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Attesa sentenza Consiglio di Stato su inceneritori di Colleferro

  • Scritto da  Ina Camilli

comitatoresidenticolleferro 350 260di Ina Camilli - Il 15 novembre 2018 si è tenuta l'udienza di appello al Consiglio di Stato sulla questione del rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA) all’esercizio degli inceneritori di colle Sughero, promosso dal Comune di Colleferro e ad adiuvandum da comitati e associazioni di Colleferro, in qualità di ricorrenti al TAR del Lazio, contro Regione Lazio, Lazio Ambiente spa, Ministero dell’Ambiente e tutela del territorio e del mare.
L’udienza si è conclusa con un rinvio in attesa delle decisioni della Regione sull’utilizzo degli impianti o sulla loro dismissione.

Infatti, nonostante la recente Deliberazione d’indirizzo della Giunta regionale (26.10. 2018, n. 614) sulla “Individuazione di soluzioni di riconversione della tipologia di impiantistica di Lazio Ambiente spa”, manca al momento il formale atto di rinuncia o revoca e la Regione non ha prodotto - in sede di udienza - alcun provvedimento in tal senso.
In ogni caso, qualsiasi attività o riutilizzo del sito di colle Sughero, sottoposto a procedura di bonifica per la contaminazione da cromo esavalente, dovrà essere autorizzata dal Ministero dell’Ambiente. E ciò anche nel caso della vendita di Lazio Ambiente spa, proprietaria dell’immobile.
Il Consiglio di Stato aveva precedentemente disposto l’acquisizione di ulteriori documenti ed elementi istruttori e fissato l’udienza al 15 novembre 2018. Il Comune di Colleferro ed altre associazioni hanno presentato memorie e prodotto documenti.

In particolare, il Comitato residenti Colleferro ha depositato la richiesta di VIS (Valutazione di impatto sanitario), lo specifico parere pro veritate redatto da ISDE, la diffida alla Regione Lazio, le osservazioni contrarie al rilascio dell’AIA, l’istanza di riconvocazione della Conferenza dei servizi, la richiesta di chiusura del procedimento amministrativo di riesame dell’AIA, la copia del verbale della Conferenza dei Servizi sulla bonifica di colle Sughero, da cui risulta che la caratterizzazione del sito dove è stato rinvenuto il cromo esavalente non è stata mai approvata dal Ministero dell’Ambiente.
A questo punto l’auspicio che consentirebbe al territorio di chiudere la questione inceneritori – dove si bruciava il CDR da rifiuto di tutta la Regione, tranne la provincia di Frosinone - è l’adozione e la pubblicazione da parte della Regione della revoca dell’AIA, del revamping e l’avvio delle operazioni di bonifica da parte del Ministero dell’Ambiente. E chi pagherà la bonifica? Lazio Ambiente spa, ovvero la Regione, ovvero noi cittadini! Non vale la norma chi inquina paga!
Questo quadro di interventi è però reso difficoltoso dal procedere incerto e spesso contraddittorio della Regione che da un lato ha deciso la dismissione degli inceneritori e dall’altro ha assegnato a Lazio Ambiente spa la progettazione di un nuovo presidio industriale per eseguire processi di lavorazione ed estrarre risorse dai rifiuti in uscita dai TMB. Non meno contraddittoria la s

La Regione vuole compiacere il territorio con i termini di “riconversione” e “dismissione” degli inceneritori e, allo stesso tempo, progetta un nuovo presidio industriale dedicato al trattamento dei rifiuti urbani da realizzare sempre a Colleferro e possibilmente nello stesso sito del quartiere Scalo!
Addirittura questo presidio avrà un ruolo centrale nel nuovo Piano di gestione dei rifiuti, contro ogni prevedibile e dichiarata opposizione dell’area vasta della valle del Sacco, gravata dal “fattore di pressione”! Solo a Colleferro c’è una elevata concentrazione di fonti inquinanti: discarica, turbogas, cementificio, cava, Tav, traffico veicolare, autostradale, ferroviario, fiume Sacco.
Un annuncio politicamente scorretto e inaccettabile per una comunità che ha lottato tenacemente per la chiusura degli inceneritori e per rivendicare, attraverso tutte le battaglie intraprese, il diritto all’autodeterminazione!

Quali iniziativa ha assunto il Comune di Colleferro per difendere il proprio territorio e pretendere il ruolo da protagonista e non di ratifica di decisioni altrui?
Infatti, la Deliberazione del 26 ottobre scorso è un mero atto d’indirizzo, al quale non è neppure allegato, come previsto, lo studio di fattibilità: è una relazione che contiene l’aggiornamento del fabbisogno impiantistico regionale, sulla base dell’attuale situazione e dei prossimi anni.
E’ noto che la Regione non potrà disporre di un nuovo Piano di Gestione dei rifiuti prima della fine del 2019 e nel tempo occorrente all’avvio del nuovo polo industriale (3 anni) deve gestire l’ordinario e far fronte alla situazione con gli impianti esistenti.
Ugualmente controversa è la decisione della Regione di provvedere ad uno nuovo bando per la cessione delle quote di Lazio Ambiente spa entro il 2019, senza alcuna garanzia di salvaguardia dei livelli occupazionali, addirittura degli stipendi!
La Regione vuole affidare a Lazio Ambiente spa, invece che al Consorzio Minerva, la realizzazione del nuovo polo per il trattamento dei rifiuti (FOS, metano, bioful)? Una strategia economica che contrasta con l’ipotesi della vendita della società. Chi comprerebbe, un soggetto privato? E cosa comprerebbe? Un impianto di cui la stessa Commissione europea, nella Comunicazione del 26 gennaio 2017, prevede esplicitamente la “moratoria” di nuovi forni, spegnimento di quelli datati e decommissioning (spegnimento graduale) di quelli in eccesso?
Gli inceneritori, almeno quelli, sono fermi, ma è stata riaperta la discarica. Tutto il resto, come nel porto delle nebbie, cammina e arretra nello stesso momento.

*Ina Camilli
Rappresentante Comitato residenti Colleferro
Colleferro, 23.11.2018
Contrada Fontana degli Angeli, 00034 Colleferro – Roma

 

 

 

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