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Franca Colonia e il 25 novembre

  • Scritto da  Franca Colonia

laciociara 350 260di Franca Colonia* - NNegli anni 2009-2018 quale Assessore alle politiche culturali del piccolo comune di Villa Santo Stefano in provincia di Frosinone, mi sono impegnata nel progetto “Lungo la linea Gustav. Le vittime delle violenze e dell’oblio”, presentato in partenariato dalla Rete dei Comuni di Vallecorsa, Amaseno e Villa Santo Stefano e finanziato dalla Regione Lazio negli anni 2015-2017 che si prefiggeva l’obiettivo di colmare il vuoto di memoria sulle violenze subite dai civili all’indomani dello sfondamento della linea Gustav. In particolare, è stata approfondita la tematica degli stupri di guerra avvenuti nel contesto geografico considerato, le cosiddette “marocchinate”. Le atrocità compiute all’indomani della IIª GM ai danni dell’inerme popolazione civile sono rimaste in questi anni avvolte nell’oblio, relegate perlopiù al ristretto ambito familiare se non personale; finora non si è avuto un dibattito e/o una riflessione condivisa e collettiva su una ferita così dolorosa e mai rimarginata anche a distanza di Settant’anni.

Il progetto nato dalla volontà dei Comuni con il fine di recuperare la memoria di un passato condiviso, rivendicando la ‘resistenza civile’ delle popolazioni locali, nonché di colmare il vuoto di memoria affinché sia rimosso l’oblio sulle violenze subite dai civili, ricordando gli eventi di quell’epoca buia per poterli rielaborare a livello collettivo commemorandone le vittime; altresì, si intende contribuire ad accrescere l’interesse dei giovani verso la Storia narrata dai nonni e dalle nonne, intendendola vero ponte tra generazioni. Gli obiettivi prefissi sono stati raggiunti, con buoni risultati, mediante la realizzazione di molte attività e con il coinvolgimento soprattutto delle giovani generazioni e delle associazioni storiche locali. Grande è stata la partecipazione degli amministratori di Vallecorsa, Amaseno e Villa Santo Stefano, degli storici locali, dei relatori e delle relatrici, della dirigente scolastica, ma soprattutto degli insegnanti e degli alunni e alunne della scuole secondarie dei tre Comuni che hanno lavorato con grande entusiasmo, esempio di impegno civico a cui gli adulti dovrebbero ispirarsi. Il progetto si è concluso con la scrittura di un libro da non considerare un punto di arrivo, ma di partenza. Al dovere della memoria, dovrebbe seguire l’impegno di tutti noi affinché tali orrori non si ripetano mai più in nessuna parte del mondo.

Per Villa Santo Stefano in particolare dopo 70 anni, il Consiglio Comunale del 23.11.2011, approvò la richiesta volta al riconoscimento della “Ricompensa al merito civile” con la mia relazione di cui leggo un breve stralcio:
«Le motivazioni per il riconoscimento della “Ricompensa al merito civile” prevista dalla legge 658/1956, vanno ricercate nei tragici eventi verificatisi nel corso della seconda Guerra mondiale, ed in particolare nel maggio 1944, quando le truppe alleate, sfondato il fronte di Cassino, giunsero nella Valle dell’Amaseno. Da una relazione dell’Ufficio provinciale per l’assistenza sociale di Frosinone del 31 maggio 1944 (all. a), si evince che il paese contava una popolazione di 1800 abitanti, di cui 120 senza alloggio e 300 sfollati giunti da Roma e da altri Centri, accolti benevolmente dalla popolazione locale.

Il contatto tra i Santostefanesi e gli sfollati non avvenne con gli americani e gli Inglesi, ma con i “Goumiers”, truppe di colore algerine, tunisine e marocchine che facevano parte dell’esercito francese ed avevano ricevuto “carta bianca”.

Il piccolo Centro lepino trovandosi in una situazione strategicamente importante subì ogni sorta di violenza sia dalle truppe tedesche che da quelle marocchine; inoltre i continui devastanti bombardamenti da parte alleata causarono la morte di numerosi cittadini e la distruzione di gran parte dell’abitato.

Le violenze che subirono in particolare le donne di Villa Santo Stefano, come quelle di molti paesi vicini, sono ancora oggi motivo di grande sofferenza e di difficile analisi . Le violenze, ripetute e brutali, si protrassero per ben cinque giorni dal 27 al 31 maggio 1944 colpendo sia le giovinette che le donne anziane. Il loro patimento non terminò con l’orrore subito, ma si protrasse anche successivamente lungo tutto lo scandaloso iter processuale finalizzato ad un risarcimento del danno subito a seguito dell’accordo fra le autorità italiane e quelle francesi. La maggior parte delle richieste rimasero inevase e si trascinarono fino agli anni 70, senza considerare che molte donne non ebbero il coraggio di presentare alcuna domanda. Dovendo parlare di cifre, una relazione dell’esercito americano nel maggio del 1944 riportava il numero di 150 donne violentate dagli appartenenti al Corpo di Spedizione francese (doc. a) con allegata traduzione). La conferma delle violenze viene confermata nella relazione dell’Assistente Sociale dott.ssa Maria Teresa Viotti dell’ottobre 1944, (doc. b) Archivio di Stato Centrale Roma) e in quella del dottor Carlo Calvanese dell’Uffico provinciale di Sanità del 21 maggio 1947 (doc. d) Archivio di Stato di Frosinone – Assistenza alle popolazioni nel dopoguerra)».

Molte di queste donne oggi non sono più in vita, alcune sono nonne ed anche bisnonne, molte di loro patirono oltre che l’infamia anche la vergogna e la diffamazione. In virtù di quanto esposto, la concessione della Decorazione alla Comunità di Villa Santo Stefano riconosciuto dal Ministero dell’Interno è stato un importante riconoscimento per tutte le donne, gli uomini e per i loro discendenti che in quegli anni “resistettero con fierissimo contegno alle più dure sofferenze offrendo un ammirevole esempio di coraggio e di amor patrio”.

 

*Franca Colonia 25 novembre 2019 - per la presentazione del libro “Basta mi fai male” di Jeph Anelli.  Nella Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne promossa dalla Biblioteca Tullio De Mauro -Muncipio II di Roma.

 

 

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