fbpx
Menu
A+ A A-

La Libertà di difendere la Verità

“Perché è facile perdere la libertà se non sappiamo riconoscerla”.

libertàdistampa 390 mindi Nadeia De Gasperis - Quando ho iniziato la mia collaborazione con UNOeTRE.it, la familiarità di intenti che avevo presagito da lettrice ha avuto un riscontro concreto nella pianificazione del lavoro di redazione. La cura che si adoperava con i temi più delicati, la coerenza di condotta, mi erano congeniali ma soprattutto, familiare, era il lessico che da sempre aveva modulato la comunicazione, dai toni civili e rispettosi. In queste poche regole era declinata per me la parola “libertà”.
La ricerca della verità è la prima disciplina che rende libero un giornale, deve essere perseguita da ogni cittadina/cittadino che voglia partecipare alla salvaguardia di uno Stato di diritto , ma per un giornale, adempiere a questo obbligo è una missione sottolineata dal suggello dell’ufficialità.

La libertà di espressione si rinnova ad ogni capoverso della nostra Costituzione, per la sua natura laica, democratica e programmatica e prima di ogni cosa, antifascista.
La libertà come la verità è nella penna dei padri costituenti, non ha limiti di sesso, razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche e di condizioni personali e sociali. Non ha confini geografici, è nel foglio bianco di un giornalista turco.
La libertà come la verità consacra la propria vita alla ricerca di se stessa.

In questi giorni ho sentito giornalisti e leoni da tastiera appellarsi all’art. 21 per difendere il loro diritto di offendere una ragazza che, finalmente salva, dopo 18 mesi di prigionia, ha ancora la forza di rassicurarci con un sorriso. La Costituzione è la nostra luce ma non è un neon, non funziona a intermittenza, oggi cultori, oggi delatori delle Carta.

Perché quell’articolo 21 nella bocca degli stolti è un’arma a doppio taglio se sganciato dagli altri, come l’articolo 3 appena citato e l’articolo 13 che punisce ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.

Un giornale pubblica testi anche con opinioni divergenti. Questa scelta è fondamentale perché garantisce la libertà e la pluralità di opinioni ospitate. Nel nostro caso il lettore ha la certezza di trovare più pareri sebbene l’orientamento del giornale sia chiaro, una attenzione alla sinistra e alle istanze delle persone socialmente più vulnerabili, ai problemi del lavoro, della sanità, della scuola, dell’immigrazione, del welfare sociale.

Per quanto mi riguarda, essere chiamata vicedirettrice o vicedirettore non ha mai fatto molta differenza, l’importante è che le mie intenzioni fossero declinate al femminile. La mia libertà di difendere questo mondo così bistrattato è sacra. È dunque inconcepibile che una giornalista titoli “mamma poco affettuosa si uccide con due figli” arrogandosi il diritto di indagare le ragioni profonde che spingano una madre a un gesto così estremo. È deontologicamente deplorevole banalizzare una sofferenza profonda, qualunque sia la sua genesi.

Così come deplorevole è insistere a non avere cura di declinare al femminile la parola “transessuale” se riferito a una donna. Questo modo di fare giornalismo non solo non vuol dire essere “liberi”, ma danneggia profondamente la credibilità del mondo dell’informazione.

Benché sia formalmente riconosciuta nei sistemi costituzionali di quasi tutti i Paesi del mondo, nella realtà dei fatti, in molti Stati teocratici, dittatoriali e accentratori la libertà d’espressione è tutt’oggi un’utopia.

Secondo le stime di Reporter senza Frontiere “Stiamo entrando in un decennio decisivo per il giornalismo. Anche a causa della crisi del coronavirus”. Già la crisi economica che aveva attanagliato alcuni Paesi aveva danneggiato il giornalismo di qualità; i totalitarismi lo hanno indebolito con una retorica contro i media che in parte anche in Italia ha attecchito. Dall’inizio della pandemia molti giornalisti sono stati tacciati di “isteria” da parte di soggetti come Bolsonaro.

Il violento e costante attacco attacco alla libertà di espressione e di stampa in Turchia ne è un esempio. La prima forma di repressione è stato proprio l’accesso alla comunicazione. Perfino il terrorismo islamico prende di mira la libertà di espressione.

L’attacco contro Charlie Hebdo, settimanale di satira francese, oltre a essere stata una tragedia gravissima e assurda, è stato un regalo per coloro che hanno cavalcato l’indignazione, un regalo per la destra estrema, in un paese dove vive una comunità islamica che è la più importante d’Europa, dove la laicità della repubblica fa fatica a imporsi nei quartieri popolari.

Ma se quella sarà ricordata come una giornata nera per la libertà di espressione sono i propalatori di maldicenze, di perverse manipolazioni della realtà, ed estremisti di ogni specie, a incombere sulla libera espressione.

Nel nostro Paese, ci sono troppi giornalisti, soprattutto quelli del filone “investigativo”, costretti a vivere sotto scorta per le minacce delle mafie. Intimidazioni, censura, ​querele temerarie. “​Il giornalismo, garanzia di democrazia, è a rischio​”. ​Il rapporto 2019 di ​Reporters Sans Frontières disegna una situazione in cui “​l’odio verso i giornalisti è degenerato in violenza​“. A farne le spese non sono solo i reporter che operano in Paesi con uno scarso livello democratico, ma anche quelli che lavorano in Stati europei, compresa l’Italia. Senza dubbio ancora si respira un tono di violenza aggressiva da parte di una certa parte della politica verso i giornalisti, ma essere liberi è ben lontano dall’arrogarsi il diritto di titolare con frasi del calibro:

Dopo la miseria portano malattie

Patata bollente (gioco di parole su Virginia Raggi)

Calano fatturato e pil ma aumentano i gay

Abbiamo liberato un’islamica

Lo scorso tre maggio si è celebrata “la giornata mondiale in difesa della libertà di stampa”, ogni organo di stampa dovrebbe chiarire quali siano i limiti della propria libertà, questo è l’obiettivo primario per perseguire la libertà di espressione, pietra angolare del nostro ordinamento democratico, rimanendo fedeli alla funzione di costruzione della coscienza collettiva, assicurando informazioni complete, varie, critiche, attendibili e degne di fiducia.

 

La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino del 1789 sancisce una “Libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni, uno dei diritti più preziosi dell’Uomo; ogni cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare liberamente, salvo a rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi determinati dalla legge”, la legge scritta e quella umana, aggiungerei.

Allora forse l’interesse pubblico è il presupposto di riferimento che illustra la ragion d’essere del diritto di cronaca.

“Perché è facile perdere la libertà se non sappiamo riconoscerla”.

articolo pubblicato sul numero 7 di "Sardine Creative. La Bellezza vincerà" https://sardinecreative.wordpress.com/2020/05/20/la-liberta-di-difendere-la-verita/
Rubriche: Seren…. dipità rubrica di arte varia a cura di Serena Galella
Dentro i luoghi comuni e altre manifestazioni dell’inconscio sociale. Rubrica a cura di Giovanna Bosco
Questioni di salute. Rubrica a cura di Milena Cannao

 

 

 

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Pubblicato in Informazione
Torna in alto
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici