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Inquinamento. Mons. Ambrogio Spreafico è in campo?

Mons. Spreafico 350 mindi Valentino Bettinelli - L’auditorium diocesano dei Cavoni, a Frosinone, è stato teatro di un incontro sull’ambiente organizzato dalla diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, in collaborazione con l’Unione Cattolica della Stampa Italiana.
Il convegno, svolto sabato 5 ottobre ed intitolato “Comunicare le emergenze ambientali”, aveva come obiettivo quello di porre al centro della questione inquinamento, il modo di comunicazione appropriato del fenomeno. A presenziare, oltre ai tanti giornalisti accreditati, anche molte insegnanti, responsabili dell’educazione dei più giovani.

I lavori della giornata, magistralmente moderati dal Prof. Pietro Alviti, sono stati aperti da un intervento, al solito centrato e pungente, del Vescovo, Mons. Ambrogio Spreafico, da poco nominato membro del Sinodo sull’Amazzonia.
“La Chiesa Cattolica è arrivata in ritardo su queste tematiche, e bisogna riconoscere i meriti a Papa Francesco per la sensibilità mostrata verso l’ambiente. Non è un caso che sia stato il primo Pontefice a scrivere un’enciclica sul creato, splendida armonia di differenze. Diversità che nel mondo di oggi vengono viste come ostacoli e non come ricchezza; viviamo un presente di continui scontri tra entità in costante difesa tra di loro”. Dopo il doveroso passaggio ecclesiastico, Mons. Spreafico sposta la sua attenzione sul territorio e sulle sue problematiche. “Il dramma della Valle del Sacco è frutto di più di cinquant'anni di silenzi. Il processo di bonifica va affrontato con una visione a lungo termine, altrimenti sarà l’ennesimo intervento palliativo e non concreto. Mi impegnerò personalmente a vigilare sui 53 milioni che saranno impegnati per l’avvio delle bonifiche dei siti previsti dall’Accordo di Programma di marzo”. Un occhio anche all’interno della sua stessa Diocesi; “Grazie alla cooperativa Diaconia abbiamo trovato le prime risposte ai problemi ambientali: verranno infatti costruite due nuove chiese con criteri di ecosostenibilità, e gli edifici principali della nostra Diocesi saranno dotati di pannelli solari e di sistemi di recupero delle acque piovane”.

Mons. Spreafico lascia spazio agli altri interventi richiamando l’importanza del suo ruolo con una frase di sicuro impatto: “se le pecore curate dal pastore mangiano erba inquinata, il pastore ha l’obbligo di occuparsi anche dell’erba”.
Dopo l’intervento del Vescovo, spazio agli altri relatori della manifestazione. Primo a parlare il segretario dell’UCSI ed inviato di TV2000, Maurizio Di Schino, che sottolinea “la funzione educante della stampa, fondamentale per garantire a tutti il diritto ad una corretta informazione, come recita l’Articolo 21 della nostra Costituzione”.
A strigliare il mondo del giornalismo, il membro del Consiglio Regionale dell’Ordine, Maurizio Lozzi. “Il primo documento che parla di inquinamento della Valle del Sacco è datato 20 aprile 1947; se in questi anni siamo ancora qui a parlare di questo problema, è evidente che anche la stampa sia stata inquinata dagli interessi di alcuni”. Lozzi continua anche ricordando la legge 113 del 1992, che obbligava i comuni con più di 15000 abitanti a piantare un albero per ogni nato. “Ci sono 7 comuni con più di 15000 abitanti nella nostra provincia, e non mi sembra che questa legga sia stata rispettata”.


Per la Diocesi di Albano, presente Don Alessandro Paone che ha espresso “la necessità di trovare obiettivi umani comuni. Per questo, riscoprire la memoria è fondamentale per permetterci di guardare al futuro ed ottenere un positivo recupero del presente.
Andrea Crescenzi, esperto di Diritto ambientale e ricercatore del CNR, ha ribadito la “centralità del ruolo di informazione e scuola per una corretta educazione ambientale. Le prime tracce si possono trovare nella Carta di Belgrado del 1975, dove si parla della formazione di una popolazione cosciente, al fine di creare una coscienza attiva nei cittadini e sviluppare nuovi modelli di comportamento”.

Nel nostro territorio si continua a parlare di emergenze: ambiente, inquinamento e disoccupazione. Chiaro anche come il ruolo della stampa, molto spesso, sia marginale in queste vicende. Un comportamento che si pone in contrasto con le necessità di una popolazione martoriata da drammi ormai epocali. La Valle del Sacco, come detto bene dal Vescovo, è stata protagonista di troppo silenzi inaccettabili. Oggi c’è un moto popolare in grande ascesa a riguardo. Doveroso, da parte di estende queste righe, comunicare la data della nuova manifestazione organizzata dal Sindaco di Patrica, Lucio Fiordalisio. È di ieri la conferma dello svolgimento del corteo, che si terrà domenica 27 ottobre alle ore 15:00, in località Tomacella, a Patrica.
Una serie di eventi che vedono protagonista il nostro territorio, dove il grido unanime è quello della necessità di soluzioni rapide, perché i cittadini non possono attendere oltre.

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