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Nuovi impianti ed area a rischio ambientale

  • Scritto da  Oriao Pizzuti

La critica situazione ambientale negli agglomerati industriali di Anagni e Frosinone

inquinamento suolo 400 mindi Oriano Pizzuti - E’ in atto un interessante confronto sui temi ambientali nel frusinate, che ha visto finora protagonisti il Presidente della Provincia, ed i Sindaci di Patrica, Supino, Morolo e Frosinone nei confronti della Regione Lazio.

Argomento del confronto la critica situazione ambientale negli agglomerati industriali di Anagni e Frosinone. Dove su di una superficie totale di 3.088 ettari, 2.031 dei quali destinati i agli insediamenti industriali. esistono già oltre 40 impianti ad alto impatto ambientale, soggetti ad Autorizzazione Integrata Ambientale (dati ARPA Lazio). 19 sono a rischio di incidente rilevante e una decina sono sprovvisti di AIA. 10 impianti già in funzione trattano rifiuti, altri, circa 10 aspettano di aprire. Si tratta di rifiuti organici, inerti, liquidi etc. provenienti da tutta Italia. Detonatore della richiesta dei Sindaci è l’ipotesi di apertura di un nuovo impianto, a Patrica il trattamento di 350 mila tonnellate l’anno di fanghi e reflui.

In questa zona, che da oltre un cinquantennio è fatta oggetto di un pesante inquinamento ambientale di ogni tipo, aereo, idrico, è stata interdetta la produzione agricola su centinaia di ettari e compromesso l’allevamento. Un’area dichiarata ad alto rischio ambientale e oggetto di una prossima bonifica. Al 2013 l’ISPRA ha classificato il frusinate al 13° posto in Italia con 21 impianti a rischio di incidente rilevante.
Alcune domande e considerazioni più generali riguardo il problema sollevato.

Com’è possibile che in una zona con le caratteristiche descritte Possano essere insediate un tale numero di imprese a rischio?
Sono rispettate le condizioni minime per la sicurezza né delle popolazioni né delle imprese vicine?
Che cosa lavorano veramente e a servizio di quali gruppi operano quelle aziende che “ufficialmente” trattano fanghi, reflui, liquidi imballaggi ed altri rifiuti, che potrebbero essere trattati in normali depuratori; come ad es. quello dell’ASI, o da Consorzi nazionali specializzati nel trattamento di Legno, Plastica, RAEE, Olii esausti e tanti altri rifiuti tracciabili. Soprattutto perché nel Frusinate quando sarebbe logisticamente più economico insediarsi nei pressi dei committenti?

Gli agglomerati industriali del frusinate sono disseminati di siti abbandonati e non tutti bonificati e/o messi in sicurezza, Alcuni sono stati convertiti in locali commerciali, pochi sono ancora adibiti alla produzione industriale, spesso a rischio ambientale, con un non trasparente rapporto con l’ambiente e gli Enti territoriali.

Del vecchio sviluppo industriale restano capannoni vuoti, migliaia di disoccupati, terreni agricoli inutilizzati, migliaia di persone colpite da patologie da inquinamento e dai “risparmi sulla sanità pubblica” che ha tagliato i presidi ospedalieri a contatto con le popolazioni più inquinate.

Della rete infrastrutturale a servizio degli agglomerati industriali resta più appetibile che mai quella fondamentale. IL FIUME SACCO. Gli insediamenti pericolosi privilegiano località un po’ riservate, discrete, discoste dalle vie più trafficate, ma sempre prossime al Fiume o ai fossi affluenti.

Il frusinate non può continuare ad essere una pattumiera per gli scarti di ogni tipo di attività poco compatibili nei luoghi di produzione. Nuova Economia Circolare significa che si debbono produrre meno rifiuti in loco, da trattare, come materia seconda per il recupero di materiale riutilizzabile ed energia, in strutture consortili specializzate, non che si possono far circolare liberamente gli scarti di produzione.

La Valle del Sacco non è la pattumiera d’Italia. Siamo stanchi di venire inquinati e poi pagare (con le tasse) i costi del disinquinamento. Basta con un’industrializzazione malata, pericolosa per le cose e le persone. Serve un nuovo sviluppo, attento ai problemi dell’ambiente, al rispetto dei lavoratori ed al benessere delle popolazioni.

Per questo nuovo tipo di sviluppo chiamiamo all’impegno tutti i progressisti, gli ambientalisti, i democratici. Ma soprattutto chiediamo risposte sulla situazione in atto ai rappresentanti eletti nei vari consessi pubblici ( Sindaci Consiglieri Regionali Parlamentari Nazionali) troppo spesso muti ed assenti.

Oriano Pizzuti – Ambiente/Lavoro Articolo UNO Frosinone

 

 

 

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