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A un mese dall’annuncio ministeriale, la DHI ancora abita alla Certosa

  • Scritto da  Paola Rolletta

5stellextrisulti Vacca Bonisoli Frusone 350 mindi Paola Rolletta (da farodiroma.it) - Trisulti. Passato un mese dall’annuncio ministeriale, la DHI ancora abita alla Certosa. “Grazie al Ministro Bonisoli – La Legalità torna alla Certosa di Trisulti”. Così dice il manifesto che è stato affisso a Collepardo, il piccolo comune della Ciociaria, elevato agli onori della cronaca mondiale, negli ultimi mesi.

Ci sono le foto di Gianluca Vacca, sottosegretario del Mibac, il ministro Alberto Bonisoli, e il deputato Luca Frusone, che rivendicano il ripristino della legalità alla Certosa di Trisulti. Ma, passato un mese dall’annuncio dell’avvio dell’iter di annullamento, (e non di revoca come qualcuno ha scritto) della concessione alla Dignitatis Humanae Institute, Benjamin Harnwell, il pupillo di Steve Bannon, abita ancora nelle sacre stanze.

Il 31 di maggio, infatti, è stato dato l’annuncio dell’avvio dell’iter per cacciare la DHI dalla Certosa, dopo il parere dell’Avvocatura dello Stato che ha rilevato ciò che un anno fa a diversi addetti ai lavori era già chiaro: l’associazione religiosa ultraconservatrice non possiedeva i requisiti per l’utilizzo della Certosa.

La DHI ha cominciato a perdere pezzi. Il cardinale Elio Sgreccia è morto. Il cardinale Renato Martino si è dimesso a dicembre dello scorso anno, dopo la prima marcia di protesta organizzata dalla rete di associazioni locali, Comunità Solidali. Il vescovo di Anagni-Alatri, Lorenzo Loppa, ha fatto un passo indietro, disconoscendo la bontà della DHI, smentendo addirittura se stesso, nella lettera del 2015 in cui perorava la causa della concessione alla organizzazione di Steve Bannon.

E finalmente anche il “pezzo da 90” della DHI, il cardinale americano Raymond Burke ha deciso di dimettersi con una lettera infuocata contro Steve Bannon.

Ci sono volute due marce, due interpellanze parlamentari, la relazione di un avvocato amministrativista che suggeriva l’istanza di annullamento in autotutela per i vizi evidenti fin dall’inizio del procedimento, duemila firme di cittadini da tutto il mondo, centinaia di articoli e servizi televisivi da tutto il mondo, il parere dell’Avvocatura dello Stato per fare chiarezza intorno a questa torbida vicenda e finalmente il Mibac ha deciso di procedere all’avvio dell’iter di annullamento della concessione.

Però ci sono ancora troppi punti oscuri in questa vicenda della pubblica amministrazione. Il contratto di concessione venne firmato il 14 febbraio del 2018. Nel mese di aprile, la DHI, insieme al suo socio locale “Le guide di Cicerone”, ha cominciato a staccare i biglietti, 5 euro l’uno, per l’ingresso dei visitatori.

Ma la DHI ancora non aveva ricevuto il verbale di consegna, il documento che perfeziona e dunque conclude formalmente l’atto amministrativo. Tanto è vero che durante l’assemblea aperta dopo la prima marcia del 29 dicembre scorso, nella sala del Comune di Collepardo, alla domanda perché non avessero ancora iniziato i lavori di manuntenzione, Benjamin Harnwell rispose che ancora non potevano farlo perché non avevano il verbale di consegna. E allora, a che titolo viveva dentro la Certosa e soprattutto, a che titolo vendeva i biglietti? Nessuna risposta.

Succede poi, che Nicola Fratoianni, deputato di Sinistra Italiana, faccia un’interpellanza parlamentare il 25 gennaio 2019, in cui denuncia l’illegalità della concessione. Curiosamente, il 29 gennaio, il primo giorno lavorativo dopo l’interpellanza, il Polo Museale del Lazio, nella persona dela sua direttrice, Edith Gabrielli, firma il verbale di consegna, in cui c’è scritto, tra l’altro, che: “Il Concessionario, com la sottoscrizione del presente verbale, entra nella piena disponibilità dell’Immobile ai fini dell’attuazione dell’atto di concessione e dell’esercizio delle facoltà d’uso e di godimento. Dal momento dela consegna e per tutta la durata della concessione, il Concessionario assume la responsabilità di custodia del bene, manlevando il Ministero da ogni responsabilità e onere di qualsivoglia natura.”

Ma allora, non si capisce a che titolo Benjamin Harnwell, della DHI, stesse – e sta ancora! – nella Certosa e a che titolo, con il suo socio locale, vendesse – e vende ancora! – biglietti per l’ingresso. E non si capisce come lo stesso Mibac, nel suo braccio del Polo Museale del Lazio, abbia praticamente fatto uno sconto di 100 mila euro alla DHI. E tutto sembra quasi contraddire quanto affermato il sottosegretario Gianluca Vacca, “Ricordo solo che la concessione è datata 14 febbraio 2018, dunque tutta la procedura di affidamento è stata avviata, seguita e finalizzata sotto il precedente governo. Quando siamo arrivati noi, a giugno 2018, i giochi già erano fatti”.

Mentre si fanno sempre più manifesti i segni di degrado, mentre si vocifera, sempre più insistentemente, la sparizione di oggetti e libri, la domanda è: Ministro Bonisoli, ma quando torna davvero la legalità alla Certosa?
Roma - 01/07/2019

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