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Come festeggerà il natale 2019 un disoccupato?

Il lavoro prima di tuttodi Donato Galeone* - Pensare al disoccupato come festeggerà il natale 2019 .
Dovremmo ricordare – spesso – che il 18 aprile 2018 veniva sottoscritto il “Protocollo d'Intesa” per la Bonifica e la Reindustrializzazione della Valle del Sacco, firmato dal Ministero dello Sviluppo Economico, dal Ministero per l'Ambiente, dalla Regione Lazio e da Invitalia.
Obbiettivi: promuovere e accelerare l'attuazione degli interventi di Bacino del fiume Sacco, al fine di garantire il pieno utilizzo industriale e lo sviluppo di attività economiche e produttive sostenibili dal punto di vista ambientale e coerenti con l'esigenza di assicurare il rilancio della occupazione attraverso la valorizzazione dell'area.

Che – anche – il 23 ottobre 2018, veniva firmato un “Accordo di Programma” per la Riconversione e Riqualificazione Industriale (PRRI) dell'Area di crisi industriale complessa del sistema locale lavoro di Frosinone.
Obiettivi: rafforzare il tessuto produttivo esistente attraverso la riqualificazione delle produzioni, la reindustrializzazione dei siti produttivi dismessi, il riposizionamento competitivo delle filiere maggiormente presenti sul territorio interessate dalla crisi, al fine di agevolare il “ricollocamento lavorativo” del personale appartenente allo specifico bacino di riferimento.

Ragionevolmente – con i tempi dovuti – la Regione Lazio a fine dicembre 2018, richiamando l'Accordo di Programma sottoscritto il 23 ottobre per la riconversione e la riqualificazione industriale, tramite l'Assessore Di Berardino, dichiarava che il programma “finché non porterà a nuovo fabbisogno occupazionale, dovrà essere accompagnato dal supporto al reddito per i disoccupati”.

Sono impegni e dichiarazioni pubbliche conosciute ma che ho voluto richiamare, dopo oltre un anno, non solo per evidenziare le continue sollecitazioni di CGIL-CISL-UIL provinciali e regionali nel corso dell'anno, sia verso Regione che Governo, ma – ancora – in questi giorni e alla vigilia delle festività natalizie 2019 per rilevare ritardi operativi politici e pratici, ma ancora di più per la vita quotidiana delle persone con “l'assenza di supporto o sostegno al reddito”.
Puntualmente Gino Rossi - portavoce attivo dei disoccupati di Vertenza Frusinate - nella oltre annuale attesa del ricollocamento lavorativo conferma che “neppure ci sono notizie sul rifinanziamento della mobilità in deroga per le aree di crisi complessa”.

Sono, peraltro, da condividere anche le considerazioni e il richiamo fatto qualche giorno fa - su questo giornale - da Valentino Bettinelli sulla politica attiva del lavoro praticata nel Lazio e nel Paese che continua ad essere “ancora assente e segna una ferita grave per un intero territorio che ha bisogno di buone e complesse soluzioni” mentre sul disagio sociale giornaliero e sulle esigenze domandate dalle residue e coraggiose imprese locali – scrive Alessio Porcu – riemerge il “silenzio della politica” su almeno due conosciuti e richiamati temi verso la ripresa economica della Ciociaria.
Il primo è quello tendente a “paralizzare” il risanamento della Valle del Sacco e il secondo - che appare più evidente e più diffuso - è quello della “assenza di risposte politiche nel sistema industriale del territorio” per creare posti di lavoro e crescita.

In questo quadro - osservato a fine dicembre 2019 - resta nel basso Lazio un “terzo silenzio” sull'importante tema nel comparto produttivo dell'automobile a seguito dell'imminente fusione tra la multinazionale Fca e il gruppo Psa. Sarà in questa fusione, conseguentemente, coinvolto anche lo stabilimento ex FIAT di Cassino - con l'indotto laziale e l'economia locale, tanto nel contesto dell'economia italiana ed europea, quanto nei piani di sviluppo del quarto gruppo automobilistico mondiale: sia nei livelli produttivi innovativi in competizione mondiale che occupazionali da salvaguardare.
Fugacemente - nelle ultime settimane - in merito ai posti di lavoro nei siti attivi e produttivi e gli indotti FCA in Italia, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, visitando lo stabilimento ex FIAT di Melfi ha dichiarato, nella circostanziata occasione, che “la fusione tra FCA e PSA non deve compromettere l'occupazione”.

A conclusione di questi miei richiami, volutamente fatti, sia ai “protocolli” che agli “accordi di programma” sulle aree di crisi a declino economico e occupazionale - con il previsto ritardato sostegno al reddito nell'attesa di ricollocazione a lavoro produttivo - appare chiaro che ad oggi sia nel nostro Paese che nel Lazio la sistematica “assenza di responsabilità operativa e volontà politica” o “in presenza di silenzi e persistenti burocrazie” non favoriscono l'attesa crescita più volte annunciata e una occupazione vista sempre più lontana.
Anzi e frequentemente, si tende a bloccare anche quelle poche e generose iniziative di imprenditorialità territoriale, peraltro, disorientate e incerte nell'operare in mancanza di una “politica industriale nazionale” con decisioni coerenti e programmate, coinvolgendo imprese e sindacati.
Con manifestazioni sindacali, volta a volta, nelle crisi aziendali di oltre 150 imprese giacenti sui tavoli ministeriali sia con i 4.700 siderurgici in esubero di ILVA annunciati che con le migliaia di posti di lavoro da salvare dovrebbero, subito, impegnare Governo e Parlamento a disinnescare una invisibile ma esplodente bomba sociale - ripeto - condividendo dal 2020 la “ricostruzione industriale italiana” - mediante i necessari investimenti finanziari programmabili e sostenibili - verso un sistema produttivo privato e pubblico partecipato gradualmente nella dimensione europea.

Ecco, quindi, che anche nelle prossime tre giornate del 10, 12 e 17 dicembre la CGIL-CISL-UIL hanno convocato a Roma in Piazza Santi Apostoli le rappresentanze sindacali di luogo di lavoro – delegate e delegati dei lavoratori – che pur apprezzando la disponibilità dimostrata dal Governo sulle questioni aperte e in discussione in Parlamento sollecitano - in quelle tre giornate - di tenere presenti le proposte dei lavoratori - sostenute da manifestazioni sindacali nazionali del 9 febbraio e 22 giugno 2019 - partendo dal “Mezzogiorno e la politica industriale, dei servizi, di uno sviluppo ambientale sostenibile a sostegno della occupazione e per l'estensione degli ammortizzatori sociali”. Agire in quelle tre giornate, essenzialmente pensando, al “come il disoccupato potrà festeggiare il Natale 2019”!

(*) già Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio

 

 

 

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