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Ricostruire una nuova economia con il lavoro

 Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

Prevedere equilibrati interventi nsl “Piano Strategico di Sviluppo della ZES/ZLS Lazio”

di Donato Galeone*
zonaindustriale 390 minIl nostro “APPELLO” di settembre 2020 rivolto alle rappresentanze politiche e sindacali territoriali - rilanciato con la diretta facebook unoetre del 19 febbraio sulla pagina del giornale online - continua a tenere in conto, essenzialmente, le tre urgenze sulla “sanità, l'economia e il sociale” indicate dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella e riconfermate dal neo Presidente del Consiglio, Mario Draghi con il voto del Parlamento.

Abbiamo ripetuto e detto che, ora, non dobbiamo soltanto guardare al presente ma domandarci e discutere sul “come ricostruire la vita economica e sociale” del frusinate e Lazio mirando, con un lungimirante accesso alle risorse del Ricovery Plan, tanto alla ricostruzione di “aree di di sviluppo sostenibile” quanto, con capitale economico pubblico e privato, connettersi al capitale naturale e ambientale – da recuperare e salvaguardare – congiunto alla essenzialità del capitale umano giovane e meno giovane , con il lavoro qualificato contrattato e partecipato.

Sappiamo e prevediamo che la proposta del Governo al Parlamento – articolata per settori infrastrutturali e sociali territoriali – denominato “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)” sarà, per l'Italia, propositivo di contenuti e impegnativo nella esecutività, per potere accedere ai fondi Next Generation EU del piano finanziario pluriennale 2021-2027 che, peraltro, richiederà proposte condivisibili e tempi certi di realizzazione nelle comunità locali regionali.

Negli 1960-70, da non dimenticare ma divulgare, abbiamo avuto riflessi di “luci e ombre” con gli interventi straordinari dello Stato nell'economia provinciale - non programmati - mediante una gestione non partecipata nelle fasi della trasformazione locale che, nei fatti, non ha favorito ma appena lambito la elevazione sociale delle nostre comunità, anzi, ha contribuito a stabilizzare una rassegnata “indifferenza” che, di fatto, tende a distruggere ogni valore trainante verso l'ascesa sociale delle persone e una migliore qualità della vita.

Ecco, oggi, con le due parole “sostenibile sviluppo e resilienza” si intende qualificare ogni intervento di sviluppo sia mediante una sostenibilità ecologica - ovvero - di bonifica e tutela ambientale, sia con una capacità di graduale recupero e ripresa, ovvero, di una capacità di resistenza da condividere tra responsabili operatori economici e sociali - rappresentativi dei territori - da tecnici ed esperti dell'economia e dell'urbanistica, nella ricostruzione sostenibile e resiliente del basso Lazio nel contesto regionale.

Vale a dire e innanzitutto il capire e il condividere i contenuti che vogliamo dare alla parola “sviluppo” con il superare la genericità nozionistica e praticare uno sviluppo equilibrato degli insediamenti industriali e dei servizi territoriali, congiunti, alla trasformazione dell'agricoltura - bonificata nei fondi valle - e alla valorizzazione agro forestale delle aree montane.

Necessario procedere con una verifica responsabile e articolata verso la ricostruzione di un equilibrato e voluto nuovo sviluppo tra comparti produttivi - ecologicamente attrezzati - nella dimensione settoriale territoriale da strutturare, proporre e programmare, oltre che da finalizzare alla massima occupazione, mediante una ricercata e sostenuta politica attiva del lavoro, professionalizzato e adeguato alla domanda crescente, sul nuovo modo di lavorare nelle imprese tecnologicamente avanzate del terzo millennio.

Pensiamo che attraverso queste verifiche e mappature delle aree territoriali e consortili, già destinate agli insediamenti produttivi, potrà essere accelerato e definito ogni utile e necessario orientamento imprenditoriale sia per una ripresa dell'attività produttiva o di una formale disponibilità al riacquisto - da parte del Consorzio ASI Frosinone o Consorzio Unico del Lazio – delle 'aree già concesse per gli insediamenti - mediante formale revoca - in attuazione dell'articolo 63 della legge n.448/1998, come già avvenuto oltre cinque anni fa, con il riacquisto dell'area Videocon di Anagni e mediante revoca consortile della variante urbanistica alla SIF (Società Interportuale Frosinone) per la mancata realizzazione dell'aeroporto, riportando a destinazione agricola sia i 284 ettari di terreno che i 135 ettari a destinazione industriale.

Gli Enti Locali, Comuni e Amministrazione Provinciale, le due ASI consortili di Frosinone e Cassino, con le associazioni sindacali dei lavoratori e degli imprenditori - prevediamo - che dovranno partecipare, presso Regione Lazio, alla definizione condivisa del “Piano Strategico di Sviluppo” - obbligatorio - per il riconoscimento della ZES/ZLS - Zona Economica Speciale e Logistica Laziale - come da D.G.R. del 30 ottobre 2018, quale misura parallela alle ZES del Mezzogiorno di cui al d.l. 30 giugno 2017 n.91, convertito in legge n. 123 del 30 agosto 2017.

Appare ragionevole pensare e prevedere - da subito - un lungimirante impegno politico da condividere, confrontare e verificare sia verso la ravvicinata approvazione in Regione Lazio del “Piano Strategico Regionale di Sviluppo” - nel ripartire con gli interventi di rilancio economico programmati nell'ambito della riconosciuta “Area Laziale Economica di Sviluppo” - e sia nella operatività del costituendo “Consorzio Unico Industriale del Lazio” con le aree consortili da recuperare e attrezzare nelle infrastrutture, per favorire nuovi insediamenti produttivi e servizi logistici nell'ambito sia di una continua salvaguardia ambientale che di condivisi e rinnovati “piani regolatori di sviluppo territoriali”.

Così come non prevedere nel contesto territoriale del “Piano Strategico di Sviluppo della ZES/ZLS Lazio” – da Sud verso Nord del frusinate – equilibrati interventi di riconversione industriale integrata e regolata in aree riconosciute APEE ( Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate) tanto nei tradizionali poli consortili di Cassino-Pontecorvo che di Ceprano-Sora-IsolaLiri e, proseguendo lungo l'Autostrada A1 verso Roma – bonificando in tempi certi la Valle del Sacco – da un area APEA tra Ceccano-Frosinone-Anagni e Colleferro.

Pensare, quindi, anche a parte di quel 37% delle risorse europee “Next Generation EU” che devono essere destinate ad obiettivi coerenti sia con il “Green New Deal” che mediante una gestione del “Recovery Plan” sostenibile di salvaguardia della salute, pianificazione territoriale e competitività innovativa delle imprese, nella graduale ripresa delle attività produttive e lavoro.

Con il lavoro contrattato e partecipato e nella interdipendenza delle essenziali tematiche produttive “ambientali, economiche e sociali” possiamo contribuire a ricostruire, consapevolmente, quel nuovo e diverso modello di sviluppo mirato verso una economia e un lavoro capaci di migliorare la qualità della vita e dare un futuro di inclusione sociale universale alle persone.

(*) già Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio

 

 

 

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