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A cuore aperto con Mimmo Lucano

Intervista a cura di Rossana Germani pubblicata sul numero 7 di CiesseMagazine il 20 maggio 2020

Domenico Mimmo Lucano 370 minAncora una volta, Mimmo Lucano si rende disponibile a rilasciare a noi di CiesseMagazine un'intervista e anche questa volta parlare con lui è stato molto illuminante seppur molto faticoso dal punto di vista umano. Ascoltare le sue parole così spontanee e così vere mentre si sentono le voci dei bambini del villaggio solidale che stanno intorno a lui, rende, come sempre, la lettura della domande studiate per lui, una cosa difficile, perché lontana dalla sua realtà.

Con un uomo vero e spontaneo come Mimmo è impossibile mantenere quella distanza professionale che forse occorre quando si fa un'intervista. Ma noi non siamo professionisti, io non sono una giornalista e sono contenta, oltre che onorata, di poter parlare con lui e fargli qualche domanda senza quel distacco e, anzi, con una vicinanza che mi rende felice e fiera di quello che stiamo facendo. Non riportiamo vicende con freddezza e distacco ma vita vera, raccontata e vissuta da un uomo vero. Noi entriamo nelle situazioni reali, ci caliamo dentro le vicende e soprattutto con Mimmo entriamo nella sua realtà in punta di piedi ma con il cuore aperto e pronto ascoltare ed accogliere le sue parole.

Dando del tu a Mimmo, come altrimenti non si potrebbe con un uomo come lui, gli faccio qualche domanda.

Questo numero riguarderà il tema della libertà. Abbiamo pensato a te Mimmo e alla tua vicenda giudiziaria, ne vuoi parlare?

"Fammi pure tutte le domande che vuoi, io posso parlare di qualsiasi argomento senza alcun problema.

Adesso mi trovo nel villaggio globale qui a Riace. Sono l'unico dei riacesi che lo frequenta, e in questo momento sono in mezzo ai bambini rifugiati, sono con loro, sono uno di loro".

Ci parli della tua libertà? A te che la libertà, per un certo periodo di tempo, è stata limitata, cosa ti fa pensare questa parola?

"Forse nessuno lo sa ma a Riace è stata fatta una sorta di violenza. Io come sindaco sono stato cacciato, sono stato sospeso e poi non sono più rientrato perché c'erano le elezioni. C'è stato, intanto, uno strappo alla democrazia perché è stata una partita giocata a tavolino in maniera scientifica. Però, per quello che vale, mi aveva eletto il popolo di Riace e dovevo completare la legislatura a meno che non ci fosse stata una motivazione del popolo o dei consiglieri comunali. Non è successo questo. È stata praticamente una violenza che mi ha sospeso. La mia legislatura sarebbe dovuta durare fino a maggio/giugno del 2019 ma in pratica per otto mesi, il 2 ottobre del 2018, sono stato sospeso. E se nel processo io dovessi dimostrare che avevo ragione, che non c'era nulla di penale, perché hanno dovuto fare questo strappo alla democrazia?"

Mimmo si chiede il motivo, gli elementi che hanno portato alla sua sospensione.

"Le elezioni. Le elezioni comunali. C'è stata questa coincidenza del picco massimo della Lega come incidenza e le elezioni comunali. Queste due cose concomitanti hanno determinato quell'ascesa. Ma poi, è stato un fenomeno che si è esaurito almeno come politica locale".

Sei stato sospeso, hai avuto il divieto di rientrare a Riace. Non hai potuto vedete tuo padre per molto tempo. Cosa pensi di quella misura di restrizione della tua libertà?

"Anche quella è stata una misura eclatante. Ho fatto uno sforzo sovrumano dentro per dare un onore alla militanza".

Mimmo si chiede il perché di tutto quell'accanimento su di lui mentre oggi con questa pandemia e questa crisi lo Stato ha abbandonato il villaggio a se stesso.

"Dov'è lo Stato? Queste cento persone di cui trenta bambini, come fanno per mangiare, per andare avanti? Dov'è la guardia di finanza adesso? Venivano sempre a Riace per controllare le carte, i documenti ma queste persone, non valgono più dei documenti e delle carte? Dov'è il comune di Riace? In undici mesi non ho visto mai il sindaco di Riace affacciarsi. Qui è pieno di bimbi e pensa che in questo momento in cui ti sto parlando sono accanto a me."

Riguardo alla libertà di culto, le differenti religioni, lì, sono tutelate? E come hanno reagito le persone rispetto alla vicenda di Silvia Romano?mimmo lucano 400 min

"Qui i giornali non arrivano e le persone del villaggio globale che hanno appreso la notizia attraverso la televisione, si chiedono come sia possibile che invece di essere contenti che sia stata liberata una ragazza che era per la cooperazione, per un'idea di solidarietà internazionale con il mondo...alla fine poverina torna qua e c'è questo sopravanzare di odio. Ma in quale mondo stiamo? Ma, veramente...mi sono venuti i brividi! Ma è possibile che vogliono imporre tutto questo odio? Alcuni esponenti politici hanno trasformato tutte le loro frustrazioni in un'assenza di normalità. Ci vuole tanto a capire che una ragazza che è stata liberata è una gioia? Perché non è una nostra parente?
E poi, per la religione, io non mi sono mai posto questo problema. Anche quando sono stato sindaco ho vissuto questa differenza in maniera del tutto normale e con rispetto. Ognuno la pensa come vuole ma mi sembra una cosa banale questa. È una scelta. Nella Riace multietnica non c'è stato nessun problema legato alla religione.
Quando c'è il Ramadan qui c'è quest'atmosfera particolare, si vive la notte, ci sono rumori, suoni. Prima, quando c'erano più ospiti, c'era un po' di frastuono, adesso di meno. Si muovono la notte, mangiano di notte e il giorno dormono. Io ho rispettato sempre le differenze, in tutte le cose. Anche in occasione di qualche matrimonio o dei funerali. Abbiamo gestito con rispetto dell'essere umano a prescindere dalla religione. Ognuno ha il suo rito. Anche il nostro cimitero è un esempio di multietnicità. Ci sono persone della Palestina del Darfur dell'Etiopia, del Mali, del Gambia, della Nigeria... vivevano tutti a Riace e come sono nati tanti bambini, ci sono stati anche dei decessi e quindi come comune abbiamo dovuto gestire tutto nel rispetto delle differenze.
La maggioranza erano cristiano ortodossi mentre i musulmani erano di meno, poi c'erano i coopti ortodossi.
Non abbiamo avuto nessun problema.
Abbiamo avuto anche una psicologa qui a Riace che si è convertita pure lei alla religione musulmana."

Riguardo alla libertà di stampa, come pensi si possa conciliare con il problema delle fake news? C'è bisogno mi mettere dei paletti, dei limiti secondo te?

"Siamo nella civiltà dove la comunicazione orienta l'opinione pubblica, impone schemi e anche i consensi elettorali vengono influenzati continuamente da una comunicazione falsa. Il controllo della televisione, il controllo dei mezzi d'informazione sono fondamentali. Perché se uno ha i consensi più alti, le persone si adeguano, e solo poi, si accorgono che non è vero niente. Certe volte per curiosità, cerco di capire: la Lega è scesa al 25, chi dice al 23, chi dice al 22 chi dice al 24. Poi quelli che sono orientati a sostenere la Lega dicono che è il primo partito, perché tutto si basa sull'opinione pubblica. È come la moda. Il fenomeno Salvini è un fenomeno mediatico. Secondo te come si può giustificare...ma che cos'è lui? Lui ci ha insegnato che la cattiveria e l'odio verso le persone, l'odio razziale diventa politica. Poi occupa gli spazi della televisione e così diventa pensiero dominante. È aberrante. Come può avere il consenso una parte della politica che parla di disumanità, di chiudere i porti, di tenere prigioniere le persone, di farsi fotografare mentre sta mangiando mentre persone subiscono isolamnti? Addirittura anche rispetto alla morte...la metafora delle ruspe sui bambini rom... Che cos'è la Lega se non un concentrato di odio! Ci hanno fatto modificare la vita e i rapporti umani...con odio e paura dei neri. C'è una tristezza! Abbiamo perso anche l'allegria di vivere in maniera normale. Adesso, poi, con questo virus non so come sarà l'epilogo.

Il primo maggio ho fatto una metafora in un collegamento che ancora mi rimproverano: Lega e covid-19: faccia della stessa medaglia. S'è scatenato l'inferno.
Ma l'ho detto perché è il loro pensiero mi dà fastidio, il loro pensiero proprio non è accettabile".

L'ultima riflessione Mimmo la fa sulla libertà soppressa dai decreti sicurezza. Sia per quanto riguarda la libertà dei naufraghi che quella dei soccorritori. È un paradosso che ci siano limiti, multe e che sia un reato salvare le persone.

Grazie Mimmo per la tua disponibilità

Intervista a cura di Rossana Germani
Rossana Germani fa parte della redazione di CiesseMagazine e per essa cura anche la rubrica di cultura, libri e poesia.

 

 

 

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