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Covid 19. Convivere, per vivere non per morire

  • Scritto da  Valentino Bettinelli-Ignazio Mazzoli

 Informazione. UNOeTRE.it

Il nostro nemico è il Covid 19, non altro, ora

Valentino Bettinelli - Ignazio Mazzoli

stop covid19 minL’emergenza sanitaria che investe nuovamente il nostro Paese richiama tutti noi alla responsabilità nei confronti del prossimo, dei più deboli e verso le migliaia di donne e uomini che quotidianamente vivono la lotta al Covid in prima linea, nelle corsie degli ospedali e nei reparti di terapia intensiva, dove l’emergenza diventa dramma.

Il Covid è un nemico anomalo, di cui non conosciamo forma e caratteristiche evidenti, che agisce in maniera invisibile. Per cercare di contenere la diffusione è opportuno osservare scrupolosamente le norme che gli esperti e gli scienziati suggeriscono, dal corretto uso della mascherina al rispetto della distanza interpersonale. Negli ultimi tempi queste regole sono entrate a far parte del nostro stile di vita e da raccomandazioni governative sono diventate abitudini sane da mantenere.

Lo Stato sta affrontando una delle crisi più aspre della sua storia e non risulta sicuramente semplice intervenire, cercando di contenere le relative ricadute sul tessuto economico e sociale del Paese. Da venerdì 6 novembre, secondo l’ultimo DPCM emanato dal Premier Conte, l’Italia sarà divisa in tre fasce differenziate di rischio, che prevedono misure più o meno restrittive. Un lockdown a zone, che vede maggiormente interessate cinque regioni, Calabria, Lombardia, Piemonte, Sicilia e Valle d’Aosta, considerate zone rosse, a causa di valori di contagio molto elevati e dal forte rischio di collasso delle strutture sanitarie. Come previsto anche questo decreto ha scatenato polemiche, in particolare da parte dei presidenti di Lombardia, Calabria e Sicilia. Da Fontana a Musumeci, passando per Spirli, non sono teneri i toni usati per contestare il provvedimento del governo e del Ministro della Salute Speranza.

Ancora una volta, i presidenti di regione, che all’occorrenza si sentono governatori pur non avendone le caratteristiche, perdono occasione di ragionare sulle proprie responsabilità. Mai come ora risulta attuale una discussione sul tanto dibattuto Titolo V della Costituzione, parte che si occupa proprio dei poteri di regioni, province e comuni. Va ricordato come la sanità sia una competenza strettamente regionale, ed è evidente come non si possa addossare al governo responsabilità che non spettano allo Stato centrale. Troppo spesso fa comodo scaricare le responsabilità di provvedimenti impopolari sulle altre istituzioni, ma è arrivato il momento che anche le regioni, con senso di responsabilità, inizino ad affrontare le problematiche contingenti con serietà e spirito di collaborazione istituzionale, mettendo da parte ogni sterile polemica.

Dal canto suo, anche l’informazione ha un ruolo centrale nell’affrontare questa pandemia. Dare notizie accertate e senza creare confusione nell’opinione pubblica è fondamentale. Bisogna mettere da parte ogni tifo o faziosità, contribuendo alla diffusione delle giuste metodologie per affrontare e contenere l’emergenza.
Essere responsabili, in questo periodo, significa anche ammettere le colpe di cittadini e alcuni esercenti, che durante l’estate hanno abbassato troppo il livello di guardia, lasciando campo libero ad un virus pronto a tornare prepotentemente all’attacco. Troppe regole non rispettate e un insieme di comportamenti poco consoni al momento che il mondo intero sta vivendo.

Se vogliamo davvero che tutto vada bene, per citare un refrain tanto utilizzato durante i primi mesi di pandemia, c’è bisogno della collaborazione e la responsabilità di ognuno, perché questo periodo passi, in attesa che la comunità scientifica appronti un vaccino in grado di contrastare l’azione del virus.
È giusto pensare all’economia e alle problematiche sociali, ma non dimentichiamo quanto la salute pubblica sia un pilastro fondamentale della società. Bisogna, piuttosto, spingere affinché la sanità pubblica venga rafforzata, ampliando l’offerta ospedaliera sui territori e le regioni abbiano più cura di agire in questa direzione, più che pensare a polemizzare in maniera poco utile sulle decisioni del governo centrale.

La condotta di UNOeTRE.it, da tenere, quale organo d’informazione, durante questa seconda ondata del contagio da Covid continuerà ad essere proprio questa qui annunciata e descritta: scindersi nettamente da ogni piacionismo opportunista. I nostri riferimenti saranno solo quelli Istituzionali, DPCM, Comitato Tecnico Scientifico Coronavirus* e Istituto superiore di Sanità.
Non si tratta di limitare la nostra libertà di giudizio e di autonoma valutazione, ma dobbiamo rimarcare quale è la linea ufficiale del giornale e indicarla chiaramente pur continuando ad ospitare e pubblicare libere opinioni rendendone evidente la differenza dalla nostra linea.
Chi si assume la responsabilità di un aggravamento della situazione per non aver agito con la necessaria fermezza per aiutare il rispetto delle disposizioni?
Possiamo sbagliare, ma la maggioranza delle persone chiede misure che contengano l’ascesa del contagio e propende per una loro ulteriore severità, non il contrario. Questo mi fa pensare che non si possono avere posizioni interpretabili fino all’ambiguità. Bisogna che anche noi operiamo perché tutti si rendano conto dei morti che ogni giorno i bollettini sfornano.

Di Covid 19 si muore e si muore in mezzo a sofferenze terribili.
Abbiamo alcune convinzioni e ad esse abbiamo dedicato la nostra ultima riunione di Redazione (online) il 2 novembre scorso: Il nostro nemico è il Covid 19, non le istituzioni repubblicane che in ogni caso devono continuare a raccogliere la domanda di paura e preoccupazione che viene dai cittadini.
Se approfondiamo il DPCM e le altre disposizioni nazionali alla luce delle giuste richieste, non è poi così sbagliato e sicuramente potrà essere soggetto a interventi migliorativi. Certamente. Da conquistare con presenza e partecipazione, senza alcuna violenza.
In ogni caso sono queste morti inaccettabili, non la dolorosa chiusura di attività per ridurre la circolazione umana su cui viaggia il contagio che quei poveri morti produce.

 

 

*Il il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) è stato istituito il 5 febbraio 2020, con Decreto del Capo Dipartimento della Protezione civile n. 371, con competenza di consulenza e supporto alle attività di coordinamento per il superamento dell’emergenza epidemiologica dovuta alla diffusione del Coronavirus.
 
aggiornato il 6 novembre 2020 07:45:00

 

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