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Discarica di Cerreto: il governo concede ancora  un "via" libera

  • Scritto da  Umberto Zimarri
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Ambiente. inquinamento, salute

Siamo tutti nella famigerata commedia di Samuel Beckett, "Aspettando Godot"?

di Umberto Zimarri
discarica cerreto 350 260Ci ho messo un po' a scrivere questo stato, ad elaborare, a far sbollire la rabbia e la delusione che comunque restano elevate. Domenica 18 ottobre, La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha "deliberato il superamento del dissenso del Mibact, manifestato nel corso del procedimento di valutazione di impatto ambientale per la discarica di Roccasecca".

Per la terza volta in meno di due anni il Governo è stato chiamato ad esprimere un parere sulla Discarica di Cerreto, per tre volte, ovviamente, non c'è stato alcun problema ad andare incontro alle richieste di ampliamento avanzate dalla Regione Lazio (due volte per il IV bacino, ora per la costruzione del V). E' bene sottolineare che parliamo di governi di colore diverso, prima giallo-verde ora giallo-rosso.

La vicenda per la costruzione del V bacino dura dall'autunno del 2015. Ricordo ancora perfettamente la telefonata di Fabrizio Di Cioccio per avvisarmi di questo sciagurato progetto.
Ho seguito il procedimento personalmente dalla prima conferenza di servizi ed in ogni occasione utile ho cercato di evidenziare tutte le criticità evidenti di quel progetto. Progetto che per dimensioni è estremamente più impattante della "montagna" che abbiamo visto crescere recentemente.
Ci sono state manifestazioni (sempre grato a chi non ha mai rinunciato alla lotta), sono state presentate 3 interrogazioni parlamentari (1 nella passata legislatura, grazie ad Andrea Maestri, e 2 in questa, grazie a
Rossella Muroni) a cui nessun Ministro dell'Ambiente ha risposto, ci sono stati momenti di sensibilizzazione, c'è stata un'azione encomiabile, a mio avviso,del Sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco e dell'instancabile, Tommasino Marsella, ma quello che oggi viene certificato è che la Politica, nella sua massima espressione, ha deciso e deliberato che le regole non sono uguali per tutti.

Perché questo viene certificato: il diritto cede il passo alle logiche politiche. Il pesce grande mangia il pesce più piccolo in un darwinismo politico che produce rabbia e sgomento. Il Ministero dei Beni Culturali che smentisce le opposizioni che i suoi funzionari avevano evidenziato.
Il fallimento politico nella gestione dei rifiuti della capitale che viene scontato in Provincia, dove gli occhi dei grandi giornali e telegiornali non arriva. La polvere sotto il tappetto, o meglio i rifiuti un po' dovunque. La costruzione di un Monopolio Privato in un ambito strategico.

Tutto questo avviene nel momento storico in cui tutti i cittadini dovrebbero essere rassicurati e rappresentati dalle Istituzioni.
Sicuramente continuerà la battaglia legale, continuerà la battaglia giocata sui cavilli, come giusto e doveroso che sia, ma quello che appare evidente è la sconfitta della Politica, delle istituzioni e dei rappresentanti locali in Parlamento incapaci di difendere il Territorio, per alcuni di essi c'è stato menefreghismo, per altri semplicemente mancanza di peso specifico.

Per chi pensa che la Politica sia qualcosa di serio avente lo scopo di rappresentare il popolo ed il territorio, è l'ennesima amara sconfitta.
Chi si aspetta una Politica, al passo con i tempi, capace di rendere l'economia circolare un fatto concreto e non un slogan per riempire i giornali, ormai rischia di ritrovarsi nella famigerata commedia di Samuel Beckett, "Aspettando Godot".

 

 

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