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I lavoratori Whirlpool: «Siamo l'Italia che resiste»

IL LAVORO PRIMA DI TUTTO

Uniti nella lotta, uniti per difendere l'Italia dalla predazione delle multinazionali

di Rossana Germani
LavoratoriWhirlpool 390 minDisattendendo gli accordi con il governo, Confindustria e con le organizzazioni sindacali, la Whirlpool ha deciso di avviare la procedura di licenziamento collettivo degli operai di via Argine del sito di Napoli. Ma come dice bene Beppe Provenzano: “Non si possono accettare licenziamenti quando sono previsti ammortizzatori per accompagnare il rilancio del sito”. La multinazionale americana ha infatti rifiutato, inspiegabilmente, di usufruire delle 13 settimane di cassa integrazione aggiuntiva offerta dal governo. Le 13 settimane pagate dallo Stato avrebbero dato un'altra boccata d'ossigeno ai lavoratori e del tempo utile al Governo per trovare una soluzione, anche se questa è una Vertenza che dura da più di due anni. 26 mesi di tira e molla con licenziamenti annunciati e rimandati, con proposte e false soluzioni che hanno visto i lavoratori napoletani attuare mille proteste, manifestazioni e richieste di incontri al MiSE per cercare di mantenere il loro posto di lavoro.

Ricordiamo che questa vicenda è iniziata a seguito dell'accordo siglato nell'ottobre del 2018 dai vertici della multinazionale americana con il governo e i sindacati. Con questo accordo, dietro ingenti incentivi fiscali e ammortizzatori sociali, la Whirlpool si impegnava ad attuare un piano di ripresa e sviluppo per tutti e sei i siti italiani.

La Vertenza vera e propria è iniziata nel maggio del 2019 dopo un incontro in cui ai rappresentanti dei lavoratori venne mostrata una slide con una semplice ma significativa croce rossa su Napoli che simboleggiava la chiusura del loro sito. E a quella croce rossa loro, da quel giorno, hanno risposto con una spunta verde sulla loro maglia, sul loro cappello, sul loro calendario e sul loro libro. Quella frase e quel simbolo stampati ovunque "Napoli non molla✅" sono la risposta alla politica economica, affarista e opportunista di quella fredda multinazionale.

Dopo l'annuncio di licenziamento, i lavoratori che erano riuniti in assemblea avviano l'ennesima manifestazione dirigendosi questa volta verso il carcere di Santa Maria Capua Vetere dove il presidente del consiglio Draghi era andato per una visita istituzionale. Gli operai, con i loro rappresentanti sindacali chiedono impegno serio da parte del governo e chiedono risposte precise al premier. Senza fare promesse inutili Draghi afferma che il comportamento di Whirlpool è inaccettabile e lo definisce un grave sgarbo nei confronti del Governo e dei lavoratori.

Si impegna in primo luogo a cercare di convincere la multinazionale americana a ritirare la procedura di licenziamento già annunciata e, insieme al ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, proverà a mettere su una soluzione alternativa.

La vicenda Whirlpool, come hanno sempre sostenuto e preannunciato i lavoratori napoletani, avrebbe dato un brutto esempio che altre realtà nel resto d'Italia avrebbero seguito. E così, proprio in questi giorni, dopo lo sblocco dei licenziamenti, cominciamo ad assistere ad un brutto spettacolo. In una settimana abbiamo visto licenziare via mail 152 lavoratori della Gianetti Fad Wheel, azienda di lavorazione metalli di Ceriano Laghetto (Monza), e, stessa sorte e sempre via mail, è annunciata ai 422 della GkN di Campi Bisenzio.
Ma l'unione fa la forza e così, proprio in queste ore, gli operai accomunati da questa ingiustizia stanno organizzando manifestazioni di protesta in varie zone d'Italia. Intanto sabato 24 a Firenze manifesteranno gli operai della GKN contro la decisione annunciata di licenziamento collettivo.

Voglio concludere questo articolo con le dichiarazioni che mi hanno rilasciato alcuni operai della Whirlpool di via Argine che ho conosciuto personalmente e per i quali provo profonda stima e rispetto perché nonostante tutto mantengono una forte dignità e rispetto verso tutti anche nelle loro manifestazioni. La distribuzione gratuita di centinaia di bottiglie di acqua durante il blocco autostradale ne è un piccolo esempio.

Così Vincenzo Accurso, uno dei rappresentanti RSU dei lavoratori napoletani, afferma: «Le nostre due vertenze sono simili, e rappresentanti del decadentismo del sistema lavoro del nostro Paese e sono punta di diamante di una lotta che insorge per difendere dal basso i diritti dei lavoratori italiani.
Uniti nella lotta, uniti per difendere l'Italia dalla predazione delle multinazionali.
Siamo l'Italia che resiste».

Italia Orofino, la donna simbolo della Vertenza Whirlpool aggiunge: «Se si permette alle aziende non in crisi come la nostra di licenziare immaginiamo cosa succederà tra qualche mese. E tutto questo permesso dal governo dei migliori!»

E Francesco Petricciuolo incalza: «Un governo, "ostaggio" di una multinazionale, mette in discussione la tenuta sociale del paese azzerando i principi dei costituenti su cui si è fondata la nostra democrazia, il lavoro. Ci aspettiamo che il governo dei "migliori" comprenda la gravità dell'atteggiamento della multinazionale e trovi misure per contrastare chi fa del "neoliberismo" l'alibi per scaricare la propria responsabilità sociale».

 

Whirlpool min

 

Rossana Germani fa parte della redazione di CiesseMagazine e per essa cura anche la rubrica di cultura, libri e poesia.

 

 

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