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Per una Costituente della sinistra

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 CRONACHE&COMMENTI

Il grido di dolore di Zingaretti ha tolto il velo alle contraddizioni del Pd e aperto una crisi che riguarda tutti i progressisti

di Aldo Pirone
28mar15 piazza del popolo 350 260Ieri si sono rifatte vive le Sardine. Hanno occupato simbolicamente il piazzale antistante al Nazareno sede del Pd. Hanno voluto significare che quel che accade nei dem non è da guardare con indifferenza. Il movimento che è stato di popolo e di giovani chiede che la crisi del Pd sbocchi in una costituente per una rifondazione unitaria di tutta la sinistra. “Chiediamo che inizi una nuova fase costituente: - ha detto Mattia Santori - aperta, democratica, innovativa. Non per il Pd, non per le Sardine. Ma per tutti gli apolidi della politica”. Jasmine Corallo, una delle esponenti più radicali di quel movimento, ha detto: “Io che sono di sinistra e non ho mai votato Pd nella mia vita mi rendo conto che tutto questo ci riguarda. Ci riguarda la costruzione di un fronte progressista plurale che accolga quella parte dei 5 Stelle che ha testimoniato una volontà di cambiamento e Leu”. L’iniziativa delle sardine è importante perché sta a significare che nello scontro interno ai dem potrebbe, auspicabilmente, irrompere, se crescerà nel paese, un movimento di popolo che per riedificare un partito della sinistra deve andare oltre il Pd. La Costituente reclamata da Sartori e Corallo può essere questo “oltre”.

Oggi, insieme a tanti altri interventi sul tema prorompente della creazione di un nuovo soggetto unitario a sinistra (vedi, per esempio, l’intervista di Fabio Mussi a “Il manifesto” e quella di Landini su “Repubblica”), c’è un’intervista molto significativa al “Corriere della sera” del ministro della salute Roberto Speranza esponente di Leu.

Dice Speranza: “Il grido di dolore di Zingaretti ha tolto il velo alle contraddizioni del Pd e aperto una crisi che riguarda tutti i progressisti. Quello che c'è oggi non basta e quello che serve ancora non c'è. Con il virus che ha stravolto le esistenze, anche il nostro campo deve profondamente cambiare. […] La pandemia ha riposto l'accento sul primato di alcuni diritti irrinunciabili e non negoziabili. Beni pubblici fondamentali come il diritto alla salute, all'istruzione, al lavoro e la grande questione dello sviluppo sostenibile vanno difesi, non possono essere affidati alle sole logiche del mercato. Attorno a questi temi c'è lo spazio per rifondare una sinistra larga e plurale. Le soggettività politiche esistenti si stanno dimostrando insufficienti per rispondere alla domanda di protezione che viene dalla società. Il Pd ha mostrato i suoi limiti, ma anche le esperienze costruite al di fuori del Pd non hanno raggiunto gli obiettivi […] è ora di mettersi tutti in discussione per costruire una nuova grande forza politica che interpreti la domanda di cambiamento delle generazioni più giovani, penso anche alle Sardine. Le soggettività del campo democratico sono deboli, ma per paradosso i nostri asset fondamentali, come l'universalità delle cure o il vaccino bene pubblico, non sono mai stati più attuali”.
Dunque, sembrerebbe che l’ascia sia stata posta alla base dell’albero. L’obiettivo è far evolvere la crisi del Pd verso l’esito della Costituente, nella quale far confluire tanti altri soggetti: partiti e associazioni agenti nella società civile progressista.

Ma come? Eleggendo all’assemblea nazionale dem un segretario “unitario”? Soggetto alle mediazioni paralizzanti delle correnti e delle cordate e cordatine periferiche? No. Occorre che ne sia eletto uno/a che abbia chiaro l’obiettivo rifondativo della Costituente della sinistra e che faccia diventare questo il tema centrale del Congresso che si farà in autunno, subito dopo la vaccinazione di massa. Bisogna trasformare le primarie dem in un appuntamento unitario di popolo per la rifondazione di un soggetto politico nuovo e aperto della sinistra. Bisogna travolgere le correnti che strangolano nel Pd la sinistra, travolgere i lasciti renziani e para renziani, i moderati neocentristi liberal democratici, i nostalgici del Lingotto “a vocazione maggioritaria”, con un movimento popolare organizzato da tutti coloro (Cgil, Anpi, Libera e tante altre associazioni ambientaliste, progressiste e di sinistra) che vogliono un partito di sinistra con la schiena dritta, “robustus et malitiosus”.

Zingaretti, Bettini, Orlando, Provenzano, Amendola e tanti altri dovrebbero puntare a questo se non vogliono suicidarsi per l’ennesima volta. Franceschini, che guida la corrente degli ex popolari con qualche spruzzata di ex post comunisti come Fassino e Pinotti, dovrebbe decidersi: o farsi protagonista dell’inveramento dell’insegnamento di Papa Bergoglio e della tradizione cattolico- democratica e sociale oppure seguitare a essere l’erede del correntismo e del moderatismo democristiano come ha fatto finora, con molto opportunismo.

In questi mesi bisogna far crescere il movimento della Costituente nel paese e fra il popolo della sinistra fondando comitati appositi. Sarebbe il modo migliore per chiamare a raccolta quel che resta di un popolo militante di sinistra dentro e fuori il Pd, chiamarlo a farsi protagonista con la partecipazione e con il voto di una rifondazione e non solo suddito o cliente di capicorrente e cacicchi.

Se non ora quando?

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

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