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Le due Italie

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CRONACHE&COMMENTI

La sfiducia presentata dai camerati della Meloni contro il ministro della salute Speranza

di Aldo Pirone
RobertoSperanza minStamane in Senato si sono, per l’ennesima volta, rimanifestate le due Italie. Da una parte, quella dei cialtroni, degli scappati di casa, dei mentitori di professione, dei mestatori sulla pelle dei cittadini e sulle disgrazie della Nazione, dei vigliacchi che dicono tutto e il contrario di tutto pur di dare addosso al “rosso” e lucrare qualche consenso o, come nel caso in questione, per morderlo nell’orto del vicino e del proprio simile. Dall’altra parte, l’Italia che ha come stella polare il bene comune, l’interesse collettivo, la salute dei propri cittadini.

Il caso in questione è la sfiducia presentata con varie mozioni dai camerati della Meloni e affini contro il ministro della salute Speranza. Bastava ascoltarli gli sfiduciatori per rendersi conto di quale rischio mortale avrebbe corso l’Italia tutta se in questi mesi di pandemia fossero stati loro a tenere in mano le redini del governo. Un rischio ancora ben presente e da scongiurare, che, poi, è il vero nocciolo della battaglia politica democratica nel tempo presente e il compito precipuo di uno schieramento progressista nonostante sia malfermo, pieno di buchi ideali e incerto nei suoi riferimenti sociali. Tra i maggiori e più rappresentativi epigoni di questa Italia vigliacca, miserevole e piccina, gli onorevoli, si fa per dire, Paragone e La Russa i cui sgangherati discorsi ci hanno mostrato una volta di più il livello politico di simile genia, degna erede dei repubblichini di Salò, eredità, per altro, rivendicata a raucedine spiegata dal camerata La Russa.

Di fronte a costoro il ministro Speranza che ha demolito punto per punto le accuse contraddittorie, le bugie vere e proprie, le ignominie di cui è fatto oggetto da tutta la destra e sotto sotto dal loro amico Renzi da quando regge il ministero della salute. Un discorso di verità, scandito dai fatti e da una dignità sconosciuta ai suoi critici. Un’altra Italia che con tutti i suoi limiti, ritardi, contraddizioni è comunque ispirata da ben altri valori e che tenta di perseguire obiettivi di interesse pubblico e generale rispetto a quelli corporativi di lorsignori e della destra (Salvini, Berlusconi e Meloni) apparentemente divisa dall’opportunismo del momento ma unita negli intenti di fondo riassunti da una parola: menefreghismo; dell’interesse pubblico, dei più deboli e del prossimo in generale.

L’ascolto del discorso di Speranza va consigliato vivamente a un giornalista, anche qui si fa per dire, come Massimo Gilletti dedito non a ricercare notizie ma a rovistare tra i rifiuti delle illazioni e delle manipolazioni presentate come scoop. Ultimamente ha accusato Speranza di essere un “muro di gomma” su cui rimbalzano le sue invereconde intemerate che lui chiama domande. Il conduttore televisivo, com’è noto, preferisce i saltimbanchi. Il muro del ministro Speranza c’è, ma è quello della serietà, della verità e della dignità.

Cose del tutto sconosciute al Giletti.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

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