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La Tv nella stagione del coronavirus

La TV di Stefano Balassone

rai mediasetNell’Italia in quarantena, come un’immensa nave da crociera ferma in porto, molta più gente del solito se ne sta chiusa in cabina a guardarsi la televisione. Perché si rifugge da situazioni che non distanzino i corpi quanto necessario (si era cominciato a suggerire il “mezzo metro” e ora siamo arrivati a “due”, nella stagione più casta di cui il Paese tratterrà memoria). In compenso s’affollano le case (lì, almeno, il virus resta fra parenti), i ragazzi rifuggono dalla movida, e così i clienti dai ristoranti, gli spettatori dai cinema, le massaie dai mercati e le famigliole dai centri commerciali. Ecco perché gli spettatori del giorno televisivo e, in quantità più modica, quelli della sera, sono tornati ai livelli abituali dei primi anni ’90, quando non per caso gli spettatori issarono al Governo il proprietario delle telenovelas e del Gabibbo.

Proprio nel 1990, per coincidenza, nacque la Pretty Woman che da allora è passata varie volte in TV e a cui Rai 1, orbata dello stadio, ha chiesto soccorso ancora mercoledì sera, mentre altrove fioccavano le nuove circa il decreto del governo e l’immediata chiusura delle scuole.

Superando qualche imbarazzo per via della professione della nostra Julia Roberts entro il film suddetto, la Rai potrebbe accenderle più di un cero perché è stata capace tutta sola di radunare quasi quattro milioni di spettatori. A conferma che quel film allunga radici robuste nelle emozioni basiche grazie allo schema antico del Principe Azzurro che salva e impalma le Cenerentole di tutto il mondo. Replicata mille volte, ma ecco la sorpresa: mentre gli adulti si sono un po’ sottratti, i più giovani (dagli otto ai 34 anni) hanno ampiamente compensato perché per loro si è trattato, probabilmente, di una scoperta. Meno chiaro è come mai ciò sia avvenuto non dovunque, ma solo nelle regioni meno colpite dal coronavirus. Un mistero su cui pensare, mentre si è fatto chiaro il perché del vedersi la tv: se ti è vietato altro.

La Repubblica, Onda su onda, 6 marzo 2020

Dati Studio Frasi

 

 

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