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Considerazioni sull'iperattivismo di Renzi

 Cronache&Cronache

Siamo di fronte ad una abile mossa politica progettata tra i due Matteo?

di Antonella Necci
Renzi Renzetto ditopollice 350 260La parola che in questi giorni si sente più di frequente è "assurdo", ma si sente anche "irresponsabile", ed altro ancora. Tutti termini che si associano con uno stato d'animo che affonda le sue radici nell'incertezza profonda di uno scenario pandemico la cui curva è sempre più in ascesa.

Ciò che però è chiaro ai più, è che ci troviamo di fronte ad una abile mossa politica progettata a tavolino con adeguata collaborazione tra i due Matteo, supervisionato da amici e familiari con trascorsi comuni.
Chi ci dice, però, che Matteo Renzi e il suo partito stabile al 2%, resterà davvero tale ed insignificante di fronte a nuove elezioni?
Chi stabilisce che veramente il PD, partito dormiente, ritrovatosi al governo non si sa per quale colpo di fortuna, otterrà davvero quel raggiunto in modo fortuito 18% di consensi?

Insomma, siamo sicuri che, allo stato attuale, Renzi ha compiuto una mossa politica irresponsabile, perdendo tre ministri, senza la certezza di ottenere qualcosa di più consistente in un prossimo futuro?

L'nclinazione politica,Italia Viva non è certo da definirsi di sinistra, tanto che anche il buon Carlo Calenda sembra possedere maggiore spirito egalitario di Matteo Renzi.

Ricordando, a tal proposito, la corte che Italia Viva continua a fare ad alcuni appartenenti di spicco di Forza Italia, non è difficile vedere il desiderio di Renzi e dei suoi fidi di spalmarsi su quel lato del parlamento che allo stato attuale appartiene a Forza Italia.
Essere il degno erede di Silvio Berlusconi una volta che il cavaliere si ritirerà dalla politica, può diventare un punto d'onore per Matteo Renzi, anelato più che dagli irriducibili forzisti. Magari con il caro amico Denis Verdini a fare da consigliere politico sia a lui che al "genero" Matteo Salvini.

Nessuna fantapolitica, ma una strada spianata dai fatti recenti, anche se non immediatamente attuabile a causa della virulenza della pandemia e della grave crisi sociale ed economica. Non è certo Renzi, infatti, o la cosiddetta destra italiana che si assumerà la responsabilità di fare tagli importanti nelle tasche dei lavoratori italiani.

La principale accusa scagliata da Renzi contro il Governo Conte, di cui ha fatto parte fino a ieri sera, riguarderebbe il mancato accesso ai fondi del cosiddetto MES sanitario.

«Renzi ha, infatti, rispolverato il tema della necessità di ricorrere al MES per incrementare la spesa sanitaria, assumere più personale e comprare più materiale, arrivando addirittura a dichiarare che se avessimo fatto ricorso al MES sei mesi fa ad oggi avremmo più persone vaccinate. Non è difficile capire la natura menzognera di queste parole. A tale scopo, occorre richiamare la distinzione tra le ‘voci di spesa’ programmate dal Governo in ambito sanitario, ossia l’ammontare di spesa che si presume di realizzare in materia di prodotti, personale e strutture, e le ‘coperture’, ossia le risorse per l’appunto necessarie per coprire le predette voci di spesa.»

«ìIL MES sanitario rappresenta esclusivamente una copertura finanziaria – in alternativa alle forme già disponibili – di determinate spese del comparto, ma non comporta di per sé una maggiore spesa. Non siamo noi a dirlo, ma il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

Già mesi fa quest’ultimo aveva sgomberato il campo da equivoci dichiarando: “Vorrei chiarire che il MES non serve a fare spesa pubblica aggiuntiva. Cioè, lo si può anche fare ma comunque fa debito”.»

«I famigerati 38 miliardi del MES rappresenterebbero una copertura alternativa, per giunta solo parziale, di spese il cui ammontare è indipendente dal fatto che siano finanziate in una maniera o l’altra. I soldi del MES, in altri termini, non sarebbero in alcun modo, come dice lo stesso Gualtieri, spesa aggiuntiva, e pertanto non servirebbero a potenziare il sistema sanitario. La spesa aggiuntiva, quella che effettivamente permetterebbe di assumere più medici e comprare più vaccini, si realizzerebbe se e solo se lo Stato programmasse una spesa maggiore in conseguenza dell’accesso al MES. A rafforzare queste considerazioni ci pensa l’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB).

Nel suo rapporto sulla politica di bilancio 2021, l’UPB ci dice che la spesa sanitaria prevista nella legge di bilancio per il 2021 è maggiore di quella stanziata per il 2020 di meno di un miliardo. In sostanza, meno di un miliardo – per la precisione 853 milioni – è l’aumento di spesa sanitaria in un periodo di crisi pandemica.

Queste le righe dell’UPB: “Il DDL di bilancio determina il finanziamento del Servizio sanitario nazionale (SSN) per il 2021 in 121,37 miliardi, con un aumento di poco meno di un miliardo rispetto all’anno in corso (120,517 miliardi)”. Insieme alle parole del ministro Gualtieri, questo dato dimostra che l’eventuale apertura della linea di credito del MES sarebbe usata praticamente per intero per finanziare spese già stanziate, una parte di quei 121 miliardi che spendiamo ogni anno.»

«A queste osservazioni, i difensori dell’austerità e delle istituzioni europee potrebbero rispondere: tranquilli, prima si accetta il MES e dopo si aumenta la spesa sanitaria, proprio grazie alle risorse del MES. Questa obiezione, però, non regge: se usati per nuove spese, quei soldi farebbero corrispondentemente aumentare il debito pubblico, e il Governo ha già posto un limite all’aumento del debito nella previsione di deficit del 7% per il 2021, una previsione che include solo 800 milioni di maggiore spesa sanitaria, da cui è possibile discostarsi solo per ragioni sopravvenute, come nel caso dei vari decreti “Ristori”, che aumentano il deficit per ristorare le imprese chiuse ogni mese. In altre parole, la programmazione della spesa sanitaria per il 2021 è contenuta nella Legge di bilancio appena varata, e determina un ridicolo incremento della spesa sanitaria prevista a fronte del dramma della pandemia vissuto negli ultimi 10 mesi.»

«Ma questo tema, d’altronde, non pare interessare né Renzi né i suoi accoliti, dato il relativo silenzio con cui è stata approvata la Legge di bilancio.

Il vero obiettivo è quello di realizzare le condizioni per il progetto dell’austerità.»

«Rimane da capire, allora, quale è il senso degli strepiti che provengono da Italia Viva e che disegno politico li anima, al di là del desiderio di provare a negoziare più potere e visibilità e cercare di contrastare la caduta nell’oblio a cui altrimenti il partito pare destinato.»

«Mattarella ha già chiarito che, nel mezzo della campagna di vaccinazione e con la pandemia che continua a mordere, di nuove elezioni non se ne parla neanche. In caso di crisi di Governo, quindi, non rimarrebbe altra opzione che cercare di trovare in Parlamento una nuova maggioranza. Ormai da mesi si susseguono insistenti voci, indiscrezioni e sogni proibiti di pezzi di padronato che prefigurano un Governo tecnico, un Governo dei competenti, un Governo delle riserve dello Stato con o al comando o in un ruolo centrale l’ex Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi. La crisi di questi giorni rappresenta un’occasione succulenta per la realizzazione di questo progetto, i cui contorni sono facilmente delineabili.»

«I fondi del cosiddetto Recovery Fund (o Next Generation EU, seguendo la nomenclatura ufficiale) – oltre ad essere di un ammontare sostanzialmente marginale e ad avere un impatto minimo sull’economia del nostro Paese, come si può leggere anche nelle stime del Governo – saranno concessi solo a condizioni politiche ed economiche ancora più stringenti di quelle previste dal MES.
Come ha ricordato in più occasioni la stessa Presidentessa della Commissione Europea Ursula von der Leyen, riceveranno aiuti solamente i Paesi che rispetteranno le Raccomandazioni Specifiche per Paese, formulate dalla Commissione ogni anno (l’intervento europeo “è volontario, ma chi vi accede deve allinearsi con il Semestre europeo e le raccomandazioni ai Paesi… Finora dipendeva solo dai Paesi rispettarle o meno ma ora le raccomandazioni sono legate a sussidi e potenziali prestiti”, ci diceva la von der Leyen già lo scorso luglio). Per l’Italia questo ha un significato molto preciso: bisogna rispettare fino alla virgola i dettami dell’austerità fiscale, tagliando la spesa pubblica e in particolare le pensioni, vero spauracchio delle istituzioni europee, e ‘riformare’ il mercato del lavoro.»

«Ma qui sorge un problema. Chi è disposto a mettere la faccia su misure antipopolari come quelle che ‘ce le chiede l’Europa’ in cambio degli aiuti del Recovery Fund? Chi vuole essere ricordato come il responsabile di ulteriori misure di macelleria sociale, in un Paese piagato da disoccupazione e salari miserabili per fasce sempre maggiori della popolazione? Chi si prende la responsabilità di cancellare il Reddito di Cittadinanza, una misura che abbiamo criticato a più riprese ma che anche così turba i sonni delle istituzioni europee e del padronato italiano?»

Ecco quindi che la possibile crisi di Governo fornisce alla classe politica che oggi siede in Parlamento – nella sua interezza, comprese le forze dell’attuale maggioranza – un alibi perfetto, con Mario Draghi, che non a sorpresa raccoglie anche l’appoggio neanche troppo velatamente entusiasta di Salvini, a dare un giro di vite e impartire all’Italia la cura da cavallo che le istituzioni europee sollecitano.

«Si tratterebbe del delitto perfetto», con Matteo Renzi a offrire una reinterpretazione del ruolo di ‘utile idiota’, che sbraccia per mettersi in mostra come il più responsabile e fedele esecutore del progetto politico dell’austerità, e il resto del Parlamento che tira un sospiro di sollievo perché c’è qualcuno che farà il lavoro sporco per conto loro.
E volete che da tutto questo Renzi non riesca a trarre i suoi benefici?

Fonte del corsivo virgolettato
* Coniare Rivolta https://coniarerivolta.org/

 

 

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