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L’asino di Cottarelli

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CRONACHE&COMMENTI

Creare ricchezza deve servire a combattere disuguaglianze e ingiustizie sociali

di Aldo Pirone
CarloCottarelli 390 minCarlo Cottarelli c’informa su “la Repubblica” che è stato chiamato e presiedere un “comitato scientifico per un programma per l'Italia che mi è stato commissionato da alcuni gruppi e partiti di area liberaldemocratica: Azione di Carlo Calenda, Più Europa con Emma Bonino, il Partito repubblicano italiano, Ali (alleanza liberaldemocratica per l'Italia), i Liberali”. Gli scopi: fornire idee per un futuro programma liberal democratico a un’area che intenderebbe raggrupparsi. Ispirazioni e intendimenti. “Prima di tutto – dice - la fede nella democrazia parlamentare; un ancoraggio europeo e atlantico; l'uguaglianza di possibilità, che è cardine della nostra Costituzione; il merito, la solidarietà, senza cadere nell'assistenzialismo”.

E’ evidente che la formazione del governo Draghi sta spingendo alcune aree politiche e culturali a fare i conti con se stesse, le proprie inadeguatezze, miserie e frammentazioni. Perciò, penso che sia un bene che l’area liberal democratica si raggruppi ancorandosi alla Costituzione e all’europeismo anti sovranista. Sull’atlantismo ci sarebbe da discutere, ma andiamo oltre. E’ un bene che al tavolo liberal democratico non sia stato invitato il Renzi saudita. “Il Bomba” non c’entra niente né con il liberalismo né con la democrazia ma solo con il proprio smisurato egocentrismo. Sarebbero, invece, a casa loro molti degli attuali esponenti del Pd. Non sarebbe male se si affrettassero ad andarci, invece di incistare il Pd con il loro correntismo para e filo renziano. Così come i promotori dell’area liberal farebbero bene a non proporsi di distruggere l’alleanza progressista Leu-Pd-M5s ma pensassero a decollare dai loro 2-3% e non a continuare a fare i saprofiti su quel che resta dell’albero spelacchiato della sinistra.

Ai princìpi ispiratori Cottarelli aggiunge, quanto alla giustizia sociale, "uguaglianza di possibilità". E già qui siamo a una formulazione piuttosto ambigua, consueta e consumata, certamente al di sotto di ciò che prescrive la Costituzione al comma due dell’art. 3: “E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. In sostanza, dice tutta la nostra Costituzione, senza un intervento forte della mano pubblica a rimuovere “gli ostacoli di ordine economico e sociale” la “uguaglianza delle possibilità” rinverdita da Cottarelli è una presa per i fondelli. Ma dove casca a strapiombo l’asino liberal democratico è in quest’altra considerazione cottarelliana. In questi anni “Si è pensato molto di più – dice - a redistribuire ricchezza che a crearla”. Una plateale bugia dettata dall’ideologia liberal liberista. Ideologia nel senso proprio di falsa coscienza. Che fa anche sorridere se si pensa che tutte le società di ricerca sociologica e i dati dell’Istat dimostrano in continuazione che non solo in periodo di pandemia ma ben prima le disuguaglianze propiziate dal neoliberismo si sono allargate a dismisura, in Italia, in Europa e nel mondo. Altro che redistribuzione! Quando c’è stata è stata sommamente impropria, ha riguardato le clientele elettorali non la giustizia sociale. La novità oggi è che l’auspicata creazione di ricchezza non è scindibile da provvedimenti economici e sociali volti a combattere le disuguaglianze e le ingiustizie sociali che le sono d'ostacolo.

L’assunto che prima viene la creazione di ricchezza e poi la sua redistribuzione è un’idea vecchia oltre che sbagliata.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

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