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Rita Superbi, un vulcano di energia

Seren…dipità. L’arte trovata per caso

RitaSuperbi 390 mindi Serena Galella - La rubrica si compone ogni volta di esperienze artistiche e di vita legate anche alla mia storia. Una storia dal basso, fatta di tanti incontri che voglio condividere in questa rubrica. Per sfatare ogni pregiudizio sull’arte in generale e sull’arte di strada in particolare, dove in tanti si sono misurati, anche solo per un breve periodo della loro carriera. Arte “fatta a mano” con professionalità e dedizione, passione, amore e tutto quello che serve per avere un buon risultato e arrivare a tanti. Nessun artista vanta la visibilità della strada, dove amiamo incontrarci.
Ve lo dico con le parole di un grande come il Signor G., il sempre attuale Giorgio Gaber «C'è solo la strada su cui puoi contare, la strada è l'unica salvezza. C'è solo la voglia e il bisogno di uscire, di esporsi nella strada e nella piazza, perché il giudizio universale non passa per le case, le case dove noi ci nascondiamo. Bisogna ritornare nella strada, nella strada per conoscere chi siamo». (In fondo foto a corredo)

 

In questa occasione propongo un’intervista con…

Rita Superbi, un vulcano di energia*.

Ho conosciuto Rita nel lontano 1992, anno fortunato per me che dopo anni ho ripreso a fare teatro. Frequentando un corso presso l’Abraxa Teatro di Roma, a Villa Flora, sono stata “intercettata” e invitata a partecipare ad una selezione di attori. Uno dei compiti principali fu costruirsi un paio di trampoli, cosa che ho fatto durante il fine settimana successivo. Tanta la voglia di riprendere a fare teatro che sono stata la prima a presentarmi a Villa Flora con il mio metro di trampoli in ramino e nell’alzarmi, senza la giusta tecnica, anche la prima a cadere. Terrore. Nella settimana successiva facevo un passo avanti e due indietro come i gamberi! Rita si accorse del mio terrore e mi aiutò.

Da allora resta una delle mie maestre, non solo per questo. Assunta in compagnia, ho dimenticato di avere un metro sotto i piedi al momento in cui mi sono trovata a interpretare i personaggi degli spettacoli e subito ho creato il mio primo spettacolo da solista, che facevo in Piazza ogni domenica libera, anche per sopravvivere. Anche lì, è intervenuta Rita… ma questa è un’altra storia.
Definire Rita Superbi vulcanica è appropriato, anche per il suo amore per il Giappone. Rita è un’attrice, musicista (suona il trombone), una percussionista di una particolare tecnica, quella giapponese, denominata Taiko. Una tecnica che coinvolge tutto il corpo e che lei ha contribuito a far conoscere in Italia e non solo. E’ una maestra, porta ovunque la sua arte e come tanti artisti, abituati ad usare le mani, è un’artigiana. Potrei proseguire all’infinito, ma preferisco sia lei a raccontare di sé e di come sta vivendo in questo momento difficile e duro per tutti gli artisti, in tutti i campi della cultura. Specie per quelli indipendenti.

Ho posto alcune domande a Rita, la prima è stata:

Cosa stai facendo in questo momento particolare?

«La prima cosa che ho fatto dopo essermi ripresa da shock e pigrizia iniziali (sono fasi che ho dovuto passare e con cui mi sono dovuta confrontare) è stato costruirmi un mio allenamento casalingo quotidiano per mantenere forti corpo e spirito. Poi mi sono state proposte alcune lezioni di ritmo online per alcuni ragazzi australiani che ho fatto combattendo ogni volta con il rifiuto di insegnare davanti ad uno schermo, dove i tempi sono sfasati e spesso non in sincro. Contemporaneamente mi è arrivata la richiesta di proporre un ritmo, sempre in body percussion per un progetto con dei ragazzi rumeni che avrebbero dovuto cantare  una canzone di Michael Jackson. Questa esperienza è stata più divertente perchè ho proposto un ritmo e inviato un tutorial con il quale hanno realizzato un video molto bello.

Poi è arrivata la richiesta di una nuova radio, “RadioAttiva”, nata proprio in questo periodo di quarantena e ideata e condotta da insegnanti e genitori di due scuole molto particolari e innovative quali “L’Asilo nel Bosco” (asilo appunto) e “La Piccola Polis” (elementari e medie).
Il mio contributo consiste nel leggere storie varie, da quelle zen a storie comiche, da quelle poetiche a quelle demenziali, anche scritte da me.

E’ una radio fatta molto bene, dove si parla di bellezza e “inietta” positività. In genere trasmette ogni giovedì e domenica alle 10,30 ma sta pian piano ingrandendosi. Altamente consigliata, quasi come una medicina salvavita.»

Dal link che segue si può asoltare "RadioAttiva"

Link radio: https://soundcloud.com/user-52864950/sets/radiattiva

 

Ma per la sopravvivenza economica come ti stai muovendo? Hai ricevuto il sussidio governativo?

«Per il momento ho solo ricevuto il Bonus Spesa. Dei 600 euro ancora non so niente, ma non credo mi arriveranno, ho accumulato solo 28 giornate lavorative nel 2019 e non sono arrivata alle 30 richieste. Sto cercando di farmi dare i soldi almeno degli spettacoli fatti che, come tutti gli artisti sanno, arrivano sempre “a babbo morto».

Rita, se non erro, hai sempre lavorato anche come artigiana, in questo momento stai producendo?

«Ho iniziato a lavorare il cuoio negli anni’70 quando andavo al liceo vendendo le mie borse anche ai professori (!) così già mi stavo creando la mia indipendenza economica dalla famiglia. Poi è arrivato il teatro, ma ho continuato a fare artigianato (alternando lavori con il cuoio, con la stoffa, con la lana o di bigiotteria) perché già allora il teatro non dava sicurezze economiche.
Non ho mai smesso, pur diventando una professionista dello spettacolo, perché saper lavorare con le mani è qualcosa che mi permetterà sempre di cavarmela oltre al fatto che mi piace.

L’anno scorso ero a fare uno dei progetti artistici nelle comunità in Malesia quando in un negozio di prodotti eco-bio ho visto qualcosa che mi ha ispirato a creare dei lunch kit da viaggio fatti con materiale di riciclo (dal feltro, alle stoffe che i sarti indiani di Little India a Kuala Lumpur avrebbero buttato) per iniziare a smettere di usare non solo piatti, bicchieri e posate di plastica ma anche quelli compostabili perché il discorso è quello di smettere di comprare, quando non è veramente necessario.
E ora li sto vendendo a chi è sensibile all’argomento.»

Ricordo che sei tra gli artisti che hanno lavorato nel teatro di Ostia, uno spazio occupato, con laboratori, tante attività. Mi racconti la tua esperienza in un luogo così difficile e in una città come Roma?

«Sì, in passato ho partecipato all’occupazione dell’ex cinema della colonia Vittorio Emanuele di Ostia e proponevamo spettacoli, laboratori, incontri, scambi di lavoro anche con artisti internazionali come Julia Varley dell’Odin Teatret, Tapa Sudana attore di Peter Brook, etc.
Dopo molte vicissitudini, successivamente, è nato il Teatro del Lido, ora ufficiale e unico teatro in Europa dove, invece di un direttore artistico famoso, c’è un comitato artistico con i vari responsabili per il teatro, la danza, la musica, le arti figurative e il territorio. Quest’ultimo infatti è molto importante perché mentre molti teatri di Roma si svuotavano, il TDL ha sempre avuto una vasta partecipazione da parte anche e soprattutto degli abitanti di Ostia. E questo per sottolineare quanto il Teatro sia un bisogno importante e non così secondario come lo vogliono far passare.»

Video del Taiko Trio https://youtu.be/pwdviTbes10

 

Ultima cosa, il tuo gruppo “Taiko”, in questo momento?

«Il gruppo professionista che è il Taiko Trio, composto da Catia Castagna (tra l’altro una delle conduttrici e ideatrici di “RadioAttiva”), Marilena Bisceglia e la sottoscritta, in questo momento chiaramente è fermo ma siamo in uno standby creativo ognuna a modo suo.
Anche con il gruppo delle mie allieve ho dovuto fermare tutto ma ci sentiamo e proponiamo a raffica, pronte a incontrarci di nuovo.»

 

Video Taiko

 

Body percussion di Rita per un progetto durante la quarantena https://youtu.be/AliTY3lHAoY

*Rita Superbi, vive a Roma e inizia la professione di attrice nel 1979. Nel 1988 si reca in Giappone per studiare la tecnica del taiko, il tamburo giapponese. Tornata in Italia crea il primo gruppo italiano di taiko. Attualmente lavora in Italia e all'estero proponendo spettacoli e laboratori sia teatrali, sia sul ritmo diviso tra taiko e body percussion, che portando il proprio lavoro anche nelle comunità, in situazioni di disagio e lavorando con anziani con Parkinson.

 Pubblicato anche su Ciesse Magazine il 10 maggio 2020  (https://sardinecreative.wordpress.com/)

 

Foto a corredo dell'articolo, clicca qui

 

 

 

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