento ‘risibile’ secondo l'Anpi, per cui mettere insieme í due personaggi sarebbe anzi ‘un indegno accostamento’: ‘Un oltraggio alla memoria di Berlinguer e del suo impegno antifascista e costituzionale’. E il dem Emanuele Fiano ricorda le leggi razziali sostenute da. Almirante”.

L’idea di intitolare una piazza ad Almirante e Berlinguer insieme, com’è noto, è di Antonio Padellaro. Il suo intento, spiegato in un libretto "Il Gesto di Almirante e Berlinguer", era di marcare una differenza fra le Meloni e i Salvini di oggi, sovranisti, nazionalisti e xenofobi, e il doppiopetto del loro antenato Almirante, repubblichino e antisemita. Un’idea campata in aria, senza fondamento storico, moralmente e politicamente orripilante. Infatti, e non a caso, subito fatta propria dai neofascisti terracinesi di FdI seguaci della Meloni sempre in cerca di una pacificazione che per ottenerla, soprattutto con la propria coscienza, basterebbe che rinnegassero se stessi e i misfatti compiuti dai loro antenati politici, compreso Almirante. Sarebbe sufficiente quanto accaduto a Terracina per far comprendere al giornalista del “Fatto Quotidiano”, che è stato anche direttore de "l’Unità", che la sua idea era ed è una grandissima balordaggine.

Oggi Padellaro prende esili distanze, sul “Fatto Quotidiano”, dall’iniziativa dei neofascisti terracinesi perché, dice, “facilmente sospettabile di essere usata per finalità politiche di stampo locale”. Ma perché se fosse presa dagli stessi soggetti a livello nazionale, le cose cambierebbero? Si suppone che Padellaro non farebbe obiezioni. Infatti, ripropone le sue buone intenzioni e i fatti che gliel’hanno ispirato: alcuni segretissimi incontri tra i due segretari del Msi e del Pci sulla questione del terrorismo e l’omaggio di Almirante a Berlinguer appena deceduto e quello di Pajetta e Iotti al segretario del Msi-Dn quando scomparve. Troppo poco per intitolare a tutti e due insieme una piazza, mettendo in secondo piano tutto il resto: un cinquantennio di storia d’Italia, dal fascismo alla Repubblica passando per la Resistenza. Un periodo nel quale Almirante ha avuto un ruolo assolutamente nefasto, del tutto opposto a quello di Berlinguer. Alla fine Padellaro dice di essere stato un ”illuso”.

Chissà credeva che a sinistra e l'Anpi facessero salti di gioia. Ma "illuso" lo dice con l’aria dell’incompreso o del precursore di chissà quali tempi non ancora maturi per cotanta preveggente saggezza a causa, evidentemente, di un popolo retrogrado non ancora in grado di capire, soprattutto a sinistra, certe vette della politica da libro cuore. Infatti, aveva poco prima rammentato: “Ho scritto (nel libro n.d.r.): ‘Perché non dedicare una via, una piazza a quanti presero seriamente la propria vita e quella degli altri? Sfidando il timore di non essere compresi? Di essere fraintesi? Mettendo al posto dell'odio, il rispetto. Della rivalità, la comprensione. Del sarcasmo, la lealtà. E forse, chissà, l'amicizia?’ ".

La notizia della targa riportata dal “Messaggero” riporta che Anpi e Pd hanno chiesto l’intervento del Prefetto per evitare lo scempio.
Si sono dimenticati, però, di chiamare l’ambulanza per Padellaro.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

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Pubblicato in Cronache&Cronache
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