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Amore e denaro vanno poco d’accordo

Il ladro: Black-out Primo episodio

botero il ladro 350 mindi Loredana Ferri - “Le candele si consumarono e si spensero, io mi sentii prendere da un’infinita stanchezza e da un gran sonno e mi allontanai in cerca di un posto, dove potessi coricarmi e dormire…”. Questa è una frase tratta dal libro di Hermann Hesse dal titolo “Il pellegrinaggio in Oriente”. L’ho presa in prestito per scrivere una storia completamente diversa.

Signor maresciallo, quel gran sonno era dovuto a qualche bicchiere di troppo. Se non avessi bevuto, non credo avrei avuto il coraggio di fare quello che ho fatto! Volevo uscire da quell’appartamento il più presto possibile. Per non svegliare i condomini mi tolsi le scarpe e scesi le scale in punta di piedi.

La fortuna volle che il portone fosse aperto. Uscii, ritrovandomi sul marciapiede della strada principale. Anche i lampioni erano spenti. Tutto il quartiere improvvisamente si trovò al buio, avvolto in un silenzio surreale, quel silenzio si sente solo dopo un’abbondante nevicata. C’era la luna piena e le stelle brillavano come miliardi di lampadine. Nonostante la mia mole appesantita m’incamminai velocemente. L’autobus dell’ultima corsa con dentro solo il conducente mi passò accanto, illuminando i miei passi. Mi tirai su il bavero della giacca e mi portai la mano davanti alla faccia. Avrei potuto attraversare e mi sarei trovato di fronte il mio condominio, salire e chiudere la mia porta dietro di me. Non lo feci. Era troppo rischioso, sicuramente avrei incontrato qualche vicino di casa. Vagai per la città. Aspettavo alba, anzi il pomeriggio. Solo al quel punto potevo sentirmi al sicuro. E tornare finalmente a casa.

L’aria fredda cominciava a svegliare la mia coscienza e questo non mi piaceva.
Mi misi le mani in tasca e strinsi forte le banconote che avevo rubato. Pensai che con quelle, non sarei andato neanche un giorno al mare con i miei figli. Bel padre che sono! E tutta colpa della mia ex moglie che continua a chiedermi soldi e soldi… con quello che guadagno! Ci siamo lasciati perché diceva che la picchiavo. Bugiarda… erano solo piccoli schiaffi! Se le meritava, mi tradiva.

Comunque io non sono un ladro, come quelli che si sentono alla Tv. Quelli che sparano e si drogano e ammazzano. Io non sono un ladro… io… la mia religione lo dice chiaro: non rubare. Giuro che è l’ultima volta che lo faccio. È andata così. “La vecchia” è un anno che la osservo dalla mia finestra. Come tutte le sere dopo cena gioca al solitario. Di colpo come tutti nel quartiere si è trovata al buio. Si diresse appoggiandosi a una sedia e un mobile, dove teneva le candele e i fiammiferi. Le accese sistemandole sul tavolo e si rimise nuovamente a giocare a carte. Mi sono detto: «Adesso o mai più». Ho bevuto due grossi bicchieri in un sol fiato di vodka e sono sceso in fretta dalle scale del mio condominio. Il suo portone era aperto. Giunto davanti alla sua porta ho inserito un coltellino affilato nella serratura. È stato facile, la porta si è aperta subito non era di quelle blindate. Lei era lì, intenta, su quelle carte non si accorse della mia presenza. Attorniata da tutte quelle candele, le rughe del suo viso mi apparvero ancora più profonde. In quel preciso momento lei… diventò il mio nemico. Afferrai il suo bastone e la colpii dietro la nuca. Mi avvicinai al cassetto, dove teneva i soldi mettendomeli in tasca. Mentre in un sacco, misi le quattro cose che mi sembravano preziose. A quel punto le candele si fecero basse e si spensero. Per via della tensione accumulata, le forze incominciavano ad abbandonarmi. Non vedevo l’ora di tornare a casa e andare a dormire e dimenticare tutto quello che avevo fatto. È così che sono andati i fatti mi creda signor maresciallo è tutta colpa del black-out. A proposito… la vecchia… sta bene?

Il quadro in alto è del pittore e scultore colombiano Ferdinando Botero intitolato: Il ladro. Le sue tele sono famose per le forme fisiche esageratamente tonde. Pur rimanendo, un vero ladro Botero, lo fa sembrare tenero, goffo e simpatico.

 

Per fortuna che c’e`… “Un posto al sole”.

botero famiglia 350 minLui, il ladro, ha raccontato la sua versione al maresciallo; ma come sono andati realmente i fatti, lo so solo io…

I giornalisti spesero solo due righe sulla povera vittima. Mentre per il ladro, furono scritte pagine di quanto fosse abile a raccontare bugie e clamorose fughe da ogni carcere e altre vicende della sua vita da delinquente. La sua vittima, il ladro la chiamava “la vecchia” ma, il suo nome era Elsa ed era una casalinga. Si pensa che la vita di una casalinga sia noiosa, ripetitiva, poco creativa ecc…ecc. Si sbagliano! Elsa mise al mondo tanti figli quante le dita delle sue mani e annodava tutte le mattine la cravatta al marito prima di recarsi al lavoro. Adorava preparare per loro cibi fantasiosi per accontentare tutti i palati. Mentre lavava i piatti o stirava inventava storielle ai suoi bambini e quando le capitava di stare in casa da sola, direi molto raramente, scriveva poesie d’amore; ma questo rimase per sempre un segreto per tutti. Questo, fece Elsa per tutta la sua vita e non si sentiva una casalinga disperata, anche perché, non aveva il tempo per sentirsi tale. Tutto questo nel nome dell’amore, uno stipendio sarebbe stato ridicolo!?

Amore e denaro vanno poco d’accordo. Poi… in un giorno non preciso, i figli uscirono dall’uscio di casa, il marito pochi anni dopo morì lasciandole in eredità le cravatte dentro il cassetto e una misera pensione. All’inizio fu dura, poi insieme a una sua amica, decisero di iscriversi al centro anziani del quartiere. Pur rimanendo sempre una casalinga, perché una casalinga rimane casalinga fino alla fine dei suoi giorni, era pronta a iniziare una seconda vita. Elsa prese l’iniziativa come un premio, per quella vita fatta di sacrifici e rinunce. Lì, al centro anziani organizzavano feste danzanti, pranzi per compleanni centenari e tornei di burraco. Insomma, una vera pacchia. Si sentiva come Pinocchio nel paese dei balocchi. Era ringiovanita quasi a dimenticare la sua prima vita. Una sera, mentre danzava un tango con un arzillo coetaneo, cadde e così dovette lasciare la sua seconda vita e tornare per un po’ tra le pareti domestiche. Passò dal burraco al solitario. Il destino però, gli volle presentare una terza vita ed è qui che, arrivai io! Come tutte le mattine Elsa si alzò presto. Aprì le serrande e la finestra.

Nemmeno se ne accorse, quando in un lampo entrai. So già che voi avreste voluto che fosse entrato un povero uccellino intirizzito dal freddo ma, che ci posso fare se sono… un pappagallo! Subito si spaventò. E chi non lo sarebbe? Cercò in tutti i modi di cacciarmi con il bastone ed io per sfuggirle andai a “appollaiarmi” su l’armadio più alto della casa. A quell’inseguimento a un certo punto Elsa si arrese. Pensò che, in fondo, gli avrei fatto compagnia in quel periodo di solitudine. L’anziana donna non sapeva che io ero il pappagallo del ladro. Ero scappato da lui perché era un pessimo padrone.

Aveva rubato dai diamanti e per non farli trovare dal suo capo, me li fece ingoiare. Mi ritenni fortunato quella mattina ad averBotero tango 350 min trovato la finestra aperta di Elsa e con lei, rimasi gli ultimi tre giorni della sua vita. Come fossi il suo prete confessore, mi raccontò con la gioia negli occhi di quando incontrò la prima volta il marito e s’illuminarono, quando parlò dei figli e ancor di più… del centro anziani. Improvvisamente, quegli occhi prima gioiosi e luminosi divennero tristi. Sapeva in cuor suo che alla fine, i figli l’avrebbero sistemata in un ricovero. Per uscire in quel momento di angoscia cercava di farmi parlare.

Mi diceva: E L S A, di… E L S A, scandendo tutte le parole. Avrei voluto imparare ma, non ne ho avuto il tempo. Le uniche parole che sapevo dire erano imprecazioni varie! Il ladro mi aveva insegnato solo questa lingua e poi, vicino a una signora non mi sarei mai permesso! Ma veniamo al dunque, a quella brutta sera del black out. Il ladro, mi aveva visto dalla sua finestra svolazzare dentro l’appartamento di Elsa ed è per questo, che aveva deciso di venirmi a prendere. Io per lui, ero troppo prezioso! Elsa non guardava i notiziari perché sosteneva che alcune immagini erano troppo violente. Mi diceva:
«Per fortuna che c’e` “Un posto al sole” quelli si che mi fanno stare serena!».

Mancavano pochi minuti all’inizio della sua sop opera quando la luce se ne andò. Lui nel frattempo s’intrufolò nella sua casa. Elsa cercò in tutti i modi di difendermi. Purtroppo non ci riuscì, quel maledetto fu più veloce avventandosi su di lei. Approfittai della porta socchiusa e con un colpo d’ali presi con me l’anima di Elsa e rifuggii lontano con lei. Questa…signori miei è la vera versione dei fatti! E che non si dica più che, la vita di una casalinga sia noiosa e poco creativa!

Entrambe le opere sono di Ferdinando Botero: Famiglia e Tango.

 

 

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