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Studenti per l'ambiente e il futuro

Roma Fridays For Future la manifestazione contro i cambiamenti climatici e a difesa dellambiente 350mindi Antonella Necci - Oggi, venerdì 27 settembre, è in programma in tutta Italia il terzo Global strike for climate, in altre parole lo sciopero globale per il clima, lanciato dal movimento Fridays For Future sull'onda del clamore suscitato dall'attivista svedese Greta Thunberg, come già avvenuto nei mesi scorsi. Tanti sono gli studenti che scenderanno in piazza per protestare contro i cambiamenti climatici.

Per la prima volta, tuttavia, i ragazzi potranno specificare, per giustificare l'assenza in classe, di aver partecipato alla manifestazione,come precisato nei giorni scorsi in una circolare inviata a tutti i presidi italiani e firmata dal Ministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti, che si è apertamente schierato dalla parte di coloro che prenderanno parte ai cortei. Stando ad un sondaggio realizzato da Skuola.net, che ha intervistato 3500 alunni di scuole medie e superiori, sono ben 6 su 10 coloro che sciopereranno durante il "venerdì per l'ambiente".

Sono circa 150 le piazze italiane in cui gli studenti italiani si riuniranno per partecipare al terzo Global strike for climate. Riflettori puntati su Roma, dove l'appuntamento per l'inizio della manifestazione è fissato alle 09.30, con il corteo che si snoderà da piazza della Repubblica fino a piazza della Madonna di Loreto, nei pressi di piazza Venezia. Ragazzi in piazza anche a Milano, con un corteo da largo Cairoli fino in piazza Duomo, e poi ancora a Napoli, con partenza da piazza Garibaldi, Torino (da Piazza Statuto), Firenze (da Piazza di Santa Maria Novella), Bologna (da Piazza San Francesco), Palermo (da Piazza Verdi).

Il ministro dell’ Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ha suggerito di "considerare giustificate le assenze degli studenti occorse per la mobilitazione mondiale contro il cambiamento climatico", suggerendo nella stessa circolare ai docenti "di valutare la possibilità che tale giornata non incida sul numero massimo delle assenze consentite dal monte ore personalizzato degli studenti". Ragion per cui ci si aspetta una partecipazione molto sostanziosa. Attenzione, però, perché la giustifica va portata per l'assenza ma come motivazione si potrà scrivere "partecipazione allo sciopero per il clima".

Piccolo appunto:sono diversi anni che, grazie alla digitalizzazione, le assenze vengono giustificate in modo autonomo tramite Registro elettronico. Quindi la motivazione si può anche non scrivere per diritto alla privacy. Semmai sta al Collegio docenti stabilire se computarla o meno nel monteore totale delle assenze. Questo sempre perché gli istituti viaggiano in piena autonomia. E anche questo dovrebbe essere valutato dal ministro Fioramonti e magari anche rivisto nell'ottica di una ottimizzazione della funzione docente, vessata e schiacciata da dirigenti scolastici burocrati.

Ma per tornare allo sciopero di oggi, pare che ad una indagine condotta da Skuola.net, su 3500 studenti di scuole medie e superiori, circa 6 su 10 parteciperanno allo sciopero di domani, complice anche l'appoggio del Miur nei confronti della battaglia a favore dell'ambiente.

Sembrano passati i tempi degli scioperi a cui aderire solo per poter saltare giorni di scuola: tra i potenziali partecipanti, circa 9 su 10 andranno per farsi portatori dell’importante messaggio che una protesta del genere può veicolare, mentre solamente per l’11% sarà un pretesto per evitare lezioni e interrogazioni.

Un risultato dovuto anche al crescente interesse per queste tematiche, che vengono affrontate in classe: oltre il 73% dei ragazzi intervistati ha ammesso che gli argomenti legati ai cambiamenti climatici sono stati, almeno una volta, al centro del dibattito con i professori. Lo stesso avviene in famiglia: nel 72% dei casi persino i genitori sono pronti ad appoggiare i figli nella loro battaglia, permettendogli di saltare la scuola (percentuale che sale di 10 punti se si parla solo dei ragazzi che scenderanno in piazza).

Anche Fridays For Future Italia, il movimento nato dall'attivismo di Greta Thunberg, ha applaudito all'appoggio alla manifestazione arrivato dal ministro Fioramonti, al quale ha anche chiesto un aiuto tangibile per la lotta ai cambiamenti climatici. "Caro Ministro, siamo contenti che il tema dell'emergenza climatica sia finalmente di interesse (almeno a parole) per la politica – si legge in un post su Instagram -. Ora, però, è necessario che le parole si trasformino in fatti. Queste sono le nostre richieste: aumenti i fondi alla Scuola, all'Università e alla Ricerca per sostenere l'innovazione ecologica e rendere gli istituti scolastici 100% sostenibili; revisione dei programmi didattici per far sì che evidenzino chiaramente le tragiche conseguenze dell'utilizzo di combustibili fossili; inserimento in tutti i programmi di insegnamenti basati su modelli di sviluppo sostenibile; stop di tutte le collaborazioni tra il Miur e le aziende inquinatrici che non abbiano ancora un piano di decarbonizzazione totale entro il 2025 e un piano esplicito di bonifiche e risarcimento danni".

Caro Ministro, mi sembra che la Sua posizione progressista non sia sufficiente di fronte alla ferma determinazione dei giovani attivisti. Mi pare di leggere tra le righe concetti che fanno riferimento più ai fatti che alla mera dialettica. Chissà che il futuro non sia davvero adesso. Anzi, magari il futuro è già iniziato.

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