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I numeri di UNOeTRe.it. E che numeri!!

1e3it 350 260di Ivano Alteri - 101.346 (centounomilatrecentoquarantasei). 3.270 (tremiladuecentosettanta). 31.495 (trentunomilaquattrocentonovantacinque). 3.500 (tremilacinquecento). Vi dicono niente questi numeri? A noi di UNOeTRE.it dicono moltissimo. Sono i numeri del nostro giornale: 101.346 visite nel mese di marzo di quest'anno, per 3.270 visite al giorno; 31.495 visite nei primi nove giorni di aprile, per 3.500 visite al giorno. Ancora: dal rilevamento del provider joomlahost.it, nei primi 113 giorni di questo 2017, abbiamo avuto 365.440 visitatori pari a 3243 accessi al giorno. E' il 15% in più rispetto alla media giornaliera dell'anno 2016 quando sono stati 2840 al giorno. Per noi sono numeri entusiasmanti, che ci ripagano dell'impegno profuso nel realizzare il giornale. Ma per comprendere meglio la nostra soddisfazione, forse è il caso di partire dall'inizio.

Voglia di politica buona è la nostra musa

Nell'anno 2000, per iniziativa di Ignazio Mazzoli, nasceva il giornale online Edicolaciociara.it, da cui UNOeTRE.it deriva per germinazione. Con la collaborazione di Angelino Loffredi, Mazzoli dava allora inizio alla pubblicazione di una sola pagina web, con articoli ripresi da altri giornali e sporadiche produzioni proprie. Ma nel corso degli anni, mentre il giornale iniziava a raggiungere sempre più lettori, altri collaboratori, tra cui il sottoscritto, si aggiungevano a quell'iniziativa, e la produzione propria iniziava così a prevalere sulla produzione altrui. E già questo era un buon risultato, che all'inizio sembrava invece impossibile raggiungere.
Restava, tuttavia, un'impresa tanto entusiasmante quanto disperata, vista l'assoluta scarsità di mezzi, tecnologici e finanziari. Ma l'entusiasmo riusciva a battere la disperazione, e il giornale continuava a crescere. Fino al 2008, quando, confortati dai risultati, si prese la decisione di rinnovarlo, sin dalla testata; e riversare nel nuovo, quanto già pubblicato sul vecchio. Dopo numerose discussioni di redazione ed un sondaggio fra i lettori, nel marzo di quell'anno nasceva quindi UNOeTRE.it, il cui nome, (non a caso,) fa riferimento agli articoli 1 e 3 della nostra Costituzione, la cui attuazione integrale costituisce lo scopo stesso della sua pubblicazione.

Assoluta autonomia di giudizio

Ci siamo chiesti, dunque, perché si siano raggiunti quei risultati, pur nelle non buone condizioni di partenza, e ci siamo dati qualche risposta.
Tra le prime ragioni, noi riteniamo che vi sia la nostra assoluta indipendenza politica da partiti e gruppi vari, con cui certamente ci relazioniamo, ma senza vincoli di alcun genere. Altrettanto possiamo dire riguardo il mondo economico.
A seguire, vi è sicuramente la vocazione del nostro giornale a dar voce ai bisogni del territorio, visti e analizzati da autori del territorio che li vivono e li conoscono direttamente.
Poi, forse si sono raggiunti quei risultati perché UNOeTRE.it vuole essere, ed è sin dalle sue origini più remote, uno dei pochi luoghi di discussione collettiva, in cui non solo si ragiona sui singoli argomenti d'interesse della comunità, ma dove si professa il culto della riflessione collettiva in sé, quale processo democratico indispensabile ad una democrazia che voglia essere, oltre che chiamarsi, tale.

Partigiani senza essere faziosi

O forse anche perché ad UNOeTRE.it piace considerarsi parte integrante di quel processo aggregativo “dal basso”, da cui origina, che vede nelle associazioni e nei movimenti, sorti spontaneamente sul territorio, la forza vitale della democrazia, essenziale per le istituzioni democratiche di oggi e di domani. È in quelle associazioni, movimenti e aggregazioni di varia natura, infatti, che la riflessione collettiva può trovare la forza organizzata che la trasformi in concreta azione politica.
O perché UNOeTRE.it è “partigiano” senza però essere fazioso. È partigiano, in quanto sta nettamente dalla parte del Lavoro; ma non è fazioso, poiché la sua forte colorazione politica (non partitica) è esplicita, e ciò lo preserva da ogni sospetto d'ipocrisia; consentendogli così di dialogare con chiunque senza trucchi e senza inganni, reciprocamente.
Sarà anche per tutto questo ed altro ancora, che quei bei risultati si sono raggiunti. Ma alla fine ci piace pensare che essi siano dovuti anche al bello scrivere e ben argomentare di Ignazio, Angelino, Ermisio, Fausta, Nadeia, Antonella, Daniela, Valerio, noi stessi, e di tanti altri autori esterni alla redazione che ogni giorno ci propongono qualcosa su cui ragionare e farsi un'opinione fondata.
È un compito che ognuno di noi ha assunto liberamente e con entusiasmo, pur sapendo di non poterci ricavare niente per sé, se non l'onore di pubblicare un proprio pensiero. Abbiamo anche tentato di dotare il giornale di una struttura finanziaria che consentisse di coprirne i costi e, se possibile, elargire agli autori una qualche remunerazione; ma con tutte le difficoltà del caso. Lo scopo era e resta quello di creare un sistema di finanziamento che ci consenta di ricevere un contributo direttamente dai nostri lettori, secondo il motto “meglio poco da molti, che molto da pochi”, a garanzia della nostra massima indipendenza. In ogni caso, cercheremo di andare comunque avanti, come abbiamo fatto finora col nostro volontarismo, per adesso appagati dal solo conforto che riceviamo dai lettori.

Frosinone 26 aprile 2017

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