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Musica, Teatro, Amore

Aleksandar Caric’ detto Zar, l’uomo che fa suonare anche il cuore

ZAR grande 390 minChi mi conosce sa chi è Zar, per me e nella mia vita. Zar è stato il mio compagno nella vita e nello spettacolo, più nello spettacolo che nella vita, ma… ha alcuni primati.
E’ l’unico uomo con il quale ho convissuto, è l’unico che è riuscito a suonare con me, con il quale ho affrontato il pubblico nella veste di “suonatrice di concertina” (non me la sento di dire musicista), è l’unico che mi ha sopportata come partner artistica per circa 17 anni. Direi che si è conquistata tutta la mia stima, da tanto tempo e resta una delle persone più care nella mia vita. Un incontro di anime dal primo momento che rende indissolubile questo legame tra fratelli putativi.

Detto questo, come premessa dovuta, vi racconto chi è Zar e vi invito a vedere la videointervista che gli ho fatto durante la quarantena, motivo di questo articolo. Il link è a fondo pagina.
Questa, però, è una storia lunga e la propongo in tre capitoli, questo è solo il primo e l'ultimo coinciderà con il giorno del compleanno il 31 Agosto.

Tatamata Teatro di Serena e Zar LUomo Orchestra e la Ballerina e Clotilde 1000 min

Capitolo I - La Storia

Aleksandar Caric’ è fuggito dal suo paese nel 1991, la Jugoslavia, in pieno conflitto. Di fatto disertore, senza mai essersi dichiarato tale, è arrivato rocambolescamente in Calabria, presso la residenza dell’artista Nik Spatari in piena Locride. Praticamente è fuggito da una guerra e si è trovato, inconsapevolmente, in un’altra.

Per più di un anno è stato ospite e apprendista, richiamato nel Museo di Santa Barbara a Mammola da Nik in qualità di artista, aveva vinto il concorso internazionale nel 1988. Nik e Hiske, ogni anno organizzavano un concorso internazionale di giovani artisti e le opere selezionate venivano realizzate ed esposte nella casa-museo che domina quel tratto di strada, detta Ionica, che unisce le due coste calabre. La coppia, dopo aver lavorato e vissuto a Milano, si era stabilita in Calabria per realizzare il progetto artistico della casa/giardino d’arte e riprendere il restauro del vecchio rudere che si trovava sui terreni acquistati da Nik Spatari, la chiesa paleocristiana di Santa Barbara.
Avevano ricevuto un contributo per la realizzazione del Museo, del quale la “Locride” voleva la sua parte.

 

Zar, fuggito dalla guerra nel suo paese, senza documenti “regolari”, era tollerato dalla polizia e dai carabinieri locali che conoscevano la situazione di Nik, non udente, e lo ritenevano più al sicuro con un giovane collaboratore presso la sua residenza. Conoscevano anche il perché della fuga di Aleksandar, non lo fermavano, o chiudevano un occhio.Aleksandar Caric Zar a Santa Barbara Mammola Calabria 1991 min
L’estate successiva al suo arrivo in Italia, si imbatte in piazza con la compagnia teatrale nata dall’occupazione dell’università “La Sapienza” del 1990, “La Pantera”. Il gruppo “’90 Teatro Movimento” era capitanato da Nino Racco regista e contastorie che propose al gruppo di scendere in Calabria a sperimentare la forma più antica dei teatranti: il teatro di strada, l’arte dei saltimbanchi.

Zar, che nel frattempo aveva imparato miracolosamente a parlare italiano (“ascoltavo sempre radio tre e mi registravo le cassette”), incontra la compagnia e ne rimane folgorato, non solo dalla compagnia...

In Jugoslavia non aveva lasciato solo i suoi affetti ma la sua vita, i suoi amici, la sua donna. I componenti di “Cirko della Primavera”, il suo gruppo musicale, fuggirono ognuno in un diverso paese europeo, separandosi forzatamente, rincorrendo sogni e destino. Alcuni non ci sono più. L’unico che non ha mai smesso di fare arte, musica e non cercare un lavoro che non fosse quello di artista, esattamente come faceva nella sua vita precedente, è stato Zar. La sua forza e salvezza.

“Cirko della Primavera” suonava e creava quelli che oggi chiameremmo “eventi” proponendo performance di musica improvvisata. Zar era poeta, partecipava a reading in tutta la Jugoslavia, artista plastico, studiava all’università Lingue e lavorava in una libreria. Organizzatore di concerti e musicista improvvisatore, sin dagli esordi quando ha cominciato a sperimentare suoni di oggetti e non solo di strumenti convenzionali. Rimane alla storia il concerto, di 12 ore, per vasi di terracotta e mille altri strumenti, durante il solstizio d'estate, in una piazza al centro di Novi Sad.Cirko della Primavera Novi Sad 400 min

Esploso il conflitto la sua vita si interrompe bruscamente, come quella di tanti. Decide che non prenderà la cartolina che lo richiama al fronte e scrive a Nik, gli chiede una lettera, un invito, qualcosa da presentare all’entrata a Bari.
Quella guerra vicino casa ci lasciava tutti sgomenti e le autorità lasciavano entrare i profughi, anche le leggi non erano quelle di oggi, ma era l’umanità che era differente. Zar si nasconde per raggiungere Bar, in Montenegro, per arrivare via mare in Italia, non ritirerà mai quella cartolina. In questo viaggio dell'assurdo lo accompagna il padre. Porta con sé la sua Diane con tutto quello che può, ma neanche la chitarra.
Nik e sua moglie Hiske lo accolgono a braccia aperte, gli danno dove dormire, 100 mila lire al mese per le spese personali e il resto è in casa. Altri tempi.

 

Serena Galella intervista Zar - Video

 

 

 

Visita il Museo di Nik Spatari, clicca sul link: https://www.musaba.org/

 

 

 

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