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Parità di genere. Ricorso VS Rai

Squilibrio di genere nelle posizioni apicali della RAI

paritàdigenere 390 minIn qualità di Consigliera di parità di Frosinone, ritengo utile, per l’importanza che rivestono oggi i mezzi di comunicazione, in primis un’azienda pubblica come la Rai, diffondere l'istanza che la Consigliera Nazionale di Parità Francesca Bagni Cipriani e la Consigliera di Parità supplente, Serenella Molendini, hanno esposto ai vertici Rai e alle Autorità competenti, relativa allo squilibrio di genere nelle posizioni apicali dell'azienda, ulteriormente peggiorata in seguito alle recenti nomine.

- ALL' AMMINISTRATORE DELEGATO DI RAI S.p.A;

Pec: raispa@postacertificata. rai.it
- AL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI RAI S.p.A IN PERSONA DEL PRESIDENTE P.T.
Pec: raispa@postacertificata. rai.it
- ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE PER L'INDIRIZZO GENERALE E LA VIGILANZA DEI SERVIZI RADIOTELEVISIVI;
Pec: vigilanzarai-accesso@pec. senato. it
e.p.c.
- ALLA MINISTRA DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI;
Pec: segreteriaministro@pec. lavoro.gov. it
- ALLA MINISTRA PER LE PARI OPPORTUNITA' E LA FAMIGLIA

Pec:
- AL DIRETTORE GENERALE DEI RAPPORTI DI LAVORO E DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI
Pec: dgrapportilavoro@pec. lavoro.gov. it

Istanza

La Consigliera Nazionale di Parità dott.ssa Francesca Bagni Cipriani, nonché la Consigliera Nazionale di Parità supplente, dott.ssa Serenella Molendini, entrambe ai fini del presente atto elettivamente domiciliate in Lecce alla Via Augusto Imperatore n. 16 presso lo studio dell'Avv. Valeria Pellegrino (CF: PLLVLR65L55 H501S; pec: ), che le assiste, espongono

Premesso
- che di recente RAI spa ha provveduto alle nomine alle direzioni di Rete e Testate giornalistiche;

- che le stesse sono state effettuate nel dispregio delle norme e dei principi di parità di genere, sacrificando immotivatamente competenze e professionalità femminili, già fortemente sottodimensionate rispetto al complessivoassetto dirigenziale aziendale;

- che lo schema degli attuali organi direttivi, anche alla luce delle nuove designazioni, ha acuito il già preesistente divario uomo-donna, comportando uno squilibrio inaccettabile del complessivo quadro d'insieme;

- che in particolare, ad oggi, nella direzione delle testate televisive sono presenti 1O uomini a fronte di 3 donne; nelle direzioni dei canali radio il rapporto è pari a 8 uomini e 5 donne; ai vertici delle testate giornalistiche vi sono 7 uomini ed una sola donna, senza alcuna presenza femminile nelle testate giornalistiche televisive -così come nelle reti principali- che notoriamente risultano di maggior prestigio; mentre solo nelle direzioni delle strutture il rapporto risulta invertito con la presenza di 5 donne e 4 uomini;

Considerato
- che è immanente nella politica e nelle regole aziendali il rispetto e la promozione della parità di genere, non solo ai fini dell'offerta informativa, ma anche allo scopo di una corretta ed imparziale gestione della organizzazione interna e delle risorse umane;

- che in particolare, in virtù del Contratto di servizio stipulato con il Ministero dello Sviluppo Economico, RAI è tenuta a promuovere ed assicurare la parità tra uomini e donne (artt. 2 e 6);

- che anche in relazione al proprio Codice etico, RAI è onerata della garanzia e del rispetto delle pari opportunità, oltre che della attuazione d i condotte orientate a sostenere la crescita professionale (artt.1-5);

- che lo Statuto della società prevede espressamente una compos1z10ne del Consiglio di Amministrazione in cui sia favorita la presenza di entrambi i sessi (art.21.1); sì che non si vede il motivo per il quale, stante anche il complessivo indirizzo aziendale, i l medesim o principio di equilibrio non debba essere riconosciuto anche nelle diverse articolazi oni apicali;

- che nei bilanci sociali RAI ha manifestato sempre l'impegno del gruppo a porre attenzione sui temi della parità di genere, non solo in ambito editoriale, ma anche attraverso il coinvolgimento interno dell'Azienda;

- che pertanto, posta la complessiva mission della società, volta a garantire il raggiungimento di obiettivi di pubblica utilità, tra i quali lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico ricomprende la promozione della parità tra uomini e donne (cfr pagina web dedicata alla azienda ed alla concessione del servizio), lo squilibrio complessivo riveniente anche dalle nuove nomine viola, tradisce e confligge con le previsioni contrattuali, statutarie e di indirizzo aziendale;

Considerato altresì
- che a mente dell'art. 49 del D.lgs 198/06 (Codice delle Pari Opportunità tra uomo e donna) "la concessionaria pubblica e i concessionari privati per la radiodiffusione sonora e televisiva in ambito nazionale promuovono azioni positive volte ad eliminare condizioni di disparità tra i due sessi in sede di assunzioni, organizzazione e distrib uzione del lavoro, nonché di assegnazione di posti di responsabilità" e che tale norma costituisce applicazione di principi e valori costituzionali consacrati all'art. 3 e 51 Cost Rep.;

- -che tale obbligo risulta di fatto obliterato, risolvendosi le scelte effettuate, al contrario, in un nuovo concreto ostacolo al raggiungimento della parità, e ciò pur in presenza di autorevoli professionalità femminili, meritevoli della medesima considerazione riservata ai colleghi;

- che l 'assetto della complessiva nuova governance sacrifica illegittimamente la parità di genere, diritto che anche alla luce della complessiva evoluzione normativa, nazionale ed europea, non può risolversi in una mera enunciazione di principio, svuotata di contenuti concreti e tangibili;
- che peraltro, in virtù del servizio pubblico di cui RAI è concessionaria, la stessa dovrebbe svolgere una funzione esemplare proprio con riferimento ai modelli di governance , anche al fine di favorire virtuosi fenomeni emulativi e non sperequativi.

Tutto ciò premesso e considerato le Consigliere di Parità nazionali effettiva e - supplente, come in epigrafe domiciliate ed assistite

- Chiedono

- Agli organi in indirizzo, ciascuno per le rispettive competenze, di provvedere all 'immediato riequilibrio di genere dei vertici di reti, canali e testate, si da rimuovere anche i recenti atti a contenuto sostanzialmente discriminatorio, invitando altresì i medesimi organi a considerare, nel corso di tale nuovo procedimento, il peso ed il valore attribuibile alle direzioni delle principali reti e testate giornalistiche, ad oggi, come noto, appannaggio di soli uomini.

- Lecce-Roma 22.5.2020

- La Consigliera di Parità Nazionale Dott.ssa Francesca Bagni Cipriani
- La Consigliera di Parità Nazionale supplente
- Dott.ssa Serenella Molendini

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