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Il progetto biodigestori "sgomenta" Fabiana Scasseddu

 AMBIENTE E CAPOLUOGO

"Questo tipo d'impianto impatterebbe sull'ambiente in cui viviamo e sulla nostra salute".

di Ina Camilli
Scasseddu 360 minAbbiamo intervistato Fabiana Scasseddu, del gruppo consigliare Frosinone indipendente sul progetto del biodigestore.
La valle del Sacco è stata per oltre un secolo sottoposta ad un elevato inquinamento industriale. Il livello di contaminazione ha superando i valori previsti dalla normativa, con conseguenze sanitarie, da cause ambientali, per gli abitanti del territorio.
Nel 2019 il Governo nazionale e la Regione Lazio hanno sottoscritto un Accordo di programma per la bonifica del SIN bacino del fiume Sacco. Le aspettative nate nel territorio però sono state frenate da ritardi nell’attuazione dell’Accordo e da progetti di nuovi insediamenti ad alto impatto ambientale, come i due biodigestori per il trattamento di rifiuti ad Anagni e Frosinone, a poca distanza l'uno dall'altro.
Preoccupati da questa prospettiva, gli abitanti si sono preparati ad affrontare la situazione rafforzando e organizzando la loro capacità di resilienza.

Da Consigliera comunale di Frosinone come ha accolto la notizia dell'insediamento di due impianti per il trattamento di 50 mila tonnellate l'anno di rifiuti, nel Comune di Frosinone, e di 84 mila nel Comune di Anagni?
Direi con sgomento: in totale si tratta di 4 impianti nel raggio di poche decine di chilometri. Oltretutto, l'impianto di Anagni è a dir poco spropositato per le esigenze della città (circa 2500 la FORSU prodotta).

Qual è la posizione del Comune e del Consiglio comunale di Frosinone, la sua città, sul biodigestore?
Il Comune di Frosinone, nelle persone dei due Dirigenti al settore ambiente, che si sono succeduti nella seconda metà del 2020, l'Architetto Elio Noce e l'Architetto Giuseppe Sorrentino hanno dichiarato, attraverso le osservazioni scritte in sede di Conferenza di servizi in Regione, la contrarietà all'impianto.
Il Consiglio Comunale, in realtà, fatta eccezione per alcuni interventi di singoli consiglieri, non si è mai espresso formalmente sul biodigestore per cui è stata chiesta l'autorizzazione e che verrebbe realizzato in via Antonello da Messina, dalla Maestrale srl.

La cittadinanza era stata coinvolta e/o informata fin dall'inizio di questo progetto? Come ha reagito alla notizia?
Non in modo ufficiale, ma per “fortuna” e per necessità si è costituito un comitato formato da persone di buona volontà che ha creato una pagina fb “comitato NO biodigestori a Frosinone – Valle del Sacco” ed ha organizzato anche delle videochat e dirette Fb a scopo informativo e divulgativo per parlare alla cittadinanza: in particolare per i quartieri limitrofi la zona su cui dovrebbe sorgere l'impianto. C'è stato anche un profuso impegno da parte dell’Associazione Medici per l'ambiente che da sempre sono in prima linea per tutelare la salute dei cittadini, oltre a trasmissioni televisive di approfondimento di ExtraTV dedicate al tema.

I cittadini si sono rivolti a lei e al suo gruppo consiliare per esprimere preoccupazione o chiedervi di riportare in Consiglio comunale il loro disagio?
Sì, certamente: la cittadinanza è consapevole di vivere in una zona (mi riferisco alla valle del Sacco) fortemente inquinata, ma ritengo che nonostante il tema delle polveri sottili a Frosinone sia ampiamente noto, di contro forse, non è ancora chiaro quanto tale situazione possa essere pericolosa per la nostra salute e non solo relativamente a forme tumorali.

Avete riportato le proteste dei cittadini in Consiglio comunale?
L'intervento del Gruppo consiliare Frosinone Indipendente c'è stato da subito, poiché fu il collega Marco Mastronardi a “trovare” la richiesta inoltrata dalla società Maestrale srl. In realtà la cittadinanza vuole capire, ma non ha espresso richieste esplicite o specifiche.

Quale impatto ambientale e sanitario può avere nella provincia di Frosinone la realizzazione di un progetto di tali dimensioni?
Sicuramente un impatto eccessivo che questa città ed i suoi abitanti non si possono permettere, perché già ampiamente colpiti.

Come si concilia, se si concilia, un impianto di questa tipologia con gli impegni del 2019 assunti dalla Regione Lazio per la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica del Sito di interesse nazionale (SIN) bacino del fiume Sacco?
La bonifica deve essere accompagnata da nuove misure per la tutela delle matrici ambientali che non penalizzi gli abitanti della valle del Sacco, ma fissi regole concordate e concertate con tutti gli attori del territorio.

Questo nuovo progetto, considerata la qualità dell'aria nella provincia di Frosinone, può contribuire a peggiorare le condizioni di vita dei residenti?
Sicuramente la peggiorerebbe, perché gli inquinanti emessi dal biodigestore creerebbero un particolato di secondo livello, andandosi a legare con le polveri sottili, già ampiamente fuori limite nella nostra città.

Di recente avete nuovamente sollecitato la Asl di Frosinone ad esprimere il parere sanitario sul biodigestore. Avete ricevuto riscontro alla vostra richiesta, condivisa anche da comitati di cittadini?
Nessun riscontro purtroppo, ci auguriamo che la ASL di Frosinone prenda una posizione (auspichiamo ovviamente negativa) in Regione, chiedendo una VIIAS, come da noi proposto, perché dev'essere chiaro a tutti quanto un impianto di questo tipo impatterebbe sull'ambiente in cui viviamo e sulla nostra salute.

Oltre al tema della tutela sanitario-ambientale e del diritto alla salute, la vicinanza di un biodigestore può compromettere il valore commerciale degli immobili della zona?
Presumo proprio di sì: chi vorrebbe acquistare un immobile in una zona fortemente inquinata, piena di traffico e presumibilmente anche con miasmi che diminuirebbero la qualità di vita propria ed in particolare dei figli?

Vuole rivolgere un appello ai suoi concittadini?
Ai miei concittadini, in generale, chiedo di essere più partecipativi: serve una presa di coscienza da parte della cittadinanza su quale sia l'impatto di un impianto di questo tipo, con i relativi disagi per tutti, in particolare per i rischi per la nostra salute, ma non solo.

 

Frosinone, 9.10.2021

 

 

 

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