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“La Repubblica non potrebbe vivere senza lavoro”

 LAVORO E LAVORATORI

Per una progettazione complessiva chiara e condivisa dalle parti sociali e territoriali

di Donato Galeone*
PNRR 370 minDal 25 aprile - Festa della Liberazione al 1° maggio Festa del Lavoro - abbiamo vissuto, molti di noi sia la presa del vaccino che, tra le due domeniche, una “settimana speciale” da tenere presente per i prossimi dieci anni, dal 2021 al 2027-30, con la presentazione al Parlamento del PNRR che “richiede uno sforzo corale delle diverse istituzioni coinvolte e un dialogo aperto e costruttivo”.

Con questo appello, il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha voluto sottolineare che “sbaglieremo tutti a pensare che il Piano di Ripresa e Resilienza sia solo un insieme di progetti tanto necessari quanto ambiziosi, di numeri, obiettivi e scadenze. Va letto, anche, in altro modo, mettendoci dentro le vite degli italiani e, sopratutto, quelle dei giovani, delle donne e dei cittadini che verranno”.

Siamo certi che al Presidente Draghi e al Governo sono chiare ed evidenti - come a tutti noi - “tanto gli effetti devastanti della pandemia e le giuste rivendicazioni di chi un lavoro non ce l'ha, lo ha perso o lo perderà, quanto l'ansia dei territori svantaggiati di affrancarsi dai disagi e dalle povertà”.

Festeggiando il 1° maggio - al Quirinale - il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha dichiarato, solennemente, che “la Festa del Lavoro è festa della democrazia, perché il lavoro è fondamento della Repubblica e la Repubblica non potrebbe vivere senza il lavoro. La battaglia per il lavoro è una priorità che deve unire gli sforzi di tutti: lavoratori e imprenditori, istituzioni e forze sociali, mondo delle professioni, della ricerca e della cultura”.

E nella mattinata di sabato - secondo anno di condizionamento dalle misure di sicurezza contagio - nel festeggiare la Festa del Lavoro: la CGIL con Landini, alle Acciaierie di Terni; la CISL con Sbarra, all'Ospedale dei Castelli in provincia di Roma e la UIL con Bombardieri davanti allo Stabilimento Amazon di Passo Correse in provincia di Rieti, hanno sottolineato l'impegno sindacale delle prossime settimane e mesi – nel confronto con il Governo – ribadendo unitariamente che “non si cambia il Paese senza il coinvolgimento del mondo del lavoro e che con un nuovo e moderno 'PATTO SOCIALE' - da negoziare e concertare - si riprende la crescita economica, lo sviluppo e il lavoro”.

E' questa - non solo a mio avviso - la sintesi unitaria sociale e politica della CGIL-CISL-UIL con il 1° Maggio 2021 sulla “ITALIA CHE SI CURA CON IL LAVORO” considerando gli ultimi decenni a lavoro ridotto con casse integrazioni e le sofferenze di queste settimane, sperando nella protezione dei vaccini che, peraltro, hanno accelerato una diffusa riflessione sul grande “valore del lavoro di ogni persona”.

Osservo, anche, che nel corso dei secoli le trasformazioni promosse sia da movimenti popolari sociali che da rivoluzioni o innovazioni nel modo di lavorare e produrre beni e servizi - non escluso le inattese ed estese antiche pandemie - sono state introdotte e validate esaltanti conquiste del lavoro tecnologicamente avanzate nel mondo industrializzato ma – anche – tanti profittevoli sfruttamenti e tante offese alla dignità del lavoro umano.

Ecco che, oggi, respingendo ogni “mano invisibile di neo liberismo” tutte le risorse che sostengono il proposto “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza 2021-2027” lanciano una esaltante e “nuova grande sfida nel campo delle imprese e del lavoro” che presenta la duplice dimensione: quella “oggettiva dell'impresa” che comprende l'insieme delle necessarie risorse, sia dirette che indirette, e gli strumenti di cui gli operatori, persone, si servono per riprendere e intraprendere le nuove attività programmate e quella “soggettiva del lavoro che è l'agire dell'uomo” nella persona e con la sua dignità.

Penso e ritengo che in questa duplice dimensione - nelle ultime settimane di aprile 2021 - sia le varie “Associazioni dei Datori di Lavoro che dei Lavoratori, rappresentati dalla CGIL-CISL-UIL del Lazio” hanno voluto elaborare e definire un documento programmatico concretamente mirato al superamento della critica fase attuale dell'economia e del lavoro regionale sollecitando un “confronto continuo con la Regione Lazio” articolato in cinque linee di azione sulle quali hanno raggiunto “condivisione e convergenze forze sociali e imprenditoriali”.

Una prioritaria azione centrale sul lavoro dei giovani e donne con piani di investimenti infrastrutturali mediante le riforme, necessarie e indispensabili tanto attese, per gestire agevolmente le sei missioni programmate e indicate nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nei tempi della “transizione ecologica quanto quella digitale” che coinvolgeranno popolazioni locali, imprese e pubbliche amministrazioni nella profonda trasformazione di settori produttivi e dei territori, riducendo costi e favorendo il sistema con benessere sociale che dovrebbero costruire la dovuta efficienza nei “rapporti tra cittadini e istituzioni” e nei luoghi di lavoro rafforzando ed estendendo “relazioni continue tra rappresentanti degli imprenditori e rappresentanti sindacali dei lavoratori”.

Il Presidente Mario Draghi, sia alla Camera che al Senato della Repubblica, ha ribadito quanto “è fondamentale il ruolo delle Regioni e delle Autonomie locali che dovranno svolgere per l'attuazione del PNRR e per le necessario sinergie da attivare sui territori per massificare l'efficacia” e le Regioni, con le loro Conferenze di cui l'ultima del 21 aprile 202, hanno confermato al Governo la loro massima collaborazione e sottolineato “la necessità di procedere in tempi rapidi ad un approfondito confronto, complessivo e settoriale, per condividere gli obiettivi e le declinazioni delle priorità contenuti nel PNRR”.

Nella dimensione regionale Lazio la “transizione 2021-2027-30 con una progettazione complessiva chiara e condivisa dalle parti sociali e territoriali” dovrebbe essere altrettanto rapida nelle prossime settimane con gli incontri CGIL-CISL-UIL e REGIONE LAZIO per avviare, a breve, il consolidamento e la ripresa graduale delle attività imprenditoriali presenti nelle province.

In massima sicurezza, quindi, a tutela della salute oltre a pensare di avviare “modelli di produzione circolare e ambientali sostenibili” e iniziare a promuovere anche interesse verso investimenti - in aree produttive dismesse ecologicamente da attrezzare - per superare gradualmente le crisi aziendali, incentivando la ricollocazione dei lavoratori dalle casse integrazioni e la ripresa del lavoro.

*ex Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio

 

 

 

 

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