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Whirlpool Napoli resiste e non si arrenderà

Lotte e vertenze. Whirlpool Napoli

 I padroni tirano dritto incuranti di lavoratori e delle loro famiglie

 

Napoli 1 450 min

Sono andati avanti come un Caterpillar passando sopra tutto quello che hanno trovato davanti. Incuranti che dietro quei numeri ci siano persone e che dietro quelle persone ci siano storie di vita quotidiana: famiglie fatte di mogli, mariti, madri, padri nonni, fratelli, sorelle, tutti con la "pretesa" solo di vivere una vita dignitosa.

Sono andati avanti senza curarsi degli accordi con i sindacati, con le istituzioni, con il governo, con il nostro Stato tutto, nella sua integrità. Hanno calpestato la fiducia che è stata accordata loro. Sono andati avanti solo seguendo l'obiettivo del massimo profitto, già, proprio così, perché la Whirlpool non è una multinazionale in crisi, no. Un marchio, portato al primo posto nel mondo tra i produttori di lavatrici proprio dal sito di Napoli, non può ripagare i dipendenti di quel sito con la chiusura adducendo come scusante l'eccessiva onerosità o addirittura la perdita causata dal sito di via Argine. No, non è la verità questa. Sappiamo poi che proprio il settore degli elettrodomestici sia da tempo in forte crescita, gli stessi dipendenti ci dicono che da un lato hanno subito da molti anni la decurtazione dello stipendio e dall'altro gli viene riconosciuto il premio di produttività. Questa è una bella incoerenza. Se non si lavora, o si lavora poco non raggiungendo gli obiettivi preposti, come di può dare un premio di produttività? Ecco allora che cominciano a venire a galla i veri motivi della chiusura che si possono riassumere in una sola parola: profitto. Il massimo profitto. Chiudere Napoli per far contenti gli azionisti visti i problemi forse avuti in qualche altro sito estero. Chiudere Napoli per dimostrare chi comanda. Chiudere e sacrificare Napoli per mostrarsi generosi verso gli azionisti. Proprio ieri, infatti, all'indomani dalla conferma della decisione della chiusura, quasi a dispetto verso quei lavoratori con i quali ha giocato sporco sulle loro vite, la multinazionale ha aumentato i dividendi ai suoi azionisti. Quella Whirlpool non è una vertenza come le altre perché il sito di Napoli è un sito efficiente.

Non è stato rispettato l'accordo preso il 25 ottobre del 2018 in cui la multinazionale, al MiSE, al tavolo con il governo, con i sindacati e i rappresentanti dei lavoratori, si era impegnata in un piano produttivo verso tutti i siti italiani, nessuno escluso, dietro una contropartita non indifferente di aiuti economici ammortizzatori, decontribuzioni e altro. Ma nell'altro incontro, quello chiesto dai lavoratori perché non vedevano alcun impegno concreto, e accordato dopo molte richieste per il 31 maggio del 2019, ha mostrato quella croce rossa sul sito di Napoli facendo aprire la vertenza che gli operai ancora oggi portano avanti. Nonostante l'ultimo tavolo, quello del 22 di questo stesso mese, la Whirlpool abbia confermato la chiusura prevista per il 31Napoli Piazza Plebiscito sera 350 min ottobre, tra soli sette giorni, loro non mollano.

Gli operai, infatti, nonostante questa ultima conferma, vanno avanti con la protesta. Non si fermeranno davanti a quel carro blindato e troveranno l'apertura , la falla in cui far entrare la loro spina che pungerà sempre di più fino a quando lo Stato non si farà avanti e il governo non mostrerà la sua autorità. Farsi mettere i piedi in testa non è un buon segnale da mandare in giro per il mondo. Perdere di credibilità è perdere in crescita e competitività verso il mondo seppur globalizzato ma sempre più agguerrito.

Napoli non molla e continuerà la sua battaglia ma sempre nel rispetto di tutti. Le loro manifestazioni sono sempre nel rispetto della legalità e delle istituzioni anche se sono rivolte proprio a loro. Ieri in piazza Plebiscito hanno manifestato davanti alla prefettura chiedendo ascolto e aiuto. Ma pur sempre composti e a fianco delle forze dell'ordine, senza alcuno scontro.
Da non confondere con le ultime "guerriglie", scontri e attacchi alle forze dell'ordine, contro il coprifuoco appena ordinato dal governatore della Campania, fatti da una non ben definita massa di persone appartenenti sicuramente alla malavita e chissà con quale scopo. Da non confondere.

Napoli non molla!
E con Napoli è tutta l'Italia a solidarizzare. Sono, infatti, in protesta, mobilitazione e sciopero tutti gli altri siti in Italia. Il 22 ottobre, giorno stesso dell'incontro con il governo erano in sciopero di otto ore tutti gli operai dei sei siti Whirlpool italiani e ieri hanno continuato con la protesta con il blocco degli straordinari e manifestazioni e continueranno tutti insieme, perché nessuno di salva da solo e perché se oggi è stata colpita Napoli, domani la stessa sorte potrebbe toccare ad altri. Questo è vivere in comunità, questo è vivere in società. E questo è quello che la multinazionale americana deve capire, perché in Italia non permettiamo che si giochi con la vita delle persone.

Che il governo trovi una soluzione presto, prima del 31 ottobre giorno previsto per la chiusura, perché Napoli non molla!

 

Napoli 2 PiazzaPlebiscito davanti Prefettura min


 
Rossana Germani fa parte della redazione di CiesseMagazine e per essa cura anche la rubrica di cultura, libri e poesia.

 

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