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Ricostruire il futuro del Lazio con il lavoro

 LAVORO E LAVORATORI

 “Governare il futuro, rinnovare l'azione sindacale, mantenere i posti di lavoro”

di Donato Galeone*
ricostrire il futuro 350 minSono i tre obbiettivi che Enrico Coppotelli, Segretario Generale della CISL Lazio ripropone al mondo delle imprese, alla istituzione Regione Lazio e alla stessa CISL, sindacato dei lavoratori, in azioni unitarie con CGIL e UIL.


Lo abbiamo letto anche qualche giorno fa, il 2 ottobre, a pagina 7 del giornale quotidiano Ciociaria Oggi, nel considerare che è iniziata la nuova epoca post pandemia osservando - afferma Coppotelli - che è già avviato “il mutamento degli assetti e dei paradigmi”.

Vale a dire che, insieme, si deve ricostruire e cominciare a cambiare - cambiamento di paradigmi - indicando passaggi e condizioni nei modi e tempi, affrontando problemi strutturali di ripresa - sottolinea Coppotelli - “entrando nell'ordine di idee che i paradigmi (modelli) vanno cambiati per costruire il futuro, giorno dopo giorno, partendo dal presente”.

Appare certamente interessante - da approfondire e verificare - la stima richiamata da Coppotelli sui livelli occupazionali e del prodotto interno lordo (PIL) nei prossimi 5-7 anni ( 125.000-270.000 posti di lavoro) che partendo dall'ampliamento degli investimenti nell'assetto territoriale regionale presente - tra infrastrutture materiali e immateriali - le province laziali dovrebbero gradualmente collegarsi con il resto del Paese e l'Europa, contestualmente, alle innovative “piattaforme tecnologiche” tra settori produttivi e servizi per consentire e favorire lo sviluppo interconnesso dei traffici oltre il Lazio.

E' determinante la fattibilità progettuale - per il Lazio - l'importante e attualissima esigenza di una “mobilità sostenibile“ che, come annunciato, dovrebbe - con il PNRR - movimentare 3,5 miliardi di investimenti, oltre quelli che integrerebbe la Regione da destinare verso lo sviluppo della “economia del mare per riportare di nuovo l'Italia al centro dei traffici marittimi intercontinentali” (lo ha sottolineato anche Draghi all'Assemblea Confindustria del 23 settembre 2021).

Così come appare ragionevole - non solo a mio parere - che con gli investimenti nei porti di Gaeta, Fiumicino e Civitavecchia si dovrebbe ripartire per costruire e condividere un “Patto o piano programmato per lo sviluppo e per il lavoro della Regione Lazio” da coniugare e coordinare nelle missioni del PNRR 2021/2027 che - come richiamato anche da Coppotelli - “rappresenta una occasione straordinaria non ripetibile e che sfida tutte le classi dirigenti (politiche e sindacali) nel sapere intercettare le risorse e i fondi disponibili e, poi, saperli spendere in tempi dovuti nel miglior modo per la collettività”.

Tutto ciò significa “condividere il come costruire e governare il futuro” ripensando e proponendo una diversificata modalità di vita sociale inclusiva nel negoziare il nuovo modo del produrre, sia come sindacato di persone lavoratori e lavoratrici che imprenditori; amministratori privati e pubblici, responsabili politici e/o rappresentanti di parti sociali per dare “corpo e anima a quella sfida epocale” - richiamata anche da Coppotelli - partendo con il pensiero e l'agire economico basato sul principio del “lavoro, salute, ambiente” che sono i tre nodi sempre riemergenti e resi ancora più legati, stretti e gravi, dalla pandemia Covid 19.

Sappiamo tutti che quei tre nodi se non sciolti “con posti di lavoro veri da mantenere in sicurezza e salvaguardia ambientale“ - oggi più di ieri - favoriranno l'aumento delle disuguaglianze sociali!! Ecco – ripetiamolo – la determinante esigenza di necessarie volontà politiche e condivisioni unitarie sulle “immediate buone idee progettuali e patti sociali” utilizzando tutte quelle risorse regionali ed europee da rendere esecutive e spendibili nei territori in tempi certi programmati.

Mi permetto ripetere e ricordare, per non dimenticare, che “il basso Lazio ex area già incentivata dalla Cassa per il Mezzogiorno” ai confini della Campania, Molise e Abruzzo sia a sud che ad ovest con i porti di Gaeta, Fiumicino e Civitavecchia - nella geografia economica della condizione sociale nazionale ed europea - viene esclusa, non da oggi, da ogni intervento agevolato, statale o europeo, destinato alle aree meno sviluppate del Sud e le isole italiane.

E la Regione Lazio rispondeva dopo qualche mese - con riferimento al vigente Decreto del Presidente del Consiglio del Ministri n. 12 del 25 febbraio 2018 con la sua DGR di ottobre 2018 richiamata e sollecitata anche da un ordine del giorno, approvato con voto unanime, del Consiglio Regionale del 21 gennaio 2020 - intendeva istituire nel territorio del Lazio e nell'ambito portuali di Gaeta, Fiumicino e Civitavecchia la ZLS (Zona Logistica Semplificata) seguendo le stesse procedure per il riconoscimento nel Mezzogiorno delle ZES (Zone Economiche Speciali).

Ma verso la fine del terribile e disorientato anno 2020 il Consiglio Regionale del Lazio approva la deliberazione n.13 del 22 dicembre concernente “linee di indirizzo per lo sviluppo sostenibile e la riduzione delle disuguaglianze: politiche pubbliche regionali ed europee 2021-2027” e nel documento deliberato (pubblicato in Bollettino Regionale il 31 dicembre 2020) il Presidente Nicola Zingraretti conclude la presentazione con queste parole: ”un nuovo orizzonte di progresso sostenibile - nel frangente storico straordinario determinato dalla evoluzione della pandemia e dei suoi effetti - richiederà una profonda modificazione culturale a cui, noi tutti, dobbiamo contribuire”.

Penso che, razionalmente, adeguando e aggiornando questi documenti già deliberati da Regione Lazio si dovrebbe ripartire per viaggiare spediti verso la sottoscrizione di un “patto per lo sviluppo regionale” sollecitato dalla CGIL-CISL-UIL e parti sociali coinvolgendo le aree dei cinque agglomerati consortili di sviluppo industriale recentemente costituenti del “Consorzio Unico di Sviluppo del Lazio” e promuovere le costituzioni delle “APEA (Aree Ecologicamente Attrezzate)” nelle province laziali.

Apertura, quindi, di un confronto sia sui contenuti che sulla gestione dello “sviluppo sostenibile e la riduzione delle disuguaglianze con il lavoro” nella consapevolezza che senza i lavoratori non esisterebbero le imprese e neppure quelle imprenditorialità tecnologicamente avanzate e innovative che richiedono, sempre, il rispetto del lavoro umano delle persone sia nelle attività produttive di beni che nei servizi da orientare, giorno dopo giorno, verso un graduale e certo passaggio ravvicinato “dal reddito sociale assistenziale universale per sopravvivere al dignitoso lavoro per vivere”.

(*) già Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio

 

 

 

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