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Una strategia in 5 mosse con tanto biogas, incenerimento ed incentivi vari

COMITATO ALTERNATIVA SOSTENIBILE. Associazioni

Gli industriali del settore rifiuti passano già all’incasso

Comitato Alternativa Sostenibile
Logo comitato alternativa sostenibile minGli industriali del settore rifiuti passano già all’incasso e presentano al governo Draghi una “strategia” in 5 mosse con tanto biogas, incenerimento ed incentivi vari.
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♦️ Per “garantire una reale transizione verso l’economia circolare utilizzando efficacemente le risorse europee (Next Generation EU e Fondi Strutturali)” , FISE – ASSOAMBIENTE , “la Federazione Imprese di Servizi che rappresenta e tutela gli interessi degli associati in materia di gestione dei rifiuti, delle bonifiche dei siti contaminati e delle fonti rinnovabili di energia e da frazione biodegradabile dei rifiuti”, ha presentato una sua strategia al Governo Draghi “Affinché il Programma nazionale sui rifiuti possa realmente mettere le gambe” (?).
L’hanno definita ‘Strategia’ in 5 mosse” per adeguare la dotazione impiantistica nazionale ma anche e soprattutto per chiedere l’utilizzo di nuovi strumenti economici e, udite-udite, ulteriori incentivi che possano “guidare i mercati e gli operatori verso gli obiettivi ambientali … e verso l’Economia Circolare”. Ovviamente con i termini “ambientale ed Economia Circolare ” si è appurato che possiamo indorare e colorare tutto. E non solo di verde.
Nei Punti della richiesta o meglio della “strategia”, emerge ovviamente tutto l’interesse degli industriali del settore rifiuti a trasformare ulteriormente in oro quanto si raccoglie, si lavora, si recupera, ma con una volontà ben precisa che va dalla socializzazione degli investimenti e dei costi alla privatizzazione dei profitti. Gli incentivi concessi agli operatori del mondo dei rifiuti ricadrebbero, ovviamente e in maniera diretta o indiretta, sulla collettività.
♦️ Nella “Strategia” chiedono tra l’altro:
? Corrispettivi per i gestori che incentivino gli investimenti e un razionale sistema di premi diretti al settore
? Copertura dei costi di raccolta fra l’80 ed il 100 % dei costi efficienti dei gestori con finanziamento delle campagne di comunicazione ed informazione
? Riconoscere agli operatori di settore una parte dei ricavi della vendita dei materiali (sharing).
? Introdurre i “Certificati del Riciclo” (CDR) In chiara analogia con gli strumenti di mercato previsti per sostenere l’uso del biometano e degli altri biocarburanti avanzati nel settore dei trasporti.
? Introdurre anche i “certificati bianchi del riciclo” come titoli di efficienza energetica per le aziende che utilizzano prodotti riciclati per produrre nuova materia.
? Promuovere l’ammendante organico, con IVA zero.
? Utilizzo del compost nelle manutenzioni del verde pubblico (parlano di compost ma in realtà dovrebbe essere l’ammendante compostato processato dai biodigestori)
? Vista l’esistenza degli incentivi per il recupero energetico dai rifiuti con finanziamento al biogas, chiedono di valorizzato mediante recupero di energia, il 25-35% dei rifiuti urbani.
? Valorizzazione energetica (incenerimento e non) ampliata e incentivata anche per i rifiuti pericolosi.
? Consentire i finanziamenti della Banca Europea degli Investimenti per gli impianti di recupero energetico, per trattare i rifiuti non riciclabili e gli scarti dei processi di riciclaggio
? Confermare gli incentivi per il biometano, estendendo i programmi di ammissione degli impianti agli incentivi del GSE oltre il 2022
? Destinare tutto il gettito della tassazione sui rifiuti (inclusi i sacchetti di plastica), per finanziare impianti di recupero e non più per finanziare la spesa corrente della pubblica amministrazione.
? Modificare la tassazione della plastica, tassando quella non riciclabile e vincolando il gettito in un’ottica coerente con l’idea di imposta di scopo, destinando dunque quanto raccolto al sostegno dell’industria del riciclo della plastica.

Non ci sconvolge il “Cicero pro domo sua” della FISE-ASSOAMBIENTE, ma l’immediatezza delle richieste ad un Governo appena eletto e a loro confacente. I rifiuti sono e resteranno un problema per molti anni ancora e che si usino solo come opportunità per fare business lo troviamo poco etico e forse tanto immorale. In questo campo la “mala pratica” può portare discapito alla collettività per i sicuri danni alla salute umana, all’ambiente e alle finanze familiari. Soluzioni alternative rispettose della salubrità in genere ce ne sono e continueremo ad impegnarci e lottare perché si applichino nell’interesse collettivo.
Questa “Strategia in 5 mosse” ci riempie di dubbi e perplessità e per questo ci poniamo in vigile attesa su come la stessa verrà recepita dalla politica al governo di questo Paese, praticamente da tutti i partiti. Le richieste, o meglio le provocazioni, della Federazione delle imprese dei Rifiuti, se fossero accolte riempirebbero i territori di impianti (bio?)gas/metano e di Inceneritori in tutte le loro espressioni tecnologiche, aggravando ulteriormente la qualità dell’aria e della vita dei cittadini. Come se non bastasse chiedono per questa “mossa del cavallo”, che nei loro desiderata dovrebbe condurli allo “scacco matto”, miliardi a palate dal Next Generation EU e dai Fondi Strutturali. Siamo sicuri che inevitabilmente altri costi per incentivi alla produzione energetica e premi vari saranno, ovviamente, a carico di tutti noi utenti di servizi vari.

Vedremo anche come risponderà il ministero alla Transizione Ecologica, che in linea teorica dovrebbe occuparsi anche di “qualità dell’aria”, con il suo ministro liberal-liberista e con le due sottosegretarie di recente nomina. Non più tardi di eri una delle due si è definita ” figlia della Valle del Sacco (e dei suoi problemi, speriamo)”; “impegnata in un cambiamento ambientale di sostanza e non di forma”; “contraria all’Estrattivismo” (temine generico che in realtà dice tutto e niente). Anche se scettici, attendiamo e valuteremo le risposte in merito.
Comitato Alternativa Sostenibile.

Già pubblicato su Facebook. Inviato dal Presidente del Comitato Alternativa Sostenibile, Giancarlo Ceci

 

 

 

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