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Frosinone, "l'A è la sua dimensione", dice Stellone

GonzaloHiguain Fr Na mag2016 350 260di Armando Mirabella - Zappino non manca mai gli appuntamenti con la storia. Degli altri. Se è a lui che nell'ottobre 2006 Alessandro Del Piero realizza il suo duecentesimo goal, non poteva che toccare al portiere gialloazzurro raccogliere dalla propria porta il trantaseiesimo centro in una sola stagione di Gonzalo Higuain. Record, anzi di più: storia. Dopo 66 anni, infatti, vengono superate le 35 marcature nel campionato di massima serie detenuto fino a ieri dal mito rossonero Gunnar Nordhal. Lì dove non sono riusciti Van Basten, Maradona, Platini, Zico, Riva e Meazza è riuscito questo straordinario campione figlio d'arte due volte: padre difensore e madre pittrice.
Questo evento che riscrive gli almanacchi del calcio italiano, fa scivolare in secondo piano una partita in cui l'altro dato che salta agli occhi è, ancora una volta, la straordinaria capacità di sbagliare tutto il possibile ai danni della squadra di Stellone da parte dell'arbitro. In un match tranquillo, l'ineffabile Celi, espelle al minuto 13 Mirko Gori, reo, forse, di qualche parola di troppo nei suoi confronti. In un campionato in cui i VIP che lo giocano sono sistematicamente tollerati con la propria mano alzata a mimare il vaffa rivolto proprio all'arbitro, per il giovane tecchienese del piccolo Frosinone non c'è pietà. Ovviamente, poi, la serata è troppo importante per far fischiare a Celi il fuorigioco netto grazie al quale Higuain realizza la marcatura che fa eguagliare il record del pompierone svedese. Un altro grano al rosario di decisioni avverse al Frosinone di quest'anno.
Ma accanto a quanto accaduto in campo gravi una serie di episodi verificatisi fuori dallo stadio con i 500 sostenitori canarini costretti a dover lasciare sui bus le proprie cinture dei pantaloni e, nonostante la (a questo punto inutile) tessera del tifoso, fotografati con un documento in mano davanti ai pullman. Sessantenni comprese. Un trattamento che ha fatto comparire la macchia gialloazzura sugli spalti del San Paolo a partita iniziata e ad espulsione consumata. Questo alla migliore tifoseria d'Europa, incensata dai media di tutto lo stivale da almeno un mese.

Una prova orgogliosa della banda Stellone

Tifoseria che, però, ha assistito ad una prova orgogliosa della banda Stellone che ha tenuto testa per quasi tutto il primo tempo al Napoli che si giocava a distanza la Champions con la Roma impegnata nella passeggiata di San Siro contro quel che resta del Milan.
Difesa della legapro con Russo e Blanchard centrali, Crivello e Matteo Ciofani i laterali. A centrocampo Gori era affiancato da Sammarco, Frara e Kragl. In avanti i generosissimi Ciofani e Dionisi.
Il tema tattico della primo tempo è molto semplice: grande possesso palla del Napoli che si rende pericoloso con la traversa di Insigne al minuto 19 e le grandi parate di Zappino ai minuti 18, 32 e 33 su Callejon e Frosinone sempre pronto a ripartire in contropiede. Higuain alla ricerca del record è servito sistematicamente dai compagni. Ma è capitan Hamsik a sbloccarla al minuto 43. Goulam la mette forte in mezzo, il Pipita si lancia sul pallone, il solito rimpallo sfortunato a danno del Frosinone e lo slovacco supera con questa marcatura quelle segnate a Napoli da Maradona (!).
Secondo tempo con tutta la potenza di fuoco del Napoli su Higuain che non delude: al settimo minuto, è puntuale su di un inserimento profondo del robot Allan. Al 17.mo goal in fuorigioco. Meriterebbe la rete il Frosinone, ma come al solito la dea bendata guarda da una altra parte sulla punizione di Kragl che, da 20 metri, centra l'incrocio dei pali.
Ma è il minuto 71 quello in cui l'argentino Gonzalo Higuain fa impazzire la città più sud americana del mondo fuori del Sud America: con una mezza girata al volo fa secco Zappino, mettendo la palla sotto la traversa. Ultima occasione da goal per Daniel Ciofani che all'ottantunesimo trova pronto Reina a respingere e sulla ribattuta spara alto un pallone difficile.
Il Frosinone, seppure condizionato dalle decisioni di Celi, gioca la sua partita senza timori, dimostrando, anche in questa occasione, di non essere stato un intruso in questa Seria A. Che è ormai la sua dimensione, per società, squadra e tifo. E' lì che, secondo il proprio grande condottiero Roberto Stellone, tornerà al massimo in un paio d'anni.

 
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