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Ma è chiaro a tutti che con il Covid 19 si muore?

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Proteste e Covid 19

C'è la consapevolezza dell'immenso disastro in cui tutti siamo immersi?

protesta napoli 350 min«Commercianti, ristoranti, allenatori sportivi, organizzazioni neofasciste e movimenti pronti a manifestare in molte città d'Italia. I sindaci: "Servono azioni concrete, faremo di tutto per spegnere violenze". Allerta del Viminale» il sottotitolo della Repubblica di oggi che riassume tutte le manifestazioni di ieri e oggi da sud a nord con l'indicazione delle acclarate infiltrazioni della destra fascistoide.

A volo d'uccello ricostruiamo l'informazioone: a Roma petardi e bottiglie contro le forze dell'ordine e vetrine infrante a Torino, dove si registrano i disordini più gravi con due poliziotti feriti, cariche di alleggerimento e fermi. Bottiglie molotov, traffico bloccato nel centro di Milano, dove c'è stato un assalto al palazzo della Regione. Petardi e fumogeni contro la prefettura a Trieste. Le notti di Napoli - con almeno 300 manifestanti in guerriglia urbana, la seconda senza incidenti lungo le strade del quartiere Vomero - sono state solo l'inizio. La polveriera sociale del Sud ha dato il "la" e ora l'attenzione per i prossimi appuntamenti, più o meno pubblici, è massima. 
A Viareggio (Lucca) si sono ritrovati gestori di palestre e impianti sportivi insieme ad altri cittadini. A Ferrara è sceso in piazza anche il primo cittadino, leghista, per protestare contro il governo.
A Parma un gruppo di minorenni in piazza della Pilotta ha reagito con lanci di bottiglie al richiamo di una pattuglia di carabinieri a mettersi la mascherina.
A Terni titolari e lavoratori di palestre e scuole di danza si sono ritrovati in piazza Tacito per arrivare fin sotto le finestre del Comune, gridando "libertà" e l'inno di Mameli. A Verona invece una trentina di giovani di estrema destra si è radunata intorno a mezzanotte in Piazza delle Erbe, marciando poi per le strade, scandendo insulti verso il premier e accendendo fumogeni. A Ostia hanno sfilato senza preavviso né permessi alcuni negozianti guidati per gran parte del corteo dietro ai tricolori dal consigliere del X municipio Luca Marsella, militante dei neofascisti di Casapound.
A Firenze già sabato alcuni collettivi e associazioni della sinistra si ritroveranno dalle 14.30 in via Cavour per poi muoversi verso la Prefettura, la Regione e la sede di Confindustria. Opposti etremismi all’opera. Ma sarà mercoledì il giorno della mobilitazione nazionale. La Fipe (Federazione pubblici esercizi) manifesterà in 17 città con l'hashtag #siamoaterra.

La tensione sociale è alta, il nuovo DPCM che arriva dopo avvisi e avvertimenti, ma anche con dei ritardi nell’adottare misure concrete di approntamento delle strutture sanitarie e di messa a punto delle tutele per i più colpiti su tutta la linea dell'emergenza covid e la ulteriore pressione su determinate categorie di lavoratori e imprenditori, non può non creare gravi frizioni.

L'ingresso a gamba tesa di Forza Nuova, Casapound e gruppi simili in questi movimenti spontanei è un chiaro tentativo di sobillare ulteriormente i più manipolabili.
E’ un sintomo molto importante da non sottovalutare di queste infezioni fasciste. Confermata a Roma dai primi fermi che hanno permesso l’identificazione di membri della formazione di estrema destra Forza Nuova e, così come la presenza di Castellini (della stessa formazone) in piazza del popolo.
A Torino nostre lettrici e collaboratori ci segnalano che le forze dell’ordine abbiano gestito abbastanza bene la situazione che resta preoccupante comunque.

Da open.online si apprende quale è il polso della situazione nei Pronto Soccorso a causa del mancato funzionamento di tutto il sistema di tracciamento covid, quello diagnostico e di medicina territoriale, di assistenza domiciliare ed informativo. Leggendo circa le varie regioni, chi più chi meno, i problemi pare siano i medesimi e la mancanza di medici, in particolare quelli specializzati in medicina d'urgenza, sembra cronica.

Solo il 23 ottobre «600 pazienti con sospetto Covid si sono riversati nei pronto soccorso del Lazio, circa 300 in Sardegna»
«All’appello mancano 3 mila medici “urgentisti” (per le terapie d’uirgenza)». Purtroppo ci sono Reparti Covid ancora da allestire. Il problema più serio nasce dal fatto che i pazienti rischiano di essere «lasciati in pronto soccorso per 3-5 giorni perché i reparti Covid, in alcuni ospedali, devono ancora essere riaperti o sono pieni». Una sorta di “parcheggio” per gli ammalati Covid che i medici non sono più in grado di sostenere: «Questo crea un tappo, un imbuto trasformando le nostre osservazioni brevi in reparti di semi intensiva per dare assistenza respiratoria a tutte quelle persone che hanno bisogno immediato di ossigeno e che, intanto, rimangono in pronto soccorso».

Questi ci paiono i problemi più gravi su cui concentrare gli interventi del Governo. Come dice il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il nemico da sconfiggere è il Covid 19 e va sconfitto in Italia e dovunque nel mondo.
Non ci si può dimenticare della sopravvivenza sanitaria e ricordarsi solo di quella socioeconomica, che pur se con qualche parziale ritardi ha visto fino ad ora giganteschi interventi.
E’ delittuoso soffiare sul fuoco di un certo disagio economico dimenticandoci che con il coronavirus si muore senza se e senza ma e con grandi sofferenze, in molti casi.

A qualcuno manca la consapevolezza di questo immenso disastro in cui tutti siamo immersi.
Il DPCM del 26 ottobre è certamente perfettibile, ma non è l’occasione per la presa della Bastiglia e, noi dell’informazione non trasformiamo giustificate proteste, che chiedono sollecitudine d’intervento e miglioramento dei provvedimenti, nella rivolta dei trasportatori che rovesciarono il regime democratico di Alliende come vorrebbero gli infiltrati guerriglieri della protesta.

 

 

 

 

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