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A Cassino: presentata la Carta dei diritti della bambina

CASSINO SALA RESTAGNO 11 GENNAIO 2019 350 260 mindi Fiorenza Taricone - Nel pomeriggio dell’11 gennaio nella Sala Restagno del Comune di Cassino sono intervenuta ad una manifestazione promossa dalla Fidapa (Federazione Italiana Donne Arti professioni Affari) che riguarda un tema antico e moderno insieme: i diritti della bambina. L’associazione infatti ha presentato la Carta dei diritti della bambina, in occasione della sua sottoscrizione anche da parte della Giunta del Comune di Cassino, ma che finora è stata approvata da moltissimi Comuni italiani e da cinque Regioni, fra cui recentemente anche il Lazio. L’associazione femminile e movimento di opinione Fidapa Bpw Italy è l’espressione italiana della Federazione americana Business and Professional Women nata nel 1919, alla fine della guerra; la finalità è sempre stata quella di promuovere, coordinare e sostenere le donne nel campo delle arti, professioni e affari, incentivandone l’impegno politico e civile, senza distinzioni di etnia, lingua e religioni. L’IFBPW è una cosiddetta ONG, cioè non governativa, accreditata presso Onu, Fao, Unesco, Consiglio d’Europa e altri organismi internazionali. Ispirata alla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia del 1989, La Carta non ha la pretesa di essere vincolante; è un’enunciazione di principi di valore morale e civile per promuovere oltre alla parità sostanziale fra i sessi, la valorizzazione delle differenze tra bambine e bambini e il superamento degli stereotipi che limitano la libertà di pensiero e di azione in età adulta. Il progetto Fidapa BPW Italy prevede la diffusione del documento sul territorio nazionale, sollecitando la sottoscrizione e l’adozione da parte dei Comuni presso i quali è attiva l’Associazione F.I.D.A.P.A., dei Comuni limitrofi e delle Regioni. Oltre alla Presidente della Fidapa di Cassino, Silvia Volante, e a Anna Maria Cacciami, responsabile per Cassino della implementazione del progetto, Fiorella Annibali Responsabile Nazionale del Gruppo di Lavoro Carta dei diritti della bambina Educare alla parità Contrasto alla violenza ha illustrato il progetto che intende coinvolgere le scuole, innanzitutto le elementari. A sorpresa infatti un gruppo di bambini e bambine hanno letto a turno gli articoli della Carta.

 

Il testo presentato è stato rinnovato rispetto alla versione originale presentata ed approvata durante il Congresso della BPW Europa, a Reykjavik nel 1997, a seguito diBimba sfuttata un seminario sul tema "Il futuro della bambina in Europa", tenuto da Janice Brancroft, rappresentante dell'Europa presso la Commissione della condizione femminile dell'Onu. Ispirata alla Convenzione Onu sui Diritti del fanciullo del 1989, a differenza e ad integrazione di questa, che pone sullo stesso piano i due generi, la Carta dei diritti della Bambina li distingue in termini di caratteristiche e bisogni, per le diverse connotazioni fisiche ed emozionali. Dopo circa 20 anni, l’originaria Carta dei diritti della bambina doveva necessariamente essere aggiornata, in considerazione delle leggi sopravvenute in tutto il mondo; la nuova versione è stata definitivamente approvata il 30 settembre 2016 dal Meeting europeo della Fidapa durante la Conferenza di Zurigo.

 

Nel mio intervento ho sottolineato come i bambini e le bambine abbiano rappresentato un nodo storiografico: la storia moderna e contemporanea è stata vista quasi sempre dal punto di vista degli adulti, raramente considerando esclusivamente i minori come soli protagonisti. Sono recenti tutto sommato gli studi sui bambini in Italia come soggetti attivi e passivi durante i conflitti; oppure quelli che sui libri di testo delle scuole ricordino come il decollo industriale italiano, appena fatta l’unità d’Italia, fosse ricaduto anche sulle cosiddette mezze forze, cioè le donne e i bambini, che avoravano spesso quanto gli uomini, ma paradossalmente detti mezze forze, forse più per giustificare il minore compenso rispetto ai lavoratori uomini. Certamente la globalizzazione e la rete ci hanno mostrato le condizioni non dignitose e i pericoli che i minori di entrambi i sessi corrono, ma la distinzione fra i sessi s’impone.

 

La dobbiamo alla Conferenza Mondiale delle donne di Pechino del 1995, che in Italia ha avuto una scarsa eco, ma fra le sue novità, ha riservato alle bambine un posto a sé fra i tanti obiettivi strategici della sua Piattaforma. Nove elaborazioni che conservano tutta la loro attualità, tanto più drammatica se si pensa che da Pechino sono passati ben 24 anni. Il primo: Eliminare tutte le forme di discriminazione nei confronti delle bambine. Il secondo: Eliminare gli ateggiamenti e le pratiche culturali negative nei confronti delle bambine. Il terzo: Promuovere e proteggere i diritti della bambina e far meglio conoscere i suoi bisogni e il suo potenziale. Il quarto: Eliminare le discriminazioni nei confronti delle bambine nell’istruzione, acquisizione delle capacità e formazione. Il quinto: Eliminare la discriminazione nei confronti delle bambine nei settori della salute e della nutrizione. Il sesto: Eliminare lo sfruttamento economico del lavoro dei bambini e proteggere le bambine che lavorano. Il settimo: Eliminare la violenza nei confronti delle bambine. L’ottavo: Sensibilizzare le bambine e favorire la loro partecipazione alla vita sociale, economica e politica. Il nono: Rafforzare il ruolo della famiglia nel migliorare la condizione delle bambine.

 

Carta dei diritti delle bambine

 

 

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