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I figli non sono una proprietà privata

NadeiaDeGasperis 350 260di Nadeia De Gasperis - La famiglia? Qualche giorno fa, a Sora nell'orario di uscita da scuola, nel bel mezzo del traffico cittadino, un uomo si è avventato a braccia aperte verso un bambino di otto-dieci anni che presumibilmente era suo figlio. Sono bastati pochi secondi a sconfessare l’emozione per quello slancio che pensavo si sarebbe risolto in un abbraccio. L’uomo ha afferrato per la collottola la sua “bestiola” e lo ha scaraventato contro il vetro della sua auto di grande cilindrata, una, due, tre volte, prima di lanciarlo nell’abitacolo come fosse la sua borsa da palestra, con uno sguardo sgualcito di rabbia, senza fare una piega ai suoi abiti di marca. Poco importa la nostra reazione, l’incidente scampato per fermare il bastardo, l’immagine che periodicamente torna a logorarmi. Non trovavo il modo di raccontare questo episodio, senza retorica, senza strumentalizzarlo.
Non voglio ingaggiare una battaglia di leggittimità tra questa famiglia e una eventuale famiglia creata da due persone dello stesso sesso su presupposti diversi, perchè non considero famiglia una trama di relazioni fondate sulla violenza e la mancanza di rispetto della vita altrui. In verità penso che ad accostare violenza e aggressività all’amore e alla famiglia si faccia solo una brutta figura retorica nei confronti dei sentimenti puri. Un episodio di violenza così deprecabile può avvenire alla mercè di tutti perchè legittimato dalla “Normalità” dei rapporti parentali? Normale e naturale, me ne accorgo dallo sguado fisso e inespressivo di questo bambino mentre il suo volto impatta ripetutamente sul vetro, è qualsiasi comportamento reiterato senza che nessuno intervenga a correggerlo, ma Nautrale è anche qualsiasi comportamento concepito per amore che non venga rigettato in pasto al moralismo becero e bigotto, che non sia deviato con ipocrisia dal normale corso delle cose
Un comportamento può essere concepito come naturale solo attraverso la sua pratica, la frequentazione.
Una persona “perfettamente integrata” che non vive ai margine, se non sull’orlo della propria coscienza, può fare mostra della sua esuberante indole deviata perchè la legge “naturale” delle cose lo legittima a farlo?
Non voglio neppure risalire la corrente di pensiero fino alla fonte di tutte le ipocrisie, ma rilanciare uno slogan come quello che campeggiava nei cortei del family day, “difendiamo i nostri figli”, a mio avviso, manifesta già una cattiva intenzione. Considerare i figli una proprietà privata da difendere da cosa? Dalla potenziale felicità degli altri bambini? Perchè non difendere tutti i bambini dall’infelicità? Ci si dovrebbe incatenare alla propria indignazione per difendere i bambini dalla violenza.
I nostri figli sono nostri nella misura in cui accettiamo delle responsabilità affettive, economiche educative e sociali nei loro confronti.
Si dovrebbe insegnare loro che il bianco e il nero esistono per modulare i colori, perchè virino nei toni della comprensione e della accettazione.
Abbiamo perso un’altra buona occasione per tacere la nostra atavica ipocrisia. Si è concluso, malamente, un nuovo capitolo della nostra preistoria.

 
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