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Il 31 ottobre 2020 chiuderà la Whirlpool di Napoli? Si lotta per vincere

 Il caso Whirlpool

 Dopo lodi da tutto il mondo, tutti a casa

di Rossana Germani
Whirlpool lavoratori in lotta 460 minIl 31 ottobre 2020 sarà una data decisiva per i lavoratori della Whirlpool di Napoli. La multinazionale ha infatti deciso, per quella data, di chiudere definitivamente il sito di via Argine.

Dopo anni di dedizione al lavoro, dopo risultati eccellenti, lodati da tutto il mondo, quei lavoratori vengono ripagati così dalla loro “mamma” Whirlpool.
Il sito di Napoli ha portato la multinazionale ai vertici della classifica dei migliori produttori al mondo di lavatrici. Quei lavoratori hanno vinto mille sfide tra le quali una in particolare merita menzione: l'infiocchettamento della milionesima lavatrice. Grazie all'ingegno, all'inventiva e alla dedizione al lavoro, in pochi mesi sono riusciti a raddoppiare la produzione passando dalle 600.000 a 1.200.000 lavatrici prodotte in un anno. Questo significa impegno, fatica, rinunce al tempo in famiglia, rinunce al tempo libero, organizzazione, ma il tutto in vista di un progetto comune, un risultato da raggiungere che credevano improbabile ma non impossibile. E loro, quegli operai napoletani, ci sono riusciti e lo hanno fatto dimostrando a tutto il mondo il loro valore. E adesso? Adesso che il loro sito è il più tecnologico, il più efficiente e il più produttivo, i vertici decidono di chiudere perché troppo oneroso probabilmente rispetto ad altri siti dove la forza lavoro è meno costosa perché sfruttata e meno tutelata. Loro, quegli operai, sono i migliori al mondo per formazione e capacità organizzativa e lo hanno dimostrato più volte ma ahimé sono anche troppo costosi per una multinazionale abituata a guardare i risultati forse solo nel breve periodo. Certo, la professionalità e la competenza hanno un costo che non è paragonabile al lavoro svolto altrove, magari in Cina, ma a lungo andare, la qualità del prodotto ripaga. La qualità vince sempre, soprattutto su un elettrodomestico di durata pluriennale.

Ma loro non mollano, loro non rinunciano e l'Italia intera si sta mobilitando. E, prima del 31 ottobre, c'è un'altra data da segnare sul calendario: il 22 di questo stesso mese. Giorno in cui ci sarà l'incontro con il MiSE.

In un comunicato stampa del 14 ottobre il coordinamento nazionale Whirlpool dei tre sindacati uniti Fim, Fiom e Uilm annuncia lo stato di agitazione in tutti i siti e lo sciopero nelle giornate del 22 e 23 ottobre.

 

“Il coordinamento nazionale esprime la sua assoluta contrarietà alla perdurante decisione di Whirlpool di violare gli accordi sottoscritti nel 2018 al Mise, di chiudere il sito Napoli e di depauperare progressivamente le competenze e le assegnazioni produttive italiane. Il sindacato farà tutto ciò che è nelle sue possibilità per contrastare le decisioni della multinazionale, rese ancora più odiose dal recente aumento della domanda di elettrodomestici che sta determinando diffusi aumenti della produzione in tutti gli stabilimenti. Ma per vincere la battaglia occorre che anche le istituzioni facciano la loro parte, penalizzando Whirlpool se insisterà nei suoi propositi e incentivandone al contempo eventuali piani di investimenti che ne garantissero il rilancio della presenza in Italia. La politica mantenga le promesse fino ad ora vane, fatte a più riprese e confermate durante la campagna elettorale. Si proclama in tutti gli stabilimenti del gruppo a tempo indeterminato lo stato di agitazione e il blocco dello straordinario con presidi, uno sciopero di 8 ore il giorno 22 ottobre in concomitanza con l’incontro convocato dal Ministero dello Sviluppo economico. Il 23 ottobre si terranno manifestazioni territoriali che non verranno ritirate fino a quando Whirlpool non ritirerà la sua decisione di chiudere la fabbrica di Napoli il 31 ottobre, decisione che colpisce tutti i lavoratori Whirlpool nonché tutti quelli dell’indotto”.

I tre sindacati avevano già annunciato, nel corso dell'assemblea generale tenutasi il 13 ottobre a Napoli, lo sciopero di 4 ore per il 5 novembre dopo la rottura della trattativa sul rinnovo del contratto Federmeccanica e Assistal.

Il segretario generale Fiom-Cgil Campania, Massimiliano Guglielmi, aprendo i lavori dell’assemblea aveva esordito dicendo:

“Il 22 ottobre ci presenteremo al Ministero dello Sviluppo Economico con le stesse convinzioni che stiamo portando avanti da un anno e mezzo: Whirlpool è importante, non solo per Napoli ma per tutta la Campania e per il Sud. Quelle lavoratrici e quei lavoratori hanno sempre fatto lavatrici, le sanno fare bene e noi non accetteremo mai un’impostazione di chiusura. Ci auguriamo si possa tornare al tavolo di confronto con una soluzione che preveda la riconferma di Napoli all’interno del perimetro produttivo di Whirlpool. Diversamente dovranno sudare molto per togliercela”.


Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, dopo la visita allo stabilimento Whirlpool di via Argine dichiarava che la chiusura sarebbe una sconfitta per lo Stato:

“Lo stabilimento Whirpool di Napoli non deve chiudere. Qui ci sono 350 persone che lottano da un anno per il loro posto di lavoro e per difendere un sito che è un gioiello tecnologico e industriale nella produzione di lavatrici.
Come abbiamo ribadito dall’inizio, il Governo deve fare di tutto per far mantenere la produzione qui a Napoli e salvaguardare l’occupazione in un territorio già in forte difficoltà. Se chiude Napoli è una sconfitta per tutti. Noi non lo permetteremo e siamo pronti a qualsiasi azione, anche eclatante, per salvare e dare un futuro a questo stabilimento.
Nell’incontro del 22 ottobre al Mise il Governo deve presentarsi con una soluzione definitiva, che non può e non deve essere uno “spezzatino”, con la collocazione dei lavoratori in più aziende. Dopo oltre un anno di mancato intervento del Governo ora il tempo è scaduto, deve portare al tavolo una vera soluzione per tutti i 350 lavoratori diretto e le centinaia dell’indotto. Se Whirlpool continuerà a ribadire la volontà di chiudere Napoli siamo pronti a tutto – conclude il leader della Uilm – presidieremo giorno e notte la fabbrica con le famiglie dei lavoratori. Napoli non deve chiudere!”

 

Luca Trevisan, segretario Fiom-Cgil Nazionale – precisava: “Dal ministro Patuanelli, dal governo e dalla Whirlpool, ci aspettiamo risposte concrete. Siamo di fronte ad una vertenza paradigmatica per la Campania e per l’insieme dei lavoratori di questo Paese, si tratta di garantire loro, attraverso scelte di politica industriale, la continuità produttiva dello stabilimento e ai lavoratori di continuare a contare sul proprio lavoro e sul proprio reddito”.

 

Per il segretario generale Cgil Campania, Nicola Ricci, per Whirlpool “si deve ripartire dalla continuità della produzione e dalla tenuta del sito, anche perché il mercato ci dice che quel settore tira e allora non comprendiamo la scelta di chiudere Napoli”.

Dunque l’ultima speranza è rappresentata proprio dall'incontro con il MiSE il 22 ottobre. In questa data il governo potrebbe fare la differenza. Si parla sempre di rilanciare il Sud e questa è una buona occasione per scongiurare altre perdite di lavoro. Se non si troverà un buon accordo ci saranno altre famiglie che si ritroveranno a non saper come tirare avanti e partirà altro assistenzialismo che forse costerebbe anche di più allo Stato. Non sono un'economista ma a naso credo sia meglio un ulteriore incentivo che garantisca una ripresa occupazionale e produzione a pieno regime piuttosto che assistenzialismo puro di cui, alla fine, dovrà farsi carico sempre lo Stato. Basterebbe far rispettare l'accordo preso ad ottobre 2018 con la multinazionale. Con quell’accordo ci fu una grande apertura del nostro governo con ingenti aiuti economici e fiscali in cambio della ripresa della produzione e degli investimenti e, di conseguenza, la conservazione dei posti di lavoro. Ma quell'accordo fu solo a senso unico.

Io spero che si riesca a far rispettare quell'accordo che garantirà ai lavoratori della Whirlpool di Napoli e di conseguenza anche alle centinaia di lavoratori dell'indotto, una vita dignitosa senza più la paura di restare senza lavoro.

La chiusura del sito di Napoli sarebbe una sconfitta per il nostro Paese che non avrà poi più alcun potere contrattuale con le grandi aziende che potrebbero prendere come esempio la vertenza Whirlpool.

Napoli non molla! Questo è il motto degli operai e noi non molliamo insieme a loro perché questa vicenda ci riguarda tutti.

 

Rossana Germani fa parte della redazione di CiesseMagazine e per essa cura anche la rubrica di cultura, libri e poesia.

 

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