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Bettinelli intervista Lucio Fiordaliso Sindaco di Patrica

Fiordaliso Sindaco Patrica Lazio mindi Valentino Bettinelli - La questione della Valle del Sacco è sempre al centro delle nostre cronache. Per ampliare l’informazione offerta dal nostro giornale, abbiamo proposto un’intervista al Sindaco di Patrica, Lucio Fiordaliso. Il primo cittadino ha accettato di buon grado e, nell’occasione, si è aperta anche una finestra sulla trattativa che riguarda lo stabilimento dell’ex Ilva.

Lei si è dimostrato uno degli amministratori più attivi riguardo le vicende della Valle del Sacco. Come valuta l’operato delle istituzioni e quali saranno le prossime mosse che metterà in campo come Sindaco?
La Valle del Sacco è stata oggetto di tante parole, ma pochi fatti concreti. Fa riflettere il fatto che la Regione Lazio sia una delle poche in Italia a non avere una legge sulle emissioni di origine. È, dunque, complicato anche sanzionare a livello amministrativo le aziende che non rispettano i protocolli ambientali, perché le autorità come Polizia Locale o Carabinieri non dispongono degli strumenti più adeguati. Sto portando avanti una battaglia che deve essere di tutti i cittadini; per questo chiedo la partecipazione di tutti alla manifestazione, che si svolgerà alla fine del mese di ottobre (data ancora da confermare), senza però esporre bandiere di partito e fasce. Non dobbiamo portare bandiere su una lotta che appartiene solo alla popolazione.

Altra questione dirimente, quella del trattamento dei rifiuti. Cosa intenderà fare per evitare, sul suo territorio, ulteriori aperture di aziende che operano in questo settore?
Il nostro territorio si trova in una posizione geografica strategica, perché esattamente a metà strada tra Roma e Napoli. Questo, però, non deve consentire a molti di pensare di poter trasformare la provincia di Frosinone in un sito di stoccaggio per tutti i rifiuti provenienti da fuori. Bisogna contrastare tale fenomeno colpendo chi inquina senza rispettare le norme vigenti. Nel mio caso ho agito con un’ordinanza di chiusura nei confronti di un’azienda che si occupa di trattamento dei rifiuti. Fa pensare come la sentenza del Tar sia stata rimandata a luglio 2020; probabilmente il TAR si trova nella difficoltà di creare un precedente scomodo oppure di dover affermare che un Sindaco non ha potere di controllo sul proprio territorio. Una situazione davvero paradossale che, senza un serio piano di riconversione non può avere una risoluzione in breve tempo.

Trattando il tema della Valle del Sacco non si può non parlare della sua ultima scelta politica. L’annuncio della sua fuoriuscita dal Partito Democratico ha fatto molto rumore. Ci spieghi i motivi che hanno scatenato tale decisione e quale sarà la sua collocazione futura nel panorama politico.
Il mio impegno da amministratore continuerà ad essere costante e sarà inquadrato nella logica del civismo. Ho voluto dare un segnale forte e trasmettere un unico messaggio: non c’è strategia politica e di partito che possa scavalcare le necessità dei territori e dei cittadini.
La mia esperienza nel Partito Democratico si chiude, ma non in modo improvviso. Ho tentato in più occasioni di sensibilizzare chi di dovere, sia a livello provinciale che regionale, ma ho notato un disinteresse che ritengo inaccettabile. Anche la Regione Lazio dovrà mettere in campo delle azioni per migliorare la situazione del nostro territorio, ma ad oggi si muove ben poco. C’è solo una bozza di legge regionale, che però mi lascia deluso. Non c’è traccia di una equa distribuzione sul territorio degli impianti per il trattamento rifiuti. Nel piano regionale, tra i criteri escludenti non c’è quello del SIN, quindi non trovo logica la correlazione tra bonifica e trattamento dei rifiuti.
Tutto questo immobilismo mi ha portato a scegliere la strada più corretta per un Sindaco, ovvero quella di occuparsi del territorio, stando accanto alle istanze della popolazione e non seguendo pedissequamente le necessità partitiche che poca attenzione prestano a tali situazioni.

Sul territorio del suo Comune insiste anche il problema industriale e occupazionale. In particolare, a destare, maggiore preoccupazione la situazione dell’ex Ilva. A breve scadranno i termini ei bandi per l’acquisizione dello stabilimento. Sa indicarci lo stato di tale processo?
Per la vicenda Ilva ci troviamo ancora immersi in un limbo e attendiamo risposte. La situazione dello stabilimento di Patrica ha subito anche i cambi di governo degli ultimi due anni, che hanno provocato ulteriori difficoltà e rallentamenti alle trattative.
Sono dell’idea che la trattativa vada mantenuta sulla linea pubblica, anche se, nel caso si presentasse un investitore serio, anche la contrattazione privata potrebbe consentire un’accelerazione, evitando le lungaggini tipiche della politica.
Sicuramente serve velocità per garantire respiro alle famiglie coinvolte in questa situazione di estrema difficoltà. Speriamo che l’imprenditore di cui si parla in questi giorni fornisca maggiori garanzie rispetto al primo interessato, garantendo una soluzione che possa far ripartire lo stabilimento.

 

 

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