fbpx
Menu
A+ A A-

Un solo linguaggio nell'interesse di tutti gli italiani

s.camusso produttività 225300di Ignazio Mazzoli - Che stra...ordinaria circostanza! A pochi chilomerti di distanza in due comuni diversi della provincia di Frosinone il segretario del più forte sindacato italiano, la Cgil ed il presidente dell'Associazione degli imprenditori, la Confindustria. Susanna Camusso a Ceccano e Giorgio Squinzi a Supino. Due eventi certamente di dimensione provinciale, ma non da tutti egualmente ritenuti tali. Come nasce questa duplice e significativa presenza?
Certo, per la Cgil si trattava, in occasione della sua festa d'estate anche sottolineare il cambio al vertice della Segreteria Provinciale. Domenico De Santis, dopo sei anni di forte impegno, come vuole lo statuto della sua organizzazione, lascia la guida del sindacato provinciale che viene assunta da Guido Tomassi, fino ad oggi potente segretario dello Spi-Cgil. Un fatto senza dubbio in grado di chiedere al segretario generale Susanna Camusso di essere qui, in questa provincia fra le le più disastrate d'Italia per disoccupazione e crisi economica.
Sarà questa presenza ad avere richiamato Giorgio Squinzi? Forse mai lo sapremo, ma certo che un venerdì di luglio infuocato da Caronte, così emblematico per il mondo del lavoro, non si ripeterà tanto facilmente.

Quale può essere il compito di queste brevi note? Si tratta di sapere come è possibile rispondere a quella vera e propria "crisi nella crisi" che ci consegna una caduta di reddito, occupazione, produzione ed investimenti molto peggiore della media europea, per la massima parte generata dagli effetti delle manovre dei governi Berlusconi e Monti, combinati con la particolare intensità e gravità della stagione delle privatizzazioni nel nostro paese, con l'idea che la sola politica industriale fosse la precarizzazione, la compressione di salari e diritti del lavoro? Susanna Camusso con Guido Tomassi, Manuela masliziola e Domenico De SantisSusanna Camusso con Guido Tomassi, Manuela Maliziola e Domenico De Santis Susanna Camusso con Guido Tomassi, Manuela Maliziola e Domenico De SantisL'Italia è stata seconda solo al Giappone nei processi di privatizzazione degli ultimi venticinque anni: Susanna Camusso con Guido Tomassi, Manuela masliziola e Domenico De SantisSusanna Camusso con Guido Tomassi, Manuela Maliziola e Domenico De Santis un bilancio totalmente fallimentare, di cui ora ci si appresta a lanciare la fase conclusiva.

Susanna Camusso interrogata da un Alessio Porcu, direttore di Teleuniverso, particolarmente incalzante e stimolante è entrata sempre nel merito dei quesiti che le venivano posti con grande onestà intelletuale come quando ha riconosciuto che "di fronte a certi numeri della disoccupazione (solo in questa provincia sono 100.000 i senza lavoro) ci sono concorsi di responsabilità perchè i profitti non sono andati agli investimenti e perchè le risorse non si sono concentrate nei giusti settori e bisogna ripartire da quel 30% di buona industria che invece ha dimostrato con i fatti qual è la strada da seguire". Per quanti sforzi facciamo non riusciamo a vedere traccia di quel 30% qui da noi, dove da anni i sindacati unitariamente denunciano l'inerzia degli imprenditori e la scarsezza di investimenti per non parlare di assenza d'innovazione. L'esempio "più luminoso" è nel comportamento della Fiat.
Quale sarà il destino dello stabilimento di Piedimonte? Perchè i titolari ed i responsabili di questa azienda multinazionale non vengono chiamati a rendere conto al Governo italiano ed alla Regione Lazio delle loro intenzioni? Il futuro di quest'area può prescindere dalle sorti dell'industria dell'auto nel Basso Lazio? Non si può accettare l'attuale stato di incertezza sul suo futuro e su quello del suo indotto e per di più in un regime di cassa integrazione che prevede il lavoro per pochi giorni al mese. L'indotto in quest'area non può essere buttato a mare. Anche per questa ragione si devono continuare a costruire automobili. I processi industriali nel meridione del Lazio richiedono una vincolante ricollocazione della Fiat o di altra casa automobilistica. E, l'indotto di quest'area va messo in condizione di lavorare per tutte le industrie automobilistiche e non essere vincolato solo Ascoltando Susanna CamussoAscoltando Susanna Camussoalle commesse Fiat o di una sola azienda.

Lavoro e diritti non sono negoziabili, appello all'imprenditoria sana sono stati veri e propri punti di programma nella rappresentazione del segretario generale della Cgil.Ascoltando Susanna CamussoAscoltando Susanna Camusso
Soprattutto la posizione del sindacato ci pare di interesse generale perchè far lavorare tutti facendoli guadagnare il giusto è l'interesse di tutti i cittadini italiani. Ci vuole un programma d'investimenti riprogettando le tipologie industriali, ampliando e riformando le infrastrutture, applicando nuove tecnologie, investendo nella banda larga, incentivando la formazione e la ricerca.

In apertura si è accennato alla contemporanea presenza di Camusso e Squinzi, ma non si deve dimenticare di segnalare che entrambi hanno parlato a due uditori nella sostanza simili: erano costituiti dagli addetti ai lavori di entrambe le organizzazioni. Purtroppo la frattura non è solo fra istituzioni, partiti e cittadini, ma, evidentemente, va oltre.

Questo nostro popolo vuol essere protagonista. Noi tutti vogliamo essere protagonisti.Il dono del libro "Ceccano con gli operai del saponificio Annunziata. 1951-1962"Il dono del libro "Ceccano con gli operai del saponificio Annunziata. 1951-1962" C'è bisogno urgente di un vasto movimento di lavoratori e del mondo economico, una specifica iniziativa per aprire un dialogo con le forze politiche, sindacaliIl dono del libro "Ceccano con gli operai del saponificio Annunziata. 1951-1962"Il dono del libro "Ceccano con gli operai del saponificio Annunziata. 1951-1962" e imprenditoriali, le istituzioni in modo da ridisegnare un modello di sviluppo non vincolato solo al contingente ma capace di puntare alle prospettive, dottando strumenti efficaci di controllo e di verifica degli obiettivi che si vogliono raggiungere. C'è da rimetter in moto le dinamiche sociali Presidente Letta E' la diseguaglienza e l'ingiustizia che generano inconciliabilità. Facciamo che Papa Francesco non parli al vento anche lui.
Occorre un movimento organizzato e unitario, ampio e convinto che entri nel merito e formuli proposte credibili per costruire lo sviluppo necessario. Solo così si potrà avere "un Paese normale" che non nasce certo cancellando i partiti per sostituirli con organizzazioni personali, nè facendo antisindacalismo d'accatto relegando la cronaca dell'iniziativa svolta a Ceccano a pagina 31 in Area Ovest, dopo avere dedicato agli industriali le prime 3 pagine di qualche giornale.

Commento pubblicato dal quotidiano L'inchiesta del 30 luglio 2013

Pubblicato in Lavoro e Lavoratori
Torna in alto
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici