fbpx
  • Ambiente

Serve uno sforzo straordinario per la Valle del Sacco

scarico acque 350 260 mindi Ignazio Mazzoli - La primavera del 2017 è lontana insieme alle irresponsabili dichiarazioni della Ministra Beatrice Lorenzin a cui non risultava alcuna “crisi ambientale sulla Valle del Sacco” mentre chiedeva urgentemente la “realizzazione del registro dei tumori per fare indagini epidemiologiche serie e azioni di prevenzione”.
Come non apprezzare, perciò, che il Consiglio regionale del Lazio abbia dedicato, per se con molto ritardo, una seduta straordinaria “all’emergenza ambientale nella Valle del Sacco”? UNOeTRE.it ha seguito la discussione grazie alle registrazioni video e all’ottimo comunicato finale che l’Ufficio stampa del Consiglio regionale ha prontamente emesso appena terminata la seduta.

Che effetto produce una riunione che già per il titolo va apprezzata? Diciamo, per essere franchi, che lascia perplessi. Un’occasione non utilizzata compiutamente, in attesa di esiti che potrebbero arrivare, ma per ora non ci sono. Due ordini del giorno approvati e uno respinto non corrispondono a ciò che i cittadini della Valle del Sacco si sarebbero aspettati.

Astiosità reciproche fra maggioranza e opposizione hanno impedito un confronto costruttivo su contenuti di merito, anzi, questi, sono spesso oscurati al punto da non comprendere quali siano le proposte in campo. Infatti, nei due ordini del giorno si parla solo di programmare altre riunioni. I toni usati nel discutere hanno il sapore sgradevole del rimpallo propagandistico dimenticando chi ha governato prima. Basta rincorrere la perduta verginità, impossibile da ritrovare. Ridicola perdita di tempo.

Comunque, oggi non bisogna più lottare per affermare che c’è un’emergenza. Nessuno la nega. È un passo avanti. Ma che si può fare? La prima cosa è non perdere tempo, altrimenti che emergenza è? Viene da dire, chi deve governare governi e chi deve fare opposizione la faccia cercando di costruire qualcosa. Ovunque.
Pensiamo che il primo dovere sia quello di ascoltare e capire l'emergenza per come si manifesta nei territori del SIN Valle del Sacco ed intervenire sulle cause manifeste, subito, con urgenza e impegnando in questa direzione tutti gli organi istituzionali competenti.

È inadeguata la risposta all’emergenza. Nel 2017 la dottoressa Teresa Petricca dell’Associazione Medici per l’Ambiente, in un comunicato stampa del 1° giugno ’17, ricordava «A chi ci accusa di allarmismo (…) vogliamo sottolineare che se in quattro giorni di visite ambulatoriali si ricevono tre pazienti con patologie tumorali, la media rispetto agli anni precedenti è sicuramente aumentata». Inoltre “Il Messaggero” del 17 Maggio 2017 riportava, la protesta del 5stelle Christian Bellincampi, che rivendicava il registro tumori regionale, proposto dai suoi ben 2 anni prima e se pur approvato all’unanimità (2015) no era in funzione, perché neppure erano impegnati i 100mila euro necessari anche se previsti in bilancio.

Questa grave situazione da cosa derivava e deriva? Il 4 novembre 2017 “anagnia.com” titolava «Fiume di veleni: un cocktail letale e cancerogeno inquina le acque del fiume Sacco; cianuro, piombo, cromo, cloroformio e pesticidi tra le sostanze rilevate dalle analisi dell'ARPA richieste dal sindaco di Sgurgola Antonio Corsi».

Ad oggi quanto è cambiata questa situazione? Non sembra che questa valutazione sia stata oggetto del Consiglio regionale straordinario del 20 febbraio scorso, mentre proseguono allarmi e proteste. Nel consiglio comunale di Ferentino non si risponde alle interrogazioni che chiedono un censimento preciso e veritiero degli scarichi industriali e residenziali totalmente abusivi. Su un diverso fronte, a Roccasecca l’emergenza ambientale, causata dalla discarica di Cerreto produce la contestazione dello stesso partito che governa la regione, il PD, che non intende partecipare alle primarie del suo congresso per manifestare il suo totale dissenso sul modo di affrontare il nemico “inquinamento”.

Non sappiamo che cosa Regione e Governo si diranno quando siederanno a quei tavoli previsti negli odg approvati. Sappiamo, però, che in ogni caso bisogna avere delle priorità uscendo da provvedimenti casuali o generici. Si tratta di priorità assolute.
Angelino Loffredi concludeva il suo articolo di qualche giorno addietro indicando un obiettivo preciso, trascurato o volutamente dimenticato o «comunque sottovalutato: l’area vicina al fiume riconosciuta come contaminata su cui esistono attività agricole e di allevamento. Non si può rimanere a guardare o girare la faccia da un’altra parte. È necessario al contrario intervenire».

Ora a parte i ritardi del Ministero dell’Ambiente denunciati dall’ing. Elisa Guerriero del coordinamento dei sindaci della Valle del Sacco sul «Continuare a spostare le decisioni sul SIN SACCO e le relative discussioni altrove, fuorché nell’unico posto deputato, nel MINISTERO, non fa altro che aggiungere confusione e creare inutili forme di esibizionismo», prendo in esame gli sbandierati 53 milioni di euro per la bonifica di otto siti in provincia di Frosinone (ex Olivieri, ex Vita Mayer, ex Europress, in territorio di Ceprano, ex discarica comunale di Via Anime Sante, ex BPD-Snia, in territorio di Ceccano, ex cartiera di Ferentino, discarica di via Lame Frosinone, ex Pil fiumee Saccoolveriera di Anagni). Neppure uno è in diretto rapporto con l’emergenza a cui facevo riferimento. È noto che queste aree inquinano ambienti e, per via indiretta, le acque che raggiungono. Oggi, però, è prevalente l'inquinamento per via diretta che avviene quando vengono riversate nei corsi d'acqua (fiume Sacco), sostanze inquinanti senza adeguati trattamenti di depurazione.
Non individuare questa priorità è procedere senza guida e senza una precisa strategia.

Prima di tutto bloccare gli sversamenti inquinanti e da qui far partire la bonifica. Il Consigliere regionale Mauro Buschini nel suo intervento magnificava le nuove tecnologie che si possono utilizzare per la fitodepurazione in grado di ottenere risultati in 3 anni soltanto, rispetto ai tempi lunghi dieci anni che occorrevano prima. Mi pare un motivo in più per iniziare subito senza accampare più le scuse dei tempi lunghi come fatto fino ad oggi per rinviare tutto.
Dobbiamo combattere contemporaneamente l’inquinamento dei terreni e quello atmosferico, ma se oggi non combattiamo subito quello delle acque, non faremo un passo in avanti, soprattutto in rapporto ai risultati possibili per la qualità salutare dei prodotti alimentari e per le azioni sanitarie di tipo preventivo e terapeutico.

Imperativo è recuperare una grave dimenticanza (?). La mancata individuazione rigorosa dei responsabili di sversamenti e d’inquinamento. L’Italia è già stata deferita dalla Corte di Giustizia Europea perché meno della metà degli scarichi vengono depurati. Il territorio, nostro, di cui stiamo parlando è fra questi?!

L’emergenza richiede un impegno eccezionale della Magistratura e un dispiegamento straordinario di forze dell’ordine per accertare e sanzionare severamente tutti gli abusi. Almeno questo lo dobbiamo a coloro che soffrono i danni dell’inquinamento ed a quelli che purtroppo ne soffriranno anche in futuro.

Il Ministro Costa ha riportato in capo al Ministero dell’Ambiente (decreto-legge dal Consiglio dei Ministri 2 luglio 2018) la diretta competenza su una serie di temi fra cui i processi di tutela dei corsi d’acqua e dei fiumi e nelle linee guida del suo Ministero chiedeva il rafforzamento delle misure previste nell’ordinamento per prevenire e reprimere i reati (riforma della legge 68/2015, in particolare, gli articoli 256 e 259 del Codice dell’Ambiente).
Possiamo sperare che Regione e Governo parleranno di come inasprire queste misure e di come applicarle immediatamente e quindi far partire la bonifica?

 

23 feb ‘19

 

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Pubblicato in Valle del Sacco
Torna in alto

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici