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"Castel Sindici, un bene di tutti"

  • Scritto da  Maurizio Cerroni

 L'acquisto all'asta di Castel Sindici

Ceccano Castel Sindici 390 mindi Maurizio Cerroni - Con grande piacere, ho visto numerosi lettori interessati a molti dei ricordi delle vicende politiche e amministrative dei decenni passati della città di Ceccano. Il dibattito suscitato, gli apprezzamenti, le critiche, le curiosità, le notizie riportate, hanno contribuito ad alimentare un vivace confronto delle idee, che ritengo essere estremamente positivo. In tal senso, segnalo in particolare l'intervento del direttore della testata di unoetre.it, Ignazio Mazzoli, e quello di Angelino Loffredi, già Sindaco di Ceccano. Rispetto ai miei articoli, sono arrivati apprezzamenti e numerosi stimoli a scavare di più nella botte dei ricordi, per provare ad attualizzare il pensiero con proposte che potessero sollecitare la politica e la partecipazione di tanti. Con la consapevolezza di essere un uomo di parte, e di aver servito per molti anni le istituzioni, ho compiuto uno sforzo di obiettività sulle tante cose del passato. Sul presente ho detto e dirò quello che penso. Approfitto nuovamente per ringraziare la redazione di unoetre.it, fiducioso che questo tipo di notizie possono trovare interesse tra i lettori.

Voglio ora parlare di Castel Sindici. L'amministrazione comunale, nel 2001, ha acquistato all'asta Castel Sindici e il parco annesso: da quel momento i nuovi proprietari del bene sono diventati tutti i cittadini di Ceccano. In una sera di quell’anno mi recai a Como, accompagnato dall’allora segretario Comunale, Luciano Guidotti, e dall’Assessore Pietro Masi. La mattina seguente al nostro arrivo nella città di Alessandro Volta, accompagnati dalla bellezza del lago di Como, ci eravamo recati presso il tribunale per rispondere all'asta pubblica inerente l'acquisto del Castel Sindici. Per il sottoscritto, era la seconda esperienza che facevo rispetto a questa materia; infatti, nel 1998 c'era stato l'acquisto del Castello dei Conti da parte del Comune di Ceccano, di cui mi ero interessato insieme all'amministrazione comunale. Al tribunale, la sorpresa che ci accolse quel giorno fu quella di trovare un gruppo di persone, una cordata di imprenditori tra cui era presente qualche ceccanese, intenzionato all'acquisto dell'antico maniero. Eppure, non ci siamo fatti intimorire dall’inaspettata concorrenza presente all’asta. Inoltre, dalla mia parte c'era la volontà espressa del consiglio comunale per l'acquisto del bene. L’asta era pubblica, aperta a tutti e con vendita all’incanto (cioè con offerte a rilancio). L'asta ebbe inizio appena effettuate tutte le pratiche burocratiche.

L'asta venne rilanciata due volte ma, vista la forte determinazione mostrata da parte dell'amministrazione comunale di Ceccano per l'acquisto, gli altri pretendenti al bene decisero di abbandonare il campo. Così, venne battuta l'asta con la ripetizione a voce alta, per tre volte, del valore del patrimonio immobiliare seguita dal colpo di martello con la voce del giudice ad annunciare: "visto l'offerta, il Castel Sindici viene assegnato al Comune di Ceccano". Il valore d'acquisto del Castel Sindici all'asta, per il fallimento di 'Ambra assicurazioni', al tribunale di Como, nel 2001, fu di 750 milioni di lire, circa 387.000 euro, pari al costo di una bifamiliare ad uso residenziale sul mercato immobiliare ceccanese. Con l'acquisto, era incluso l'intero parco del Castello, 6500 m² di una grande bellezza nel cuore della città. Castel Sindici è un'elegante dimora del XIX secolo in stile neogotico e pare che il progetto sia stato commissionato da Stanislao Sindici al conte Giuseppe Sacconi (1854-1905), architetto famoso per aver collaborato alla progettazione del Vittoriano. Nel 1928, la Soprintendenza ai Monumenti del Lazio decise di sottoporre a vincolo naturalistico ambientale la tenuta di Castel Sindici e l'area attigua al castello venne dichiarata "di notevole interesse pubblico ai sensi della legge 11 giugno 1922, n. 778”. Dunque, nello stesso anno, la tenuta di Castel Sindici venne dichiarata, per la sua bellezza e per la sua storia, zona di Interesse Artistico Nazionale.

L'edificio, sede di residenza della famiglia Sindici, era stato anche un importante luogo di produzione e conservazione per il vino. Qui, difatti, veniva prodotto il celebre vino “Castel Sindici”, paragonato al bianco di Frascati e, certamente, anche un vino rosso cabernet - grazie ai vitigni coltivati tra i tanti colli Ceccanesi; a testimonianza di ciò, ancora oggi è possibile ammirare due grandi botti in ceramica incastonate tra le mura della cantina del castello. Tra i vini pregiati prodotti nelle cantine del di Castel Sindici, il vino "Castel Sindici", venduto in Italia e all'estero, fu vincitore di numerosi premi, fu menzionato tra i vini pregiati del Lazio nella prima edizione del 1931 della "Guida Gastronomica d'Italia" del Touring Club Italiano, e venne esposto tra i vini del padiglione italiano dell'EXPO Mondiale del 1935 a Bruxelles. Questo aspetto della produzione di vino, bianco e rosso, con vitigni autoctoni, meriterebbe un approfondimento da parte dell'istituto agrario. Forse, nelle ex proprietà di Sindici e nelle coltivazione di vitigno tra le colline ceccanesi, si potrebbe andare a ricercare il vecchio vitigno madre, che, se venisse prodotto con il logo della storica etichetta del vino, potrebbe portare a una possibile rivalutazione del prodotto. Difatti, in zone non lontane ci sono diversi esempi in merito, tra cui il cabernet di Atina, la passerina, il cecubo di Formia, etc.Ceccano Ceccano cucuzzolo 390 min

Dopo l'acquisto, fu fatto un sopralluogo e redatto il verbale dei beni del castello. Castel Sindici era stato abbandonato da anni e, davanti ai nostri occhi, c'era solo tanta desolazione: il parco versava in totale stato di incuria e abbandono, mentre finestre, porte, ringhiere, mobili, suppellettili, del castello erano stati portati via da molto tempo. Tuttavia, non ci siamo lasciati scoraggiare. Dalle perizie tecniche effettuate, emerse l'urgenza di intervenire sulla struttura, che evidenziava numerose fratture murarie. Quindi, vennero destinati diversi fondi e si progettò la tutela del bene. Negli anni dell'amministrazione di Antonio Ciotoli è stato eseguito un importante intervento di consolidamento statico che ha permesso di mettere in sicurezza il castello assicurandogli lunga vita. Sicuramente si poteva, e si può, fare molto di più per la sua valorizzazione. Il parco viene usufruito oggi da molti cittadini. Penso che sarebbe necessario un utilizzo razionale del castello e questa idea mi sembra ancora oggi più attuale di ieri. Ci sono degli atti amministrativi, insieme alle scelte fatte nel passato, che sono ancora validi: la delibera di Consiglio Comunale del 1999 sull'istituzione del museo archeologico Comunale, e, poi, la delibera di giunta municipale del 2002, con il protocollo d'intesa sottoscritto con la soprintendenza ai beni archeologici del Lazio per la valorizzazione dei reperti della villa romana della zona delle Cocce - reperti catalogati e in custodia nei locali comunali. Un vero patrimonio storico e artistico di Ceccano, dal valore inestimabile, che andrebbe messo in luce e fatto conoscere. Le due delibere citate sono importanti perché entrambe sono finalizzate alla musealizzazione dei reperti archeologici nel Castel Sindici.

Siamo ormai vicini alla scadenza elettorale. A settembre, il 20 e il 21, si terranno le elezioni amministrative per la città di Ceccano. Capita di sentire tante parole che si perdono nell'aria, perché alle parole segue il nulla a livello concreto, nessun progetto, nessun programma, e niente finanziamenti. Altro che grande città, altro che nuovi "futuristi", altro che slogan sulla città veloce... Anche perché la destra ceccanese è stata messa alla prova del governo e ha lasciato il comune nelle mani del commissario. Sarebbe auspicabile, da parte di chi si candida al governo della nostra città, fare scelte programmatiche chiare, prendendo impegni precisi, facendo scelte coraggiose che possano rilanciare davvero la nostra città, determinando un nuovo sviluppo economico e nuovi servizi che ne possano portare ad una nuova e migliore qualità della vita, per la città e per i ceccanesi. Il percorso che parte dal castro storico, i bellissimi vicoli medioevali, il Castello dei Conti, la veduta che toglie il fiato aprendosi verso la valle, il fiume Sacco e la chiesa di S. Maria a Fiume, piazza Castello, piazza Municipio, il palazzo comunale, la villa comunale, Castel Sindici con il suo parco, la chiesa di S. Nicola e la collegiale di S Giovanni Battista. Veramente, in pochi passi troviamo tanta storia millenaria: le radici volsche, l'antica Fabrateria Vetus, la contea di Ceccano. Si potrebbe davvero fare molto per un rilancio sociale e culturale della nostra città, con tanto di benefici per Ceccano e per i suoi cittadini.

 

Ceccano Castel Sindici in una cartolina d'epoca min

 

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