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Emergenza lavoro oggi e dopo il 31 marzo 2021

Lotte e Vertenze 

”la nuova comunità si ricostruisce attraverso la partecipazione”

di Donato Galeone 
Ricostruire un territorio depauperatoCon il “Sindacato protagonista tanto nei territori quanto per il Paese”, Ivano Alteri, concludeva uno dei suoi recenti articoli, dopo aver elaborato con me ed altri l' APPELLO rivolto nei giorni scorsi alle rappresentanze politiche e sindacali provinciali.
Nadia De Gasperis scrive e condivide che il “territorio e il suo ambiente va conosciuto come spazio di vita naturale e sociale, vissuta con la consapevolezza del quotidiano per essere parte di una comunità locale e globale” mentre Alessandro Mazzoli sottolinea che assume importanza “il pensare un vero e proprio sistema territoriale per esaltare l'esistente e immaginare nuove vie di sviluppo condiviso, recuperando un protagonismo dal basso che è una delle chiavi fondamentali per reagire e per cambiare”.
E da Cassino, l'Associazione Bene Comune, rappresentata da Luigi Di Marco Presidente e da Ernesto Cossuto Segretario, nel condividere i contenuti del documento APPELLO, conferma che il “territorio abbia bisogno di robusti piani di investimento pubblico volti a ristrutturare il mondo del lavoro e le infrastrutture tradizionali oltre a creare quelle tecnologicamente nuove nel rispetto della green economy, che deve essere l'obiettivo cui tendere per sviluppare una nuova stagione del rilancio e della crescita economica”.

In un recente confronto (13.11.2020) tra Landini, Segretario CGIL e il prete romano di strada in Trastevere Don Zuppi - eletto Vescovo e poi nominato Cardinale Arcivescovo di Bologna - ha affermato che “il Sindacato esiste perché le persone per vivere hanno bisogno di lavoro e decidono di mettersi insieme. Per poterlo fare devono fidarsi l'uno dell'altro e avere il diritto di poterlo fare”. Ha sottolineato, esemplificando, che “se non vuoi bene alle persone che rappresenti non puoi neanche fare il sindacalista”. Il Cardinale riferendosi a Papa Francesco e richiamandosi alla “fraternità e solidarietà” ha concluso con queste semplici parole: ”la nuova comunità si ricostruisce attraverso la partecipazione”.

Ecco, quindi, non solo il “Sindacato protagonista”, ma riconoscendo al Sindacato la sua natura innovativa e solidaristica, appare necessaria la “partecipazione” sulle condivise progettualità praticabili a breve, medio e lungo termine orientate verso i processi di cambiamento sia per “scegliere una prospettiva esistenziale di sviluppo umano” che sul come fronteggiare uno specifico momento epocale sociale e politico dalle dimensioni non solo nazionali.
Sappiamo che il Sindacato dei lavoratori, sempre, esalta e sottolinea la importanza delle interdipendenze e della responsabilità che ne derivano in ogni fase di cambiamento per combattere, innanzitutto, la disoccupazione in crescita, la immigrazione e migrazioni in percorsi di vita che non sono omogenei e che contengono problemi difficili e complessi.
Ecco, allora, le grandi sfide che richiedono una “cultura innovativa e creativa” nella proposta sociale, politica e sindacale per essere - insieme - protagonisti con il pensare e l'agire nella società in rapida trasformazione.

Il Sindacato “è uno tra e dei corpi intermedi di una società democratica” che, in momenti economici e sociali difficili, con le sue azioni propositive, ha gradualmente conquistato diritti civili, contribuendo sia nel dare vita alle forme più evolute di democrazia che nello sviluppo della economia, tanto nella promozione dei redditi individuali e collettivi quanto ad un minimo loro sostegno, in fasi transitorie, di mancato lavoro.

In fasi cicliche di crisi occupazionali e di ridotti redditi che persistono di lunga durata nel basso Lazio con l'esteso declino socioeconomico territoriale provinciale nei suoi 91 Comuni, che viene riconosciuto sia quale “area di crisi complessa” ( 37 Comuni nel frusinate tra Frosinone-Anagni e 9 Comuni in area romana) e sia quale “area di crisi non complessa” (54 Comuni di sistema locale lavoro tra Cassino e Sora). La Platea di Landini 350 min

Anche l'annunciata proposta di riconoscimento del sistema territoriale lavoro di Cassino e Comuni limitrofi quale “area di crisi complessa” - come già nel 2013 venne riconosciuto il territorio di Frosinone e Anagni - coinvolgerà la multinazionale FCA con il comparto auto e indotto metalmeccanico, arrancante da anni, tra lavoro ridotto (oltre 9.000 posti in meno) e lavoro incerto sostenuto da casse integrazioni che hanno prodotto uno stato sociale dimagrato e molto poca serenità tra le famiglie.
Cosi come è da rilevare che le realtà territoriali già definite “aree complesse o non complesse di crisi” sono, di fatto, strumenti normativi di difesa sociale mirati tanto verso il sostegno dei redditi ai lavoratori - spesso ritardati - quanto deboli nella previsionale promozione incentivante degli investimenti produttivi e, quindi, risultano quasi nulle verso la ripresa dell'economia locale e la ricollocazione dei lavoratori.

Dai primi mesi inizio 2020 con le casse integrazioni fino al blocco dei licenziamenti al 31 marzo 2021 - proposte e accolte dal Governo per emergenza Covid - non sono altro che la confermata continuità di difesa necessaria dovuta per la sopravvivenza di milioni di lavoratori e loro famiglie.
Se è assolutamente condivisione primaria combattere l'invisibile nemico coronavirus mondiale che colpisce la nostra salute e che “dobbiamo fare ricorso alle nostre capacità e al nostro senso di responsabilità per creare convergenze e collaborazioni” - richiamate ai Sindaci in Assemblea ANCI anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella - appare altrettanto e contestualmente indilazionabile quanto immediato - oltre la manovra del Governo e l'approvazione in Parlamento del Bilancio dello Stato 2021 - che si debba parlare e discutere di un “progetto per il nostro Paese”.

Essenzialmente, sul come organizzare e utilizzare - per la crescita, lo sviluppo e il lavoro - le risorse europee, congiunte alla riforma degli ammortizzatori sociali e agli investimenti di sostegno sufficienti nelle strutture dei “servizi per l'impiego” e verso le politiche attive formative e qualificate per la collocazione di giovani e meno giovani nei posti di lavoro.
Ma quelle risorse europee annunciate che riceverà il nostro Paese, quale massiccio intervento economico e politico, richiederanno severità nell'utilizzo mediante accompagnamento dei singoli progetti mirati verso obiettivi specifici di “protezione e rilancio dell'economia italiana”. (Recovery Fund o Next Generation EU pari a 750 miliardi di euro di cui 390 miliardi a fondo perduto e 360 miliardi in prestiti con sconti agevolati da definire sulla base del PIL (prodotto interno lordo) del nostro Paese. I soldi prestati saranno recuperati attraverso l'emissione di debito garantito dalla Unione Europea e si prevede che arriveranno nel primo trimestre del 2021).

Ecco che, dal richiamato massiccio intervento economico e politico da quando si è costituita la Unione Europea, abbiamo ritenuto lanciare un APPELLO alle forze politiche sociali e sindacali territoriali di “prendere con urgenza ogni iniziativa utile per il coinvolgimento delle comunità territoriali in vista della imminenti trattative nazionali per l'allocazione delle risorse ottenute dall'Europa per fronteggiare le tragiche implicazioni della pandemia Covid 19”.

Mi permetto, oltre i miei sintetici richiami, di valutare attualissima quanto coincidente col nostro APPELLO di coerente aggregazione sociale e politica, anche e non ultimo, l'orientamento del Segretario Generale della Cisl, Enrico Capuano - pubblicato dalla stampa locale (14 ottobre 2020) nel sottolineare che: “resta il lavoro la vera emergenza e che i finanziamenti del Recovery Fund sono sicuramente una straordinaria opportunità per l'Italia e anche per la Provincia di Frosinone e c'è bisogno di progetti, coordinati e dettagliati”.

Capuano informava, peraltro, di avere richiesto un “tavolo provinciale da riservare a tutti gli attori locali e che finora l'unica risposta è stata il silenzio” Il Segretario della CISL concludeva ragionevolmente: “Beh, noi in silenzio non rimarremo. Necessaria una riposta corale della intera Provincia di Frosinone”.

 

 

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